Pinerolo – Vandalismo contro i portoni del Duomo in solidarietà con gli/le occupanti di Chez Jesus e con i/le ribelli del Brennero

Pinerolo - Vandalismo contro il portone del Duomo in solidarietà con le occupanti di Chez Jesus e con le ribelli del Brennero

Nella notte tra mercoledì e giovedì abbiamo imbrattato e incollato i portoni del duomo di Pinerolo, in solidarietà con gli/le occupanti di chez jesus e con i/le ribelli del brennero. Di seguito il teso del volantino lasciato sul posto.

All’alba di Mercoledì 10 Ottobre, le forze dell’ordine dello Stato Democratico, con la benedizione del vescovo di Susa hanno sgomberato “Chez Jesus”, un locale della parrocchia di Clavière che da alcuni mesi era stato occupato da migranti e solidali. “Chez Jesus” era un posto dove si poteva trovare un tetto, un letto e qualcosa da mettere sotto i denti, una tappa durante un viaggio spesso impervio e pericoloso. Ma era anche, e forse soprattutto, un luogo in cui incontrarsi ed intrecciare percorsi di lotta contro le frontiere, la militarizzazione e il fascismo, e dove si cercava, non senza difficoltà e non sempre con successo, di superare quel sistema di ruoli e privilegi che ci divide tra migranti e solidali, bianchi e neri, stranieri e italiani ecc..

La presenza di “Chez Jesus” non poteva che essere mal tollerata, da fascisti e mafiosi di vario genere e infine quindi dallo Stato Italiano, preoccupato come sempre di reprimere qualsiasi forma di resistenza e solidarietà autorganizzate, In questo caso particolare poi, c’è anche la necessità di garantire il quieto inizio della stagione turistica invernale, quando i ricchi di tutta Europa raggiungeranno Clavière e la Via Lattea, superando quasi senza accorgersene quella stessa frontiera che per tanti altri e altre è un ostacolo gravoso, a volte mortale.
Inutile, ma forse no, ricordare come se per qualcuno l’inizio dell’inverno corrisponde a piacevoli e costosi weekend sullo snowboard, per chi tenta ogni giorno di passare il confine significa l’inizio di una stagione di gelo, neve e notti lunghissime. Il messaggio è chiaro: da qui non passate, e se morite congelati, tanto meglio.

Davanti a tutto ciò l’indifferenza è di per sé una presa di posizione chiara ed inequivocabile.
Per chi odia il razzismo, per chi ritiene che sulle Alpi, come in tutto il resto del mondo, fascisti e militari non debbano trovare spazio e che ogni individuo debba potersi muovere liberamente, le risposte allo stato delle cose sono la resistenza e l’attacco, contro lo Stato e le sue frontiere, che non sono solo le dogane di montagna, ma ogni istituzione, struttura, persona che renda possibile ogni giorno la sopravvivenza di questo mondo fatto di muri e galere.

Solidali e complici con i ribelli e le ribelli di Clavière e del Brennero, e con tutti e tutte coloro che ogni giorno resistono a testa alta dietro le mura di un carcere o di un CPR.

LA SOLIDARIETÀ NON SI SGOMBERA, LA RABBIA NON SI ARRESTA!!!!

Alcuni nemici e nemiche delle frontiere