Italia – Contro l’occhio del potere

riceviamo e pubblichiamo

Da quel pezzo di terra chiamato Italia, nella regione chiamata Romagna
Era una notte di luna piena, o forse una notte nera come il corvo, o forse erano tutte quelle notti che…
Scegli di viverti la città non più come una garrota di cemento e percorsi obbligati ma nel tentativo di decidere tu, sceglierti la strada, scavalcare ostacoli; giocare a nascondino con tutti gli agenti del controllo, umani o macchine (che poi si assomigliano e coincidono sempre di più) e attaccare questo presente che ci dà tanta rabbia e altrettanti obiettivi.
Quando ci prendiamo la capacità e il tempo del nostro agire ci diamo un modo per scardinare l’oppressione che introiettiamo quotidianamente; quando decidiamo di attaccare la megamacchina che quell’oppressione la ordisce, ci sentiamo pure un pò meglio, pure un pò più liberx, pure un pò più noi stessx, con la nostra autodeterminazione.
ce la siamo presa (tagliati, smontati, oscurati) con i sistemi di videosorveglianza perchè sono l’incarnazione (senza carne) della società dello sopettacolo e dei suoi obiettivi onnipresenti.
ce la siamo presa con le videocamere (mettendone fuori uso cinque qua e tre là e poi altre due ancora più in là) perchè non dimentichiamo mai che tantx nostrx compagnx e affinx sono in carcere o indagatx per colpa di quelle maledette riprese.
abbiamo scelto di agire per rafforzare queste parole e perchè ci sembra che la comunicazione attraverso le azioni sia un meraviglioso modo di dibattere!
contro ogni gerarchia, anche quelle che mettono il fuoco più in alto della pietra, la pietra più in alto delle forbici, le forbici più in alto dello spray…
contro ogni autorità, anche quella che quando è il momento di agire ci fa delegare compiti o sentire impreparatx rispetto ad altrx più “espertx” di noi, o cristallizza ruoli di autorevolezza
per la multiformità di attacco gioiosa e distruttiva
un abbraccio di cuore ax tuttx x prigionierx anarchicx in tutto il mondo!