Carcere di Uta – Un altro saluto

Il 27 Ottobre un gruppo di solidali ha portato sotto le mura del carcere di Uta un pò di rumore ed un saluto solidale.

Dal carcere di Uta arrivano ancora notizie poco incoraggianti : La settimana scorsa ai detenuti è stata servita carne con contorno di vermi ed i detenuti hanno deciso di iniziare uno sciopero del carrello.

Ormai da alcuni giorni sui quotidiani locali è riportata la notizia dell’ennesimo tentativo di suicidio tra le mura del carcere, ovviamente i secondini riportano la notizia solo per il gesto “eroico” della guardia che ha salvato il detenuto e rimarcano la necessità di nuovo personale e migliori condizioni di lavoro.

Altre indiscrezioni ci rimandano ai giorni del diluvio in cui il carcere si è trovato in parte sott’acqua. Ai detenuti sarebbe stato proibito di prendere delle scope per pulirsi le celle dal fango mentre le guardie stavano al riparo. Alcune celle sarebbero state evacuate ed i danni sarebbero ben maggiori di quanto riportato sui giornali.

Queste notizie sono solo altre note dolenti della vita carceraria nella galera di Uta. Siamo stanchi di sentire i secondini fare le vittime per le condizioni di lavoro mentre i detenuti patiscono il bello e cattivo tempo della direzione carceraria. Servire carne marcia è sintomatico di come siano considerati i prigionieri e di come il carcere di Uta tanto vantato ai tempi della sua apertura sia solo una trappola circondata da aria maleodorante e non idonea a sostenere le condizioni climatiche degli ultimi tempi.

I secondini che fanno sempre gli agnelli sacrificali di un sistema che li avrebbe dimenticati dovrebbero cucirsi la bocca ed avere il buon senso di tacere di fronte alla tortura legale delle galere, di cui loro sono tra gli artefici.

Gli ultimi dati sul sovraffollamento parlano chiaro, sono migliaia gli esuberi nelle carceri italiane ed uno Stato sempre piu’ repressivo non farà altro che peggiorare la situazione.

Per portare un momento diverso fuori dalle mura della galera e per dare sostegno alle proteste dei detenuti un gruppo di persone ha scoppiato qualche botto ed acceso delle torce, urlando la propria solidarietà e l’odio per le guardie. I detenuti hanno risposto con grida, battiture ed un invito “APRITECI IL CANCELLO!!!”.

Nella stessa sera è comparso, su un ponte, uno striscione : “VERMI NELLA CARNE… MA NON BASTAVANO LE GUARDIE?! – SOLIDARIETA’ CON I DETENUTI”

Fuoco alle galere , tutti libere!

fonte: nobordersard.wordpress.com