Bologna – Report del corteo del 15 ottobre

Lunedì 15 ottobre 2018 a Bologna si è tenuto un presidio in solidarietà a chi viene imputato/a per le giornate del 7 maggio 2016 al Brennero e del 15 ottobre 2011 a Roma.
Per la giornata di maggio al Brennero andranno a processo per vari capi d’accusa 63 persone e ad esse se ne aggiungeranno altrettante per un secondo filone giudiziario, mentre per il 15 ottobre del 2011 a gennaio si aprirà l’appello per 15 imputati ; già prima di loro 4 persone sono state condannate per devastazione e saccheggio. Oltre alle rivolte del Brennero e di Roma, è stata espressa solidarietà con interventi, cori e striscioni anche agli imputati/le imputate per la rivolta del 24 gennaio 2015 a Cremona, quel giorno che la città bruciò di rabbia antifascista.

Solidali ai giorni di ribellione, chi era presente ha fatto degli interventi in solidarietà a chi in quelle giornate ha deciso di alzare la testa e agire contro i responsabili dell’ingiustizia e dello sfruttamento quotidiano. Sbirri, caserme, frontiere, luoghi di potere come sedi di istituzioni pubbliche e private in quei giorni furono messe a ferro a fuoco. La solidarietà ai compagni e alle compagne inguaiate deve ricordare soprattutto che ci sono dei giorni e delle notti in cui è la rivolta a vincere, non la paura.

Chi si era riunito in presidio ha deciso poi di muoversi in corteo spontaneamente, attraversando le strade del centro universitario di Bologna. Ogni ruolo ricoperto dai partecipanti ha rispecchiato dinamiche autodeterminate e antiautoritarie, aprendo gli orizzonti ad azioni agili ed efficaci.
Quando si è incontrata la sede della banca Bper, proprietaria di quello che a breve diventerà il CPR di Modena, questa è stata imbrattata da diverse scritte volte a denunciare le responsabilità di un gruppo economico cannibale che imprigiona i migranti e ne trae profitto.
Molte scritte lasciate sui muri erano rivolte a cani in divisa come, ad esempio, i carabinieri che continuano a  manifestarsi non solo come il braccio armato del potere e quindi il nemico quotidiano, ma anche come stupratori incalliti – vedi il più recente caso di Firenze e dei due agenti violentatori che provarono a giustificarsi dicendo che avevano accompagnato le ragazze a casa “per galanteria” e che poi si erano trovati costretti a fare i “maschietti” (testuali parole).
Il corteo, sfociando in piazza Verdi, ha incontrato i container del Guasto Village, simbolo della Riqualificazione della zona U ad opera del Pd e della dirigenza Unibo : alimentare degrado per poi imporre dehors hipster con birre a sette euro e piadine vegan-bio-chic-sticazzy a nove euro.Come abbiamo sempre rifiutato l’eroina che da decenni avvelena i nostri quartieri, così rifiutiamo la retorica della città-vetrina, dello svago e della libera associazione mercificati ad uso e consumo dei turisti: forme di degrado speculari dietro cui si celano i medesimi artefici.
Se i tribunali sono la più alta manifestazione del potere che reprime e minaccia, le strade rimangono il nostro habitat naturale dove creare, organizzare ed esprimere tutto il nostro antagonismo. La solidarietà a chi si ribella si manifesta nelle pratiche, e le strade devono parlare la nostra lingua, con strumenti e approcci che si rivelano liberi dalle gabbie della gerarchia e dell’autorità.
Se i tribunali sono il luogo della vendetta dello Stato, le strade possono diventare il luogo di Vendetta dei e delle Ribelli.

Solidarietà ai compagni e le compagne inguaiate per il 15 ottobre a Roma, il 7 maggio al Brennero e il 24 gennaio a Cremona
Solidarietà ai chi sceglie di liberarsi dalle catene dell’oppressione ed essere libero/a anche solo per un giorno, anche solo per una notte di rivalsa.
Viva la Rivolta!