Lecce – Fumo negli occhi

O per tempismo o per coincidenza, lo sgombero di Canaglia Occupata è arrivato proprio il giorno successivo alla dichiarazione del ministro Salvini, trasmessa da tutte le televisioni: “È ora che i prefetti di ogni dove si adoperino per censire e sgomberare tutti gli immobili occupati abusivamente, che siano destinati a scopi politico-sociali o semplicemente ad uso abitativo!”.
In realtà, il governo Lega-5Stelle mette in pratica il “decreto sicurezza” (febbraio 2017) del precedente governo PD che ora, grazie al bullismo di Stato di marca salviniana, troverà più diffusa e solerte applicazione. Tanto per ricordarsi che destra e sinistra pari sono.
Quello che è chiaro è che lo Stato sta dichiarando guerra a tutti coloro che, per scelta o per necessità, vivono al di fuori o ai margini del recinto della legalità. Più controlli, più presenza della polizia nei quartieri popolari (dal linguaggio giornalistico detti “a rischio degrado”), maggiori e più pericolosi armamenti in dotazione alle forze dell’ordine: primo fra tutti il Taser, la pistola elettrica, un’arma con cui presto tutte le questure prenderanno confidenza.
I tempi si fanno cupi per i tanti che non possono (o non vogliono) inserirsi nella società dei consumi, stretti tra la necessità di lavorare in condizioni sempre più difficili e l’obbligo morale di spendere.
Anche a Lecce l’onda salviniana è cavalcata ad arte da discutibili personaggi che, urlando allo scandalo delle occupazioni, provano a nascondere le nefandezze della parte politica a cui appartengono. Moralisti che, blaterando di rispetto e ordine, istigano al razzismo, come minimo.
In questa città da qualche tempo la destra cittadina (Forza Italia, Lega, Sentire Civico, Movimento e Libertà) esibiva i muscoli contro l’occupazione di Canaglia e puntava il dito contro lo spreco di denaro pubblico causato dall’allaccio alla rete elettrica e idrica.
Bene. Ora che le utenze sono state tagliate, le casse comunali forse non avranno più perdite e gli amministratori potranno serenamente occuparsi di restituire ai leccesi le molte decine di milioni di euro sottratti negli ultimi anni per finanziare le aziende municipalizzate e le tante altre avventure di faccendieri, speculatori e sanguisughe di ogni risma.
Ironia a parte, a noi pare chiaro che la decantata preoccupazione dei politici per la sicurezza sociale sia solo preoccupazione per la protezione del proprio privilegio di classe; che l’offerta di protezione del diritto del cittadino sia solo fumo negli occhi per ottenere consenso.
Noi, all’opposto di chi ha il portafoglio al posto del cuore e del cervello, crediamo che il valore di un immobile sia corrispondente all’uso che se ne fa: una casa ha valore se qualcuno la abita, uno spazio sociale se è riempito di contenuti e relazioni di complicità.
Ma a volte capita che i contenuti trabocchino, escano dai margini e dai muri di cinta e dilaghino. Per questo siamo ancora in strada per ribadire che ad ogni sgombero segue sempre una risposta. Per dire che la città è di chi la vive. E chi è sempre stato contro un sistema sociale basato sullo sfruttamento di molti e sul privilegio di pochi, continuerà a prendersi la libertà di lottare senza chiedere di certo il permesso.

Canaglia in Strada

[Volantino diffuso a Lecce, venerdì 7 settembre 2018]