Grecia – Azioni in solidarietà con lo sciopero dei prigionieri USA

Grecia - Azioni in solidarietà con lo sciopero dei prigionieri USA

 28 giugno : Evento solidale e presentazione dello sciopero nelle prigioni americane

Report:

Il 28 giugno, un evento di solidarietà si è tenuto in una palestra occupata a Exarchia, Atene, Grecia. L’evento è stato caratterizzato da una presentazione di membri anonimi del Movimento Abolizionista Rivoluzionario (RAM) sul prossimo sciopero carcerario del 21 agosto negli Stati Uniti.

L’evento si è concentrato sulla spiegazione dello sciopero stesso, le sue origini e motivazioni, l’intero sistema americano di repressione e oppressione, e gli esempi storici e attuali di resistenza contro di esso. Si è tenuta una discussione e sono state stampate e distribuite gratuitamente informazioni sullo sciopero, sui prigionieri politici americani e scritti del movimento Free Alabama.

Sono stati distribuiti anche dei volantini ed è stato fatto un annuncio per il prigioniero politico anarchico americano Eric McDavid, in quanto era la sua giornata internazionale di solidarietà. Dopo l’evento e la discussione, è stato organizzato un aperitivo di solidarietà a favore di una cassa locale per il sostegno ai prigionieri anarchici in Grecia. Purtroppo poco dopo l’evento lo squat è stato demolito dalla polizia, nello sforzo continuo di distruggere i progetti e gli spazi anarchici nel centro di Atene. Questo è stato l’ultimo evento che si è tenuto. Molteplici dimostrazioni e azioni sono state condotte in risposta alla demolizione dell’edificio, e il movimento delle occupazioni di Atene continuerà a resistere.

21 agosto : Attacco al Centro Direttivo Ford di Atene

Comunicato:

Nelle prime ore del mattino del 21 agosto (il primo giorno dello sciopero carcerario statunitense) abbiamo attaccato e rotto le vetrate davanti del Centro Direttivo della Ford ad Atene, Grecia (39 Akakion, Maroussi).

Dopo la guerra civile americana del 19° secolo, lo stato, attraverso il 13° emendamento, ha approvato una legge che permetteva la continuazione del lavoro forzato e non retribuito all’interno delle prigioni americane. A causa di questa condizione e della situazione generale prevalente nelle prigioni americane, il 9 settembre 2016 (in occasione dell’anniversario della rivolta carceraria dell’Attica), ha avuto luogo uno dei più grandi scioperi del lavoro nelle prigioni degli Stati Uniti.

Il 21 agosto di quest’anno, lo sciopero è stato riacceso dopo che un disordine in Carolina del Sud per le terribili condizioni di vita ha causato la morte di 7 detenuti.

Tuttavia, il 21 agosto 1831 è anche un giorno nella storia in cui schiavi e abolizionisti come Nat Turner si ribellarono in Virginia contro i proprietari di schiavi bastardi e l’esercito.

Henry Ford era un bigotto, anti-semita e noto simpatizzante fascista. Ha anche contribuito a gettare le basi per la moderna catena di montaggio industriale, anteponendo l’efficienza e il profitto alla salute dei lavoratori.

La nostra lotta è per la distruzione totale di tutte le prigioni e di ogni società che le crea!

Mentre lottiamo contro le aggressioni e la repressione, è anche cruciale non cadere nelle trappole del recupero da parte dei regimi democratici o della sinistra autoritaria. Non facciamo una lotta che cerca di allentare la repressione dei prigionieri o di riformare le prigioni, ma di generalizzare il conflitto nella prospettiva della distruzione totale di tutte le prigioni.

Sta a noi non accettare rese o compromessi, e osare porre questi desideri come prospettiva praticabile a lungo termine.

Una prospettiva che aprirà la strada all’anarchia. Dove la solidarietà sostituirà il “tutti contro tutti”. Dove la libertà di uno sarà una condizione preliminare per la libertà dell’altro.

Combattiamo per la formazione di un movimento anarchico rivoluzionario che sarà in grado di fare tutto questo.

La prigione non elimina i problemi, si limita a distruggere le vite umane e infondere la paura alla base di ogni attività umana.

Attacco! Attacco! Attacco! Fino a quando l’ultimo muro sia abbattuto.

Anarchici

30 agosto : Striscione appeso in solidarietà con gli anarchici imprigionati e detenuti suggestivi di tutto il mondo a Corinto

Comunicato:

“Nessuno può essere completamente libero se non siamo tutti liberi.

Giovedì 30 agosto 2018 abbiamo appeso uno striscione all’ingresso della città di Corinto (a sud-ovest di Atene). Abbiamo appeso questo striscione in solidarietà con lo #sciopero carceraio negli Stati Uniti e per tutti gli anarchici imprigionati nel mondo.

La nostra solidarietà si estende ai nemici dello stato e del capitalismo imprigionati. La nostra solidarietà per i nostri compagni anarchici dietro le sbarre e per coloro che condividono il nostro disgusto per il sistema carcerario è un elemento indispensabile del nostro movimento per la rivoluzione sociale e l’anarchia. La nostra solidarietà si estende oltre ogni muro di prigione, e la nostra lotta per le strade e nella notte è incoraggiata dalla nostra rabbia per la repressione condotta dal nostro nemico: lo Stato.

Lo striscione recita: “Solidarietà a tutti i prigionieri anarchici nel mondo, e solidarietà con i prigionieri in sciopero negli Stati Uniti”.

Collettivo Anarchico Sirene

4 settembrea : Attacco alla sede centrale di McDonalds in solidarietà con lo sciopero carcerario!

Comunicato:

Il 4 settembre 2018 abbiamo attaccato ila sede centrale di McDonalds (59 Alekou Panagouli, Aghia Paraskevi, Atene), distruggendo le vetrate anteriori dell’edificio.

Questa azione è stata fatta in solidarietà con lo sciopero carcerario in corso negli Stati Uniti. A partire dal 21 agosto, i prigionieri stanno resistito alla moderna schiavitù, al razzismo strutturale e alle terribili condizioni di quotidiana detenzione negli Stati Uniti.

Abbiamo scelto di attaccare McDonald’s perché è una delle tante compagnie che beneficiano direttamente dello sfruttamento e del lavoro forzato dei prigionieri americani. È una delle tante compagnie che approfittano della schiavitù carceraria e della tortura negli Stati Uniti. Coloro che vanno in sciopero affrontano l’ira di coloro che mantengono questo sistema carcerario. Che si tratti delle guardie, dei giudici o dei direttori, essi preferiscono degradare, stupro e torturare i detenuti, piuttosto che tollerare anche un solo momento di resistenza alle loro moderne piantagioni di schiavi.

Questo sciopero è una manifestazione contro la guerra ai poveri, agli esclusi e sfruttati dalla classe dirigente attraverso il sistema carcerario. Le prigioni sono solo un’estensione moderna dei massacri storici dei nativi che hanno contribuito a costruire quella che oggi è conosciuta come America. E’ la continuazione della schiavitù e della spietata persecuzione dei neri storicamente rapiti dall’Africa per costruire quella che oggi si chiama America. Sono la scelta che ci è stata data se mettiamo in discussione le nostre condizioni o se agiamo per cambiarle senza l’approvazione dello stato. La legge e l’ordine dell’uomo bianco e il lavoro forzato protetto dal 13° emendamento hanno aiutato a continuare le tradizioni del colonialismo eurocentrico e dello sfruttamento capitalista che contraddistinguono l’America.

Estendiamo la nostra solidarietà con questo coraggioso sciopero dichiarato dai prigionieri americani, e lo guardiamo nella stessa luce della resistenza condotta da schiavi e abolizionisti nel XIX secolo, attaccando le piantagioni di schiavi in tutto il sud degli Stati Uniti.

Lo Stato mentirà e sosterrà che la schiavitù è stata abolita nel 1865, ma i coraggiosi prigionieri in sciopero in tutti gli Stati Uniti avranno certamente una storia diversa da raccontare. La schiavitù continua nelle prigioni americane, e la piantagione di sfruttamento, massacro e tortura che è alla base della società americana si estende in tutto il suo suolo insanguinato, e in tutto il mondo.

Viviamo in un mondo dove ci sono più miliardari e schiavi che mai. Ogni giorno donne e bambini vengono rapiti e trafficati, torturati in modi indicibili da coloro che condividono la stessa mentalità di coloro che gestiscono le prigioni americane e la cosiddetta giustizia. Il lavoro per debiti, la schiavitù salariale e un proletariato globale in costante crescita e malnutrito devono rendersi conto che condividiamo una lotta comune contro la feccia che trae beneficio dalle nostre sofferenze.

La schiavitù non è solo un fenomeno americano, ma è insito in ogni Stato nazionale. Sfidiamo ogni aspetto del potere e del dominio. Dagli Stati alla Grecia, e in tutta questa bella terra. Cerchiamo l’eliminazione e la distruzione del patriarcato, del razzismo, dello specismo e dello sfruttamento. Vogliamo distruggere le fondamenta di questa schiavitù alla quale si oppone resistenza durante questo sciopero carcerario: lo stato e il capitalismo.

Coloro che accettano i colpi più duri del potere non si abbandoneranno al loro destino. Non lasciamo che la disperazione e la sconfitta scoraggino mai la nostra passione per la libertà e il nostro disprezzo per il dominio.

Per quanto forti appaiano, i muri possono essere sempre abbattuti, e i troni rovesciati

Per una vita di lotta. Per l’anarchia e la liberazione universale.
In solidarietà con lo #sciopero carcerario degli Stati Uniti.

Per un mondo nelle rovine delle loro prigioni.

-Cellula di Attacco Sacco e Vanzetti

Agosto e Settembre 2018: Campagna continua di scritte e writing in tutta Atene

Comunicato:

A partire dal 21 agosto (anniversario della rivolta di Nat Turner in Virginia, 1831), i prigionieri americani hanno iniziato uno sciopero contro il lavoro non retribuito, utilizzato a beneficio delle imprese, e contro le condizioni atroci che affrontano ogni giorno,

Nella società americana, la schiavitù rimane istituzionalizzata (attraverso il 13° emendamento del 1865), razionalizzata come punizione giudiziaria.

Per tutto agosto e settembre abbiamo dipinto collo vernice spray, in tutta la rete urbana di Atene,, slogan di solidarietà con i prigionieri in sciopero, così come dichiarazioni per la distruzione di tutte le prigioni e dello sfruttamento capitalista.

Da Atene all’America, Fuoco alle prigioni!

-Anarchici

fonte: itsgoingdown.org