Dresda, Francoforte e Amburgo, Germania – Attacchi contro i complici della guerra in Rojava

Dresda (Dresden), giugno 2018

Pienx d’odio abbiamo dovuto prendere atto che il fine settimana passato Erdoğan ha vinto la votazione in Turchia. Con il suo sistema presidiale, la dittatura fascista diventa sempre più evidente. Prima delle elezioni Erdoğan si vantava dell’assassinio e dell’espulsione dex curdx nel sud del Kurdistan e ad Efrîn. Ma non sono colpevoli di tutti questi crimini solo lx elettorix in Turchia e in Germania. Lo Stato tedesco collabora strettamente con lx fascistx turchx. Sarà per l’affare per cui la Turchia tiene lontanx dalla Germania lx profughx che qui si procede duramente contro il movimento di liberazione curdo. Basta mostrare una bandiera YPG/YPJ per avere delle perquisizioni e ulteriori repressioni.

Efrîn nel frattempo è quasi tutta occupata dax fascistx turchx e bande amiche. Saccheggi, espulsioni e assassinii succedono quotidianamente in questa regione che prima era ritenuta il territorio più sicuro della Siria ed offriva un luogo protetto per tantx profughx. Erdoğan vuole attuare la pulizia etnica con l’insediamento mirato delle famiglie delle bande. Questo porta al fatto che in futuro anche in quel luogo si creerà un altro grande fulcro conflittuale.

Lx nostrx compas del YPG/YPJ continuano tuttora con la loro strenua resistenza. Giusto poco tempo fa, sotto la definizione „Centro Operativo Furia delle Olive“, avvennero degli attacchi mirati alle truppe d’occupazione. In un’azione è stato ucciso un miliziano e ferito il comandante Derzi Abu Khaled. Lx combattenti in loco continuano a lottare contro l’invasione fascista e noi siamo pienx di speranza che Efrîn tornerà di nuovo sotto il nostro completo controllo.

Anche nel Kurdistan del sud, lx fascisti ancora una volta fanno la guerra ax nostrx compas e contro lx civili. Ritengono che entreranno a Qendîl e vi innalzeranno la propria bandiera, per poi continuare direzione Şengal e da lì verso Mexmûr. Questo dimostra quali sono i piani megalomani che ritengono realizzabili. Ma non corrisponde affatto alla realtà. Giusto alcuni giorni fa, dex compas attuarono un’azione di successo contro un convoglio militare. La HPG commentava l’azione con le parole: „Il 21 luglio verso le ore 0.50 le nostre forze hanno effettuato un’azione contro un convoglio dei militari turchi con circa 30 blindati tra Colemêrg e Çelê nei pressi del villaggio Çemê Bedel. La colonna militare finiva sotto il massiccio fuoco incrociato di due gruppi. Un blindato del tipo Ejder e due del tipo Kirpi furono distrutti completamente. Morirono 33 soldati nemici. Dopo l’azione, una parte del convoglio dovette tornare a Colemêrg mentre una parte rimase sul luogo dell’azione. Dopo l’azione, le truppe di occupazione turche con l’aiuto dei droni bombardarono indiscriminatamente la zona con degli elicotteri da combattimento Cobra.“

Questo attacco si svolse nel contesto della „Offensiva Rivoluzionaria Şehîd Pîroz e Şehîd Agirî“ che si svolgeva con delle azioni anche in altri luoghi. Per esempio nella regione Bradost ci fu un’imboscata con cinque fascistx mortx. (C’è un video. Attenzione! Mostra riprese di guerra non pixelate:
http://www.gerillatv.net/uploads/videos/calaki_ali_direj_sidekan_basure_kurdistan_31_gulan_2018.mp4)

Alle azioni HPG e YJA STAR, l’esercito turco risponde spesso con bombardamenti aerei e attacchi con gli elicotteri Cobra. Questo porta a degli assassinii e notevoli danni all’agricoltura della popolazione. Distruggono così l’unico mezzo di sostentamento di queste persone.
Tutto questo lo consideravamo motivo per attaccare tutti i vetri di una Commerzbank a Dresda Bühlau. La Commerzbank ha sostenuto la produzione dei carrarmati Leopard 2 che furono impiegati dax fascistx tra l’altro per la guerra di attacco contro Efrîn. Lx normali cittadinx tedeschx si lamenteranno ancora per questo „vandalismo insensato“. Non vogliono essere infastiditx nel proprio quotidiano, e men che mai occuparsi di come lo Stato e l’economia tedesca ammazza nel mondo.

Perciò, uno dei nostri motivi è contribuire con il nostro attacco affinché aprano finalmente gli occhi!
Libertà per Öcalan e contro la criminalizzazione del movimento di liberazione curdo!
Giovani rivoluzionarx!

fonte: chronik.blackblogs.org

Francoforte al Meno (Frankfurt am Main), 6 luglio 2018

Deutsche Bahn complice dell'aggressione turca in RojavaIeri notte a Francoforte al Westbahnhof 6 abbiamo incendiato sei vetture della Deutsche Bahn. Con questo ci rivolgiamo contro il sostegno tedesco alla guerra d’aggressione del governo turco contro la Siria del nord e le continue perquisizioni e carcerazioni d’attivistx di sinistra.

Abbiamo incendiato le sei vetture parcheggiate in fila della Deutsche Bahn. Abbiamo eseguito l’azione appositamente di modo che non toccasse altre.

La Deutsche Bahn è il più importante partner logistico della NATO. La moria e il massacro in nome delle nostre „democrazie“ ci risulta insopportabile. Staremo sempre a fianco delle forze rivoluzionarie in Siria ed altrove.

Ma anche qui in Germania ci sono dei motivi sufficienti, tanto che non sappiamo da dove iniziare in questo Stato di polizia, visto la totale erosione di quello che prima si diceva Stato di diritto, visto la ricerca pubblica di massa. Oppure le perquisizioni presso associazioni tecniche tedesche perché gestiscono un conto donazioni! per un fornitore legale di Email americano!, indirizzo, tramite il quale eventualmente si pubblicizzerebbero delle proteste contro la AfD. Oppure il divieto di linksunten indymedia. O gli arresti nella zona di Rhein-Main per la partecipazione alle proteste  G20. Oppure le perquisizioni in Francia perché la gente interessata avrebbe alzato una volta il braccio nel  G20. Quale valutazione totalmente errata della situazione nella Schanze!

O i motivi sempre più assurdi per vietare la demo contro la legge di polizia nel Nord Reno Westfalia poiché porterebbe a un „pericolo diretto della sicurezza e dell’ordine pubblico“ poiché „potrebbe essere abusata per la protesta contro la presunta violenza della polizia ossia la sovranità della polizia“. Che assurdità se la sinistra radicale legale, come presunto resto di una società civile, lotta per di più democrazia e principi costituzionali! Quando dei semplici graffiti di un centro autonomo suscitano per settimane delle discussioni nei giornali. Se poi a nessunx viene neanche l’accenno dell’idea di citare la libertà d’opinione e artistica, allora sappiamo che in questa società non c’è più nulla da salvare.

Per noi è chiaro: il massiccio ampliamento “dell’apparato di sicurezza” dal 2001, il quale non produce che scandali come il sostegno alla NSU, non può essere accettato come se nulla fosse. Una società che soffoca ogni forma di trasformazione tanto massicciamente sul nascere non ci lascia altra scelta che ricorrere ai mezzi come quelli dell’altra notte.

Saluti solidali a tuttx che viaggiano senza biglietto.
Auguriamo a tuttx lx carceratx tanta forza e perseveranza.

Anzitutto, naturalmente, ax interessatx della zona Rhein-Main, ma anche a chi della Rigaerstrasse è attualmente sotto tiro, a coloro del procedimento per rapina in banca di Aachen e a  tuttx lx altrx. Anzitutto lx compas turchx sono ancora più fortemente colpitx dalla repressione. Saluti particolari vanno naturalmente a chi poteva sfuggire alla presa dello Stato ed è latitante. Resistete!

fonte: chronik.blackblogs.org

Amburgo (Hamburg), 11 luglio 2018

Amburgo Commerzbank complice dell'attacco turco contro AfrinVetri rotti e vernice per Rojava alla Deutsche Bank e Commerzbank.
Nella notte dal 10 al 11 luglio abbiamo lasciato le nostre tracce alle seguenti filiali della Deutsche Bank e Commerzbank (vetri rotti e vernice) ad Amburgo:
– Osterstraße
– Bahrenfelder Straße
– al Goldbekkanal
Ambedue le grandi banche finanziano l’industria tedesca delle armi. Che a sua volta con le forniture d’armi allo Stato turco sostiene gli attacchi ax nostrx amicx a  Rojava. Questi attacchi li consideriamo come un attacco a un progetto rivoluzionario e a un modo di vita emancipatorio.

Fight4Rojava! I carrarmati tedeschi fuori da Rojava!

fonte: chronik.blackblogs.org