Lecce – Tra speculazione e disordine

TRA SPECULAZIONE E DISORDINE
Le mani degli affaristi sulle Giravolte

“Come fa a vivere senza acqua e servizi,bisognerebbe murare tutto con
lui dentro”.
Beatrice Baldisser, imprenditrice e affarista leccese

La ferocia di queste parole, rivolte all’anziano occupante di una casa, a cui da tempo è stata tolta l’acqua, suona come una dichiarazione di guerra ed è indicativa di un modo di pensare: quello di chi conosce solo il linguaggio del denaro e il mondo da esso prodotto. Un mondo fatto di profitto, speculazione, accaparramento, privilegio, sopraffazione, autorità, disumanità, esclusione. Anche i tempi che viviamo sono carichi di tutto questo, e sono espressione, come in passato, di un modello economico che si fonda sulla disuguaglianza e ne fa una bandiera. Sempre più, pochi accumulano e sfruttano, sempre più, tanti si impoveriscono.
Il quartiere delle Giravolte a Lecce è un piccolo microcosmo. Uno degli ultimi quartieri ancora vissuto dai suoi abitanti. Un tempo a forte densità immigrata, oggi è popolato da un’umanità varia, e in una delle case occupate vi è anche la biblioteca anarchica “Disordine”. La gentrificazione intanto avanza. Danarosi italiani o stranieri acquistano a poco appartamenti da ristrutturare e ne fanno luoghi di lusso accessibili solo ad altri danarosi turisti. La gente del posto viene man mano spazzata via, allontanata, cancellata. “Vi sono le periferie per gli alloggi popolari”, ha affermato l’avvocato che è tra gli incaricati della ristrutturazione in via delle Giravolte, dove alcune abitazioni dovrebbero essere adibite, secondo i piani abitativi del comune, ad alloggi popolari, al contrario di ciò che sta avvenendo. Uno di questi, di proprietà comunale, venne venduto per pochi spiccioli alla signora
Baldisser, tenutaria in passato di un centro benessere per dipendenti comunali. Ed è stato il cavallo di Troia per permettere a questa
affarista, insieme ad altri, di mettere le mani su un pezzo della città, stravolgerne il vissuto e il tessuto architettonico e sociale, fare
speculazione e profitto. E ciò con il beneplacito delle suore, proprietarie di gran parte degli stabili, alle quali tutto è stato
ceduto, con richiesta di finalità sociali, dal noto personaggio “Mara”, arricchitosi anche affittando i suoi appartamenti a numerosi immigrati.
Le Giravolte sono un quartiere ingarbugliato, dove si rischia di perdersi se non si è del posto e ingarbugliate sono state le storie che
lo hanno caratterizzato. Degne di un film di Almodovar, direbbe qualcuno. Le telecamere ovunque, pubbliche e private, sorte a proteggere la proprietà di chi ne sta mutando il volto, sono rappresentative del destino di una città. Sempre più vetrina per turisti che affollano il suo centro, trasformato in un’enorme ristorante, sempre meno vissuta, sempre meno a portata di tutti. Ma se questo modello sembra irreversibile non è detto che non trovi al suo passaggio nessun ostacolo… Qualcuno affermava che la proprietà è un furto; la casa è di chi l’abita, ha affermato qualcun altro.
E allora il senso e le possibilità sono nel capovolgere tutto.

Anarchici

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