Per farla finita con la contestazione riformista e democratica della scuola

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Per farla finita con la contestazione riformista e democratica della scuola

Si sa… non è facile trovare una tensione anarchica nelle scuole. Eppure a quante persone piace andare a scuola? A quante persone piace stare in una classe 6 ore al giorno? Quante studenti vengono invece mandati fuori dall’aula a causa della loro “MA-LE-DU-CA-ZIO-NE”? O quanti puniti perchè, decisi a non abituarsi alla noia regolatrice e alla ripetitività scolastica, scrivono sui muri o sfasciano la scuola? I collettivi studenteschi TUTTI, altro non fanno che organizzare serate e/o iniziative per ingrassare il numero dei partecipanti alle loro stesse iniziative. Oppure passano la loro vita nell’attesa della nuova riforma scolastica da: leggere, evidenziare nei suoi lati meno socialdemocraticamente accettabili, e alla fine, dati alla mano, contestare. Nei casi più esilaranti, la “disobbedienza studentesca”, sì è spinta oltre portando come controproposta la sua legge scolastica ideale: la Lip scuola (ovvero la cosiddetta legge della “Scuola della Costituzione”… che rivoluzione!). Tanto sono concentrati sul acquisire/mantere la loro posizione di prestigio all’interno del collettivo che non si accorgono di tutto quello che succede al di fuori. Tutto quello che è fuori dal collettivo infatti non vale nulla. Guai a chi parla senza mezzi termini del suo sincero odio verso la scuola, verso le istituzioni e tutte le loro proprietà. Un discorso di questo tipo andrebbe a sottrarre valore alla loro serietà e rispettabilità acquisita con la tanto sudata analisi della riforma. Il proprio sentire passa in secondo piano per far spazio a quello che è il dialogo con l’istituzione stessa. Riassumendo: a me la scuola fa schifo… però se lo penso è perchè sono uno giovane… uno di quelli che non può parlare… uno di quelli che deve ascoltare i grandi che possiedono la CULTURA… la CULTURA che devo riconoscere perchè la CULTURA è GIUSTA, la CULTURA è GRANDE, SEMPRE! Se non riconosco questo, le istituzioni scolastiche (nonchè i sinistroidi con cui cerco di CONVINCERE) poi non vorranno più contrattare con me!111!!111!

Contro i teatrini disobbedienti e autonomi, che tanto contestano questo mondo da accettarne spesso e volentieri la sua CULTURA, Io pongo la mia più profonda sincerità: LA SCUOLA E’ UNA MERDA IN TUTTO E PER TUTTO E NON HO NESSUN TIMORE A DIRLO. Non vi è un singolo aspetto della scuola che mai salverei in quanto, se riconosco una differenza sostanziale tra le parole lavoro e attività umana, lo stesso faccio tra scuola e conoscenza. A differenza del disobba che, piange sconsolato vedendo rovinato il suo tentativo di convincimento delle masse sulla bontà della loro causa, Io gioisco quando sento che qualcuno ha danneggiato in qualsiasi modo una scuola: dalle macchinette del caffè fino ai bagni, dagli estintori aperti negli uffici dei presidi fino alle uova marce nelle aule dei professori. Ai miei occhi risulta più interessante una macchinetta del caffè scassata rispetto ad un corteo con i carri e la musica. Sono molto più attratta da un’ iniziativa deserta rispetto a una riempita di partecipanti, ad esempio, grazie alla musica Trap (che qualcuno riconosce addirittura come un mezzo rivoluzionario…). Preferisco un’occupazione senza laboratori/discussioni ma piena di danneggiamenti rispetto all’occupazione piena di discussioni vuote e fasulle il cui peso è pari a quello della sola copertina di un libro inesistente.

Con la stessa sincerità con cui ho iniziato questo pensiero ora vi dico che mi sono stancata di scrivere e che dedicherò le ultime righe a qualche domanda che invito gli studenti a porsi.

Che senso ha contestare la funzione assoggettatrice della scuola se poi in collettivo si rivivono le medesime condizioni? Che senso ha contestare (anche solo a parole come appunto fa la disobbedienza) la polizia se poi ad ogni occupazione il/la capoccia di turno va a contrattare con la Digos per la solita occupazione farlocca? Sempre che non si voglia parlare delle situazioni in cui manco serve la polizia in divisa… tanto c’è quella del “movimento”, prodotta ad hoc per formare cordoni e isolare dai cortei studenteschi (e non solo) gli spezzoni più passionali oppure quella prodotta a mò di robocop che all’occorrenza sbarda persone o inizia a far riprese in corteo!

Morte ai collettivi

Vita all’anarchia (sia questa anonima, rivendicata o meno)

Firmato:

Giovane frocio presomale

Per farla finita con la contestazione riformista e democratica della scuola

Fonte: parolealvento.noblogs.org