Milano – Confermate le condanne a Lollo e Simo per la montatura sui fatti della Statale

17 MAGGIO 2018. La Corte di 2° grado CONFERMA LE CONDANNE.

8 mesi Simone, 3 anni e 4 mesi Lollo e rirarcimenti alla parte civile di 30 mila euro.

Seguiranno aggiornamenti..Udienza-sentenza 2° GRADO

http://riss.noblogs.org/post/2018/06/12/920/

Mercoledì 16 MAGGIO h 9:15 c/o Tribunale di Milano terza sezione penale udienza d’appello e probabile sentenza

http://riss.noblogs.org/post/2018/06/12/pre-sentenza-dappello/

 

Accusato e condannato per una montatura politico mediatico giudiziaria, dopo più di 5 anni di silenzio, intendo fare chiarezza per ridare una giusta dimensione a una vicenda che, come sempre ho detto, è tutta politica. L’intento è quello di tentare, anche in vista dell’appello e dopo, di fornire una risposta seria ed evitare che vicende come  questa o simili possano capitare in futuro anche ad altri. Di fatto abbiamo subito una doppia condanna: una in tribunale e una nata da alcune realtà che si sono distinte per i gravi errori derivanti da improbabili gestioni privatistiche e settarie mai richieste, confusioni volute, confronti negati e processi di desolidarizzazione!

Anzi, tripla condanna:

1° da parte degli inquirenti con la Corte dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano;

2° condanna da parte di qualche realtà, che non solo non ha mai preso una posizione dignitosa, ma che ha creato confusione su confusione (in primis con la menzogna di un millantato patteggiamento da noi mai preso in considerazione ), fino a un crescendo di idiozie cha hanno spinto all’immobilismo e che ci ha lasciati soli davanti alla repressione, sposando sin da subito versioni ufficiali e di comodo, insabbiando ad arte la verità, anche durante il processo.

3° condanna da parte di ampie fette di “movimento” che, invece di arginare tale becerume, dopo la forte solidarietà iniziale, alcune si sono accodate al torbitume opportunistico finendo anch’essi a essere complici dell’accusa, per via di un neutralismo spudorato anch’esso usato come elemento di forza dalla Procura”.

Un altro obiettivo, è quello di smentire, una volta per tutte, le illazioni e le congetture che hanno prodotto soltanto polemiche sterili, basate su falsificazioni e mistificazioni a danno nostro e di altri, e che mi costringono (cosa che ho cercato fino ad oggi di evitare per tutelare tutti) ad allegare, oltre che alcuni atti, anche altro materiale così da chiarire, a chi avesse qualche dubbio, l‘intera vicenda.

Insomma, non esiste un solo motivo valido per arrendersi. Ciò che scrivo non rappresenta nulla di nuovo per gli inquirenti.

Non ha dunque a che fare “solo” con la vicenda giudiziaria che per chi ha seguito l’abc di tale vicenda-inchiesta realmente si è già schierato dal primo istante e senza ambiguità. Ciò che mi spinge è una volontà politica di chiarire fatti che reputo molto gravi e che hanno a che fare con il modo in cui i “alcuni compagni di movimento” si sono comportati durante l’inchiesta, nel corso del processo e dopo.

Solo dopo ciò, si potrà continuare una battaglia politica e giudiziaria con tutte le aperture possibili, visto che di “vie facili” che auspicavo non esistono. Dunque “l’andare oltre” come ho fatto ora non è più possibile. Il mio principio resta semplice: chiunque mi attacca e in qualunque modo io mi difendo!

Che non sia il “processo politico del secolo” è evidente a me sin dal primo giorno dell’arresto e dirò un altro paradosso eclatante: subito alcuni hanno autocelebrativamente ingigantito come se fosse “il processo del secolo” avvitandosi poi, in situazioni penose, mentre eravamo in carcere,per poi sminuire con liquidatorio opportunismo la vicenda fino ad oggi.

Il risultato ovvio che anche svariati compagni e persone in buona fede si siano allontanati da una partecipazione politica attiva a causa di inganni, mistificazioni e irresponsabilità, mi pare sempre più evidente. E il fatto stesso che nei tanti anni ormai trascorsi io non abbia avuto la possibilità di un chiarimento franco come dovrebbe essere tra compagni, la dice lunga su una vicenda che non a caso alcuni fatalisti definiscono in modo liquidatorio una “brutta storiaccia“.

Questo non è stato e non è “il processo a Lollo e a Simo”, ma un processo a tutti quelli che non sono nati per sentire sciocchezze e non vogliono abbassare la testa!

La campagna è già partita…..uscendo comunque dall’equivoco strumentale “colpevoli/innocenti”. Ho sempre rivendicato apertamente la nostra totale estraneità, e l’ho fatto politicamente e pubblicamente senza inguaiare nessuno e continuo così!

Il mio tentativo non permette troppo distacco e neppure genuino romantiscismo. A chi mi dice che non è il metodo o un metodo giusto, rispondo, forse avete ragione ma che avreste fatto al mio posto? Ho avuto alternative valide?

Le vicende sono crude e svilenti  per cui  al riguardo si possono avere tre atteggiamenti:

credere o non credere a ciò che scrivo e ribadisco con forza;

leggere minuziosamente punto per punto quanto dico con tutti gli allegati;

considerare “solo” le vicende giuridico politico dall’inizio ad ora, che parlano da se!

Sempre a testa alta!

Lollo

Riflessioni

fonte: https://riss.noblogs.org/