Grecia, Albania ed Italia – Contro il TAP !

No al Trans Adriatic Pipeline – in costruzione in Grecia, Albania ed Italia – per trasportare gas naturale dal Mar Caspio in Europa

Grecia, Albania ed Italia - Contro il TAPNel 2003 sono stati fatti i primi progetti. Nel 2015 sono iniziati i lavori in Albania, ed ora il gasdotto è in costruzione sia in Grecia che in Italia. Parte nei pressi del villaggio greco di Kipoi, al confine turco (dove si collega al già esistente Trans Anatolian Pipeline). Da lì dovrebbe attraversare gran parte della Grecia settentrionale, correre attraverso l’Albania, gettarsi nel mare Adriatico per raggiungere infine il Salento, in Italia. Lungo il tracciato del gasdotto, in Grecia è prevista la costruzione di 22 stazioni di valvole di blocco (punti di possibile interruzione e/o manutenzione), e 2 centrali di depressurizzazione (vicino a Kipoi e Serres) per facilitare il passaggio del gas.

In Italia è in corso una lotta consistente contro questo nuovo progetto del potere in una combinazione offensiva di opuscoli, giornali e manifesti, atti di sabotaggio, manifestazioni e attacchi contro le strutture del gasdotto stesso, così come contro le aziende che beneficiano della sua costruzione e sfruttamento. Anche nella regione greca di Kavala, gli abitanti del posto in diverse occasioni si sono dati da fare per bloccare fisicamente la continuazione dei lavori.

Lo Stato e l’industria energetica vorrebbero farci credere che se spendono una quantità inimmaginabile di denaro, distruggono terre e militarizzano intere zone per costruire nuove gigantesche infrastrutture, ciò avviene per consentirci di vivere la nostra esistenza quotidiana. Ma, a parte il flusso di denaro che garantirà agli Stati e alle società coinvolte nel TAP, dobbiamo chiedere a noi stessi: a cosa serve davvero tutta questa energia? Non sono i nostri bisogni fondamentali a richiedere la quantità di energia oggi prodotta. Sono le industrie che mantengono questo mondo capitalista, è l’industria della guerra, è il flusso costante di informazioni e di “capitale umano”, è…

È il carburante per la società che continua a produrre ricchezza per alcuni, e povertà e miseria per molti.

Ogni progetto realizzato senza alcuna reale resistenza è una lezione di pacificazione. Porta un messaggio sociale che vuole dimostrare che il nostro l’ambiente non esiste, che sarà sempre il loro ambiente. E trasformano un campo in una prigione, una foresta in una stazione di compressione del gas, una montagna in una miniera d’oro, e così via. Finché non ci si solleva e si lancia, anche con un semplice gesto, sabbia nella macchina.

I tentacoli del TAP arrivano lontano. C’è lo stesso gasdotto in costruzione, con le sue opere di scavo, la sua costruzione di stazioni di valvole di blocco e di compressione, distribuite su centinaia di chilometri. Solo in Grecia ci sono aziende come Makedoniki Etm Ee, Siemens e Gaia SA a Salonicco, e Ellaktor, J & P Avax SA, Corinth Pipeworks SA, Terna SA, Siemens, Kantor, Geomatics Sa, C & M Engineering, Speed ​​SA ad Atene, che partecipano direttamente al lavori di costruzione. Ci sono gli uffici dei progetti a Salonicco, Atene, Komotini e Kozani. E naturalmente ci sono i politici, i loro uffici, le loro case di vacanza, i loro campi da golf, i loro ristoranti preferiti… E poi c’è ogni pezzo delle infrastrutture del denaro, della comunicazione e del flusso di prodotti del sistema capitalista di cui il TAP vuole diventare parte.

Le vene del dominio si diffondono in molti luoghi. Con creatività sovversiva possiamo rintracciarli ed interromperli…

fonte: tiltap.noblogs.org