Graz, Austria – Iniziato il processo al movimento neonazista degli “Identitari”

riceviamo e pubblichiamo

A Graz (Austria), nel mese di luglio, si sta svolgendo un processo contro il “Movimento Identitario Austriaco”. Conosciuti in tutta Europa per le loro campagne mediatiche nelle Alpi e nel Mediterraneo, sono stati anche responsabili di diversi incidenti di stampo razzista in Austria. Le accuse sono le seguenti: incitazione all’odio, adesione e fondazione di un’organizzazione criminale, danneggiamento e coercizione. Per un riepilogo più dettagliato dei costi, visitate il sito prozess.report, che ha compilato un dossier completo.

Gli “Identitari” in Austria
Il “Movimento Identitario Austria”, come si definisce il gruppo di estrema destra, è stato fondato a Vienna sull’esempio del “Bloc Identitàire” francese nel 2012 da membri delle fraternità di estrema destra. I cosiddetti Identitari crebbero ben presto per diventare la componente più militante dell’estrema destra. Le loro campagne sono state quasi sempre coperte indiscriminatamente dai media e hanno trovato una pubblicazione diffusa sulle piattaforme dei social media. All’esterno gli “Identitari” si presentano come “giovani conservatori devoti”, che non hanno nulla in comune con i bonehead neonazisti degli anni Novanta.

Spesso sono persino riusciti a diffondere la loro immagine di “ONG di destra”, che è stata accolta con entusiasmo dai media e dai politici e ha quindi contribuito a legittimare la loro propaganda razzista. Questa immagine è però in diretta contraddizione con le loro azioni, che comprendono incontri periodici di arti marziali, allenamenti con il bastone, violenti attacchi contro i contestatori e le loro comprovate connessioni con i neonazisti militanti.

Il processo
Il 4 luglio è iniziato il processo contro il “Movimento Identitario Austria”. La procura li accusa di diversi reati, il più grave dei quali è la “fondazione di un’organizzazione criminale” (§ 278). Questo paragrafo è degno di molte critiche, perché è stato usato in passato per criminalizzare gli attivisti dei diritti degli animali e la solidarietà con i rifugiati. Ma non si dovrebbe cadere nella trappola di paragonare quelle organizzazioni agli “Identitari”, per impedire la diffusione della loro inquadratura come “ONG di destra”, che ignorerebbe e sminuirebbe la loro ideologia neofascista.

In caso di condanna, i 17 imputati saranno condannati a pene detentive di cui dieci come membri e sette come “simpatizzanti attivi”. La copertura critica del mese del processo viene fatta – tra gli altri – da prozess.report e Radio Helsinki -, che dal basso stanno fornendo informazioni sul processo in corso in modo tempestivo – la copertura in diretta è stata vietata dal tribunale.

Perché ora?
Il processo imminente arriva in un momento particolare. Le richieste degli “Identitari”, ostracizzate in passato, sono ora ampiamente soddisfatte dall’attuale governo di conservatori ed estrema destra. Centri di detenzione di massa, frontiere chiuse, tagli razzisti al sistema sociale e scolastico e altre parti tipiche di un’agenda di estrema destra sono in corso di attuazione in questo momento. Nella campagna elettorale 2017 le posizioni dei partiti attualmente al governo FPÖ e ÖVP si discostavano marginalmente dalla demagogia degli Identitari. Dopo le elezioni, i membri della fraternità di estrema destra e gli ex membri dei gruppi paramilitari neonazisti negli anni ’90 hanno persino trovato lavoro nei ministeri della FPÖ.

In queste circostanze, il processo contro gli “Identitari” è solo una soluzione superficiale, mentre le pratiche spietate del governo austriaco rimangono intatte. Un assoluzione conferirebbe persino poteri al gruppo di estrema destra, assolvendoli dalle loro azioni. Una condanna sarebbe sicuramente un duro colpo per gli identitari, limitando il loro lavoro politico. Ma in tempi in cui l’UE sta attuando le richieste della campagna “Difend Europe”, criminalizzando i soccorritori nel Mediterraneo, questa non è una consolazione.

Non importa come si concluda il processo, la semplice chiusura di alcuni gruppi di destra non può essere la risposta. Ciò non risolve la questione di fondo. Gli “Identitari” e la loro propaganda sono solo una parte del discorso dominante maschilista in un paese che non ha un antifascismo diffuso.

I coraggiosi sentimenti antirazzisti, antifascisti ed emancipativi hanno bisogno di molto più spazio, invece di essere messi a tacere in modo permanente. Chi non si oppone alle tendenze autoritarie e fasciste in questo momento, o per lo meno solidarizza con coloro che lo fanno, sta contribuendo all’attuale clima politico assassino.

Smash Fascism!
{rosa antifa wien}