Santiago, Cile – Comunicato di Juan Aliste Vega

riceviamo e pubblichiamo:

Ultimi esami medici e solidarietà rivoluzionaria.
Messaggio di Juan Aliste Vega dall’Ospedale Penitenizario.
I negoziati e la tenacia che siamo riusciti a mettere in campo dentro e fuori il carcere negli ultimi quattro mesi hanno raggiunto un primo risultato: Giovedì 19 Luglio sono stato trasferito dal Carcere di Massima Sicurezza all’Ospedale Penitenziario per sostenere un elettrocardiogramma e altri esami necessari. Nella mattina successiva, Venerdì 20 Luglio, sono stato di nuovo trasferito – in mezzo a un enorme dispiegamento di polizia e guardie carcerarie – all’INCA (Istituto di Neurochirurgia) per essere finalmente sottoposto a un’angiografia, un esame volto a ottenere un’immagine più dettagliata dell’area dove si trova la malformazione cerebrale che mi è stata procurata dai colpi subiti in passato.
Vale la pena notare che questo esame è cruciale e necessario per l’operazione  chirurgica alla quale molto presto dovrò sottopormi. L’esame si è alla fine svolto senza nessun problema e l’équipe medica responsabile mi ha trattato in modo dignitoso e corretto.
Concluso l’esame, sono stato trasferito in autoambulanza, nuovamente all’Ospedale Penitenziario, da dove verrò dimesso nelle prossime ore per tornare nel Carcere di Massima Sicurezza.
Il linguaggio medico e i suoi tecnicismi riescono solo in minima parte a descrivere la mia attuale situazione. Restano  da superare ancora molti ostacoli, altrettanto o ancora più difficili di questo esame, prima che io sia sottoposto all’operazione al cervello che era stata definita “urgente” già nel Marzo scorso: ostacoli e barriere alzati perché per lo Stato sono un reietto, guardato a vista dalla polizia del territorio che agisce con la ferrea logica della vendetta e dell’accanimento, e per di più sprofondato in un ripugnante pantano burocratico.
Queste parole sono lontane da vittimismo e lamento, ma cariche di vitalità rivoluzionaria, indomita e sovversiva. Nella pratica costante di reciproca solidarietà rivoluzionaria, che noi prigionierx politicx sovversivx esercitiamo da anni, si rende necessario dar conto di ogni passo calcato in questa nuova battaglia. Non è stata la prima né sarà l’ultima battaglia che dobbiamo affrontare in quanto reietti dello Stato.
Vorrei approfittare di questa comunicazione per abbracciare le diverse iniziative  svolte a Santiago, Concepciòn, Valdivia, Temuco e in altri luoghi, così come le iniziative internazionaliste che sono state capaci di oltrepassare le frontiere  in Argentina, Uruguay, Brasile e Spagna … Iniziative e gesti con cui mettiamo in pratica una solidarietà che costruisce e rende più forte la rete della sovversione; iniziative e gesti che per noi sono vitali come l’ossigeno e ci sostengono nel cammino verso la definitiva liberazione dal carcere.
Restiamo qui, non un passo indietro, senza piegarci, orgogliosi della meravigliosa complicità ribelle che attraversa i luoghi, si diffonde, si moltiplica e ci permette di affrontare tutto ciò che verrà.
Finché esiste miseria … ci sarà ribellione!
Juan Aliste Vega, Prigioniero Sovversivo
Ospedale Penitenziario  Santiago del Cile
Luglio 2018