Odiare le frontiere ovunque vengano create – Su repressione, fogli di via, provvedimenti preventivi a Firenze

Il 18 gennaio è stata sgomberata la crepa, una nuova occupazione nelle lande fiorentine, durata 20 giorni.
Lo sgombero e la distruzione di un nuovo posto autogestito non è bastato, usando anche i fogli di via.
Cacciare dalle città non solo le persone “non gradite”, quindi i migranti, i poveracci, i froci e le trans, chi causa “degrado urbano”, ovvero chi semplicemente cerca di sopravvivere in una società dove solo merce e profitto valgono.
Cacciare anche chi si oppone a questo andare delle cose, che decide di restituire qualcosa della violenza, dell’umiliazione e della vessazione quotidiana che subisce, è ora l’intento del regime. 5 persone sono state quindi colpite dal provvedimento preventivo. A 2 persone è stato revocato in quanto non vi erano le basi legali per confermarlo, mentre ad altre 3, nonostante il ricorso, è stato deciso l’allontanamento dalla città per 3 anni.
Non staremo qua a fare un discorso vittimista dove chiediamo allo stato la grazia, o scusa, o che ci dispiace.
Hanno preso le loro decisioni, noi prenderemo le nostre.
Il prefetto di Firenze, dal pieno del potere che crede di avere, ha ritenuto che nessuno di noi 3 “ha motivazioni personali o lavorative per rimanere a Firenze”.
E lo decide lui, signor autorità, che motivazioni hanno gli individui di stare o non stare in un posto.
Vorrebbe decidere lui quali motivi sono validi e quali no.
Persone che vivono in questa città da più o meno tempo, si ritrovano così a doversene andare da una città perché signor Prefetto ciò ha deciso?
Ma noi siamo anime tanto dannate quanto libere, persone “socialmente pericolose” così come siamo stati definiti.
Uno dei 3 compagn*, dopo la prima violazione del provvedimento è stato raggiunto anche dall’avviso orale, dove il singor Questore, altro grande personaggio che si crede di aver potere di fare e dire ciò che vuole, conscio di instillare paura in chi subisce gli ordini, (ma non per tutti è così ci dispiace) ritiene che un nostro compagno “non è in grado di adattarsi a questa società”. Il signor questore in un certo senso ha anche ragione, nessuno di noi vuole adattarsi a questa società per scelta, e le motivazioni non serve elencarle.
“Socialmente pericolosi” vuol dire tutto e niente per il potere, che ogni giorno uccide, devasta e tortura.
L’accanimento quindi verso di noi è dato dal fatto di portare avanti semplicemente certe idee, che a chi detiene il potere fanno paura. Ed ecco quindi la volontà di alzare muri tra di noi, di dividerci creando frontiere per impedirci di organizzarci, così che loro possano tornare sui loro scranni a massacrare, devastare e umiliare.
Ma come la repressione crede di poter funzionare bene, si scorda che alcuni individui hanno fatto una scelta, chi prima, chi dopo. La scelta di non avere più paura dei manganelli, delle retate, delle pistole e del potere in ogni sua forma. Così come ci siamo ribellati fino a ieri, a un mondo che no, non è il migliore dei mondi possibili, così continueremo a fare in risposta ad ogni provvedimento che il potere crede di poter prendere per fermarci.
Ridiamo in faccia a qualsiasi provvedimento che prefettura, questura e qualsiasi altra istituzione della città possa prendere, e restituiamo al mittente il provvedimento, perchè non siamo noi che dobbiamo andare via da questa città.
Ridiamo in faccia al signor prefetto che crede di poter fermare la nostra infinita libertà di movimento con 4 fogli minacciosi, la nostra volontà di tessere relazioni dove e quando ci pare, la nostra dignità nel lottare contro questo mondo infame.
Ridiamo in faccia al signor questore, che crede che qualche riga di minacce possa bastare a colmare una rabbia data da anni e anni di umiliazioni, vessazioni, sfruttamento e violenze quotidiane.
Pertanto, prendiamo il provvedimento del foglio di via, il rigetto del ricorso e le minacce della repressione e ci puliamo amorevolmente i nostri culi.
Resteremo al fianco dei nostri e delle nostre compagni/e della città, continueremo a lottare per avere spazi di autogestione, liberi dal potere e dal profitto, continueremo a lottare per la libertà di ogni individuo da ogni gabbia in cui lo Stato e la macchina repressiva vogliono rinchiuderci.
Continueremo a sognare e a praticare i nostri sogni di illimitata libertà.
Decidiamo di violare i provvedimenti preventivi e di girare per Firenze quando e come ci pare, senza paura, in solidarietà a chi le frontiere le combatte ogni giorno.
Non ci tireremo indietro, odiamo i confini, qualsiasi essi siano, non li riconosciamo e li schifiamo.

Da qui non ce ne andiamo, ficcatevelo in testa.
con odio per ogni frontiera,
con la pratica del valicarle e distruggerle quotidianamente.

Invitiamo chiunque sia vittima di provvedimenti preventivi qui e altrove di violarli senza paura, non siete sol@ e non rimarrete sol@!
Con amore per la libertà e rabbia per le galere di qualsiasi tipo.
Solidali con Ghespe, Giova e Paska, prigionieri nelle galere e con tutt* i/le colpit* dalla repressione dell’operazione panico della digos fiorentina.

tre daspat@ da Firenze

versione cartacea: Odiare le frontiere ovunque vengano create – Su repressione, fogli di via, provvedimenti preventivi a Firenze