Halstenbek e Brema, Germania – Attacchi contro Bohnhoff e Rheinmetall, complici della guerra contro Afrin

5 maggio 2018

Che cosa c’entra la cucina con la guerra? Ma sono impazzitx, lx autonomx? Si chiederanno non pochx cittadinx integrx.
Per nulla: La guerra contro Rojava inizia qui, in Germania. Qui non troviamo solo le imprese delle armi che vendono la propria merce a tutte le parti in guerra. Troviamo anche imprese presuntemente private che sostengono la guerra fornendo degli equipaggiamenti e accessori, la logistica oppure dei finanziamenti.

La August F. M. Bohnhoff Srl di Halstenbek (Gewerbering 2) per esempio: producono istallazioni per cucine, cucine casalinghe, cucine per navi da guerra! Cucine antiurto e antiscossa. Navi da guerra equipaggiate dalla ditta Bohnhoff (fregate, corvette, cerca mine, fornitori e sottomarini) sono vendute tra l’altro all’esercito turco.
Abbiamo notato che le vetrine dell’impresa sono meno antiurto e antiscossa e che hanno prodotto un bel mucchio di cocci.

È ora di riportare nelle metropoli la guerra contro il fascismo turco e contro tutti coloro che la sostengono. Il nostro attacco a Bohnhoff è un contributo. Attacchiamo una ditta per arredamento di cucina che fa dei soldi con la guerra. E non sarà l’ultima impresa civile che dovrà affrontare dei danni e l’outing.

Alzatevi per Afrin e la rivoluzione di Rojava!
Lotta al fascismo turco e collaboratorix!
Halstenbek, 55/2018

fonte: it-contrainfo.espiv.net

8 maggio 2018

Abbiamo visitato nell’oscurità uno dei siti di Rheinmetall a Brema, concretamente Rheinmetall Eastern Markets GmbH all’Osterdeich 108.
Intendiamo il nostro attacco come atto di vendetta.
Rheinmetall ha venduto delle armi alla Turchia e così sostiene direttamente la guerra contro la popolazione curda. Questa critica a Rheinmetall fu reiteratamente espressa. La risposta di come ci si pone verso le proteste e le accuse viene dal portavoce dell’impresa Rheinmetall, Oliver Hoffmann di Düsseldorf: Si rispetterebbero la libera espressione e le “posizioni critiche di chi la pensa diversamente” – “ma in materia chiediamo correttezza”. Sulla correttezza dell’export di armi, secondo Hoffmann: “Ci atteniamo alle severe norme legali.”
Perciò, per fare la nostra visita con intenzioni scorrette ci portammo dei martelli e della vernice.

Perché alfine l’accezione di “correttezza” e l’osservazione dei limiti legali è dimostrata in modo molto chiaro con la Joint-Venture tra Rheinmetall e l’impresa turca BMC. Mediante il costrutto imprenditoriale RBSS, Rheinmetall – insieme al governo turco – elude le norme per l’export e metterà a disposizione del know-how tedesco per la produzione di carrarmati turchi (il carrarmato da combattimento turco Altay sarà munito del cannone a canna liscia di Rheinmetall). E questo in aggiunta alle vendite già realizzate di carrarmati Leopard 2 e dell’obice semovente blindato 2000 che sono costruiti con la partecipazione di Rheinmetall.
Anche in Germania Rheinmetall ha le mani in pasta e non di poco quando si tratta della soppressione di potenziali insurrezioni: l’impresa riarma gli sbirri di qui tra l’altro con il Survivor R, un blindato di quasi venti tonnellate.

Questi deal che portano milioni all’impresa costano la vita a molte persone! Pretendete correttezza, e noi riteniamo che il minimo della correttezza, nei confronti delle vite umane che vi prendete ogni giorno, sia attaccare i vostri spazi!

Contro la normalizzazione della militarizzazione!

Brema, 8 maggio 2018: Mai più guerra! Mai più fascismo!
(A)

fonte: it-contrainfo.espiv.net