Thun, Svizzera – Attaccata la Securitas, collaborazionista con carceri ed espulsioni

“01.05.2018

Nella notte dal 30 aprile al 1. maggio a Thun sono state date alle fiamme due auto della ditta “Securitas”. È la reazione a diverse attività di questa ditta.

Alcuni esempi:

  • Con le ferrovie di Stato eseguono gran parte dei trasporti di detenutx, vale a dire trasportano lx detenutx in gabbie da una galera all’altra oppure aiutano a portare e scaricare all’aeroporto le persone sottoposte all’espulsione coatta. Così sono fortemente corresponsabili nell’apparato di detenzione e d’espulsione. Dove le persone sono trattate come una merce e classificate e distrutte secondo la logica capitalista.
  • Fanno il servizio d’ordine nei lager federali e in vari centri d’asilo. Dove sono in gran parte responsabili per la carcerazione delle persone in cerca d’asilo. In questi centri ci sono delle strutture severe simili a quelle delle galere che sono imposte dalla Securitas. Ci sono i controlli in uscita e in entrata, la gente deve mostrare gli scontrini della merce che vuole portare dentro e gli alimentari non sono permessi. Ecco solo alcuni esempi. La Securitas controlla, sorveglia e rinchiude le persone e da questo trae i suoi profitti.
  • Con il suo lavoro da servizio di sicurezza privato aiuta la sorveglianza e il controllo in costante crescita che dovrebbe cancellare tutto quello che non corrisponde alle norme vigenti. Su incarico della Nestlé, negli anni 2008 e 2009 la Securitas ha per es. anche spiato due gruppi d’attivistx di Losanna con due delle sue agenti.
  • Sono una delle tante facce delle autorità di questo mondo che sopprimono la nostra libertà.

Sono alcuni esempi di una lista molto più lunga di ragioni per cui abbiamo deciso di provocare un danno relativamente basso nell’ultima notte.

L’azione è un piccolo contributo a una lotta più vasta contro le galere, i lager ed il loro mondo, lotta che è condotta dappertutto nei modi più vari. Per es. anche contro l’ampliamento della galera Bässlergut a Basilea, contro il quale c’è una vasta resistenza. O anche ad Afrin e in generale nella Siria del nord, dove la gente si difende contro l’oppressione e l’espulsione attuata dall’esercito turco e dai gruppi islamici e dove la gente costruisce una società auto determinata.

A tutta questa gente combattiva mandiamo saluti solidali e tanta forza nella lotta contro le oppressioni ed il dominio.”

fonte: frecciaspezzata.noblogs.org