Argentina – Lettera del prigioniero anarchico Diego Parodi

Nota di Instinto Salvaje: Pubblichiamo la seguente lettera del compagno Diego Parodi, che è in carcere dal 14 dicembre scorso per aver partecipato a proteste per le strade di Buenos Aires, Argentina. Siamo molto preoccupati per la situazione in cui si trova ora e vogliamo inviarli tutta la forza e invitare alla solidarietà con lui, perchè sia in grado di sostenere e affrontare i tempi duri in carcere.

Dalla prigione di Marcos Paz …

Salute e libertà, lunga vita all’anarchia!

Pensavo di no, ma le sbarre mi hanno trafitto l’anima. Sono rimasto senza urla, come una persona morta non sento più niente. È colpa mia, è colpa mia, mi impicchiò? Penso molto, non lo faccio. Il carnefice mi sorveglia, aspettando che io faccia il suo lavoro. L’odio accumulato è cieco, dimentichi anche ciò che hai affianco, ti costringe a sparare, ucciderti o uccidermi. Ho perso, e ora posso solo aggrapparmi a una piccola fiamma, nell’occhio di un uragano cercando di non essere schiacciato. Solo rimane resistere e scrivere con l’inchiostro del dolore per non uccidere o uccidere me. Non sono in ginocchio, solo angosciato. Sono prigioniero, ma non condannato. È quello che il mostro vuole, per vedermi arrendersi davanti suoi domini. Sono solo ferito, non sconfitto.

Diego Parodi¹

Lunedì 16 aprile 2018

[1] Prigioniero il 14 dicembre 2017, a Buenos Aires, durante le proteste e le 4 ore di scontri contro la riforma delle pensioni.

fonte: inventati.org/instintosalvaje