Tap – Piovono pietre

Pochi giorni sono passati da quando è stato effettuato un arresto nei confronti di un manifestante contro Tap, accusato di aver lanciato pietre sulla polizia che scortava dei camion diretti al cantiere, per provare a bloccarli.

Com’è ovvio, la canea mediatica ha dato il peggio di sé, approfittando delle lamentele del questore per il fatto che nessuno abbia ringraziato lui e i suoi scherani per il lavoro svolto quotidianamente, tra cui quello di impiegare migliaia di sbirri di ogni genere, pronti a bastonare nel nome della Democrazia. Perché non bisogna dimenticare che questo è il ruolo di ogni sbirro in ogni parte del mondo: difendere l’ordine costituito a suon di bastonate, lacrimogeni, idranti, colpi di pistola… Pratica che sarebbe stupido lamentare come violenta o eccessiva solo in alcuni casi, ma che è regola non solo con chi manifesta contro una grande opera, ma contro il ragazzo beccato a spacciare, l’immigrato clandestino, l’ubriaco che schiamazza per strada… Ordine e Manganello sono uno complementare all’altro, vivono in simbiosi. Gli Stati non reggono solo sul Diritto, ma sulla Forza che di quel Diritto è emanazione.

Alla luce di ciò, non scandalizza affatto che piovano pietre sugli sbirri in generale, ed in particolare quando difendono il colonialista di turno – Tap, nel caso specifico – che vuole imporre un’opera osteggiata da molti. Meraviglia invece il contrario; meraviglia che quelle pietre siano così poche. Sorprende che a lanciarle sia una parte di coloro che contestano il gasdotto, mentre altri depositano ricorsi. Sorprende, semmai, che nel corso dei blocchi a scendere dai marciapiede sia solo una parte dei manifestanti, mentre altri restano immobili a riprendere col telefonino. Sorprende che quando accade un sabotaggio ci sia sempre chi urla al complotto e alla dietrologia del “se lo sono fatto da soli” e non si inizi invece a riflettere, ognuno guardando nel suo cuore ed aprendo la mente alla più sfrenata fantasia, in quale altro modo sia possibile intervenire per fare altrettanto ed anche di peggio. Perché per bloccare Tap questa sarebbe la strada migliore: il sabotaggio diffuso che lo colpisca in ogni suo aspetto; l’attacco diretto verso tutti coloro – uomini, mezzi e strutture – che ne permettono e garantiscono la costruzione.

Le forze dell’ordine sono solo il tassello più immediatamente riconoscibile di tutto questo meccanismo.

Che le pietre continuino a piovere.