Notre-Dame-des-Landes – Zad sotto attacco

dopo gli interventi del partito immaginario dell’ordine per sgomberare la D281, adesso la Zad si trova sotto l’attacco della Gendarmerie francese.

Sabato 7 aprile 2018

No alle espulsioni: allerta espulsioni imminenti.

Diventa un po difficile trasmettere tutti i movimenti della polizia nella regione, perché sono veramente troppi. Più di 70 veicoli sono stati segnalati urgentemente come convergenti verso la ZAD e tra loro:

-dei carrarmati della gendarmerie ( VGBR= veicoli blindati con ruote della gendarmerie) dotate di un’armatura per proiettili, lanciagranate e mitragliatrici.

Centinaia di agenti della gendarmerie e della polizia si stanno ammassando da giorni per tutta la Loira-Atlantica. Parliamo all’incirca di 2500 militari e di molteplici compagnie della CRS situate a Rennes e Nantes.

Ci sono delle imprese, che sono state contattate per essere presenti per la distruzione dell’habitat lunedì mattina. Una giornalista, è stata invitata a visitare la zona prima di domani mattina, altrimenti non sarebbe stata in grado di tornare. Inoltre, nei messaggi  che abbiamo ricevuto sul telefono d’urgenza, ci sono dei poliziotti che cercano direttamente di metterci pressione. Esempio di una chiamata di oggi:” Arriviamo lunedì, avete tutto l’interesse a imparare la danza dei Puffi perché diventerà tutto blu! Non vi preoccupate che lunedì vi inculeremo!” Il genere di chiamate che ci ricorda perché lottiamo contro la Polizia sessita, omofoba e troppo spesso razzista.

fonte: zad.nadir.org

Notre-Dame-des-Landes - Zad sotto attacco

Domenica 8 aprile 2018

15:00 minuti: dei controlli sono stati segnalati al borgo di Paquelais, a Heric e Saint Etienne davanti alla scuola.  9 furgoni della CRS sono sull’A11 a livello di Parcé su Sarthe, immmatricolati 57, direzione Nantes.

ALLERTA ESPULSIONE: far girare ampiamente:

Urgenza ZAD: Poco dopo le 17, più di 80 veicoli sono stati segnalati avvicinarsi alla ZAD. Degli autovelox sono stati installati. Questa domenica cominciano a controllare e a bloccare sulle vie d’accesso ma potete passare per il camminatoio.2

Ultime notizie:

-dei giornalisti di Automedia senza carta da stampa, iniziano ad essere repressi all’ingresso della ZAD. C’è un rischio molto grosso che alla stampa sia impedito il più possibile di entrare nella zona, così che la polizia possa fare i propri affari con il proprio servizio stampa ( come a Bure ). Dunque è molto importante che ci sia un’altra immagine che possa uscire da li e non solo quella del servizio di stampa della polizia.

-L’accoglienza si organizza(un recapito arriverà presto). A Bellevue: accoglienza illimitata nel limite del ragionevole. Autonomia consigliata. Autogestione consigliata. Priorità agli espulsi. Prendere contatto con gli abitanti del posto. Solo i compagni giornalisti e automedia saranno ammessi durante gli sgomberi, grazie di rispettare ciò.

-Ci sono controlli dei documenti in qualche punto intorno alla ZAD (ma si muovono molto). Si prega di avvisare con il telefono di emergenza in che maniera è avvenuto il controllo ( es. cosa chiedono i poliziotti, in che maniera, quale clima è presente durante il fermo ecc.)

Siate vigili.

Con quale spirito difendiamo la ZAD?

Dal 2012, abbiamo potuto largamente fare un punto della situzione riguardo gli sgomberi e le occupazioni della polizia. Ci attendiamo che lo sgombero non sia come quello del 2012, che ciò che prepareremo collettivamente lascerà grade posto per l’improvvisazione e l’adattamento. Auguriamo di essere in grado  ancora una volta di anticipare gli atteggiamenti dannosi e controproducenti. Vogliamo anche portare qualche idea su che cosa ci rende forti in questi momenti. Ecco qualche riflessione:

-non è il caso, sotto pretesto di attacco, di accettare fra di noi comportamenti sessiti, razzisti, classisti, omofobi che noi combattiamo quotidianamente.

-ci sarà un gran bisogno di persone che difendono il terreno ma le regole che organizzano la logistica saranno importanti; mense, assistenza, comunicazione ecc. Inviteremo a far girare i ruoli di ciascuno: non ci dovranno essere gli specialisti delle barricate da una parte e dall’altra chi si occupa solo delle cibarie.

-ricordiamo che difendere questa zona, vuol dire anche difendere la possibilità politica che essa ricopre e notamente le pratiche che l’autogestione, l’organizzazione collettiva e il giro dei compiti, la cultura delle assemblee e la ricerca del consenso senza conflitti di silenziamento.

-è chiaro per noi che, in caso di attacco, sono loro e non noi ad innescare un clima di violenza e distruzione, sugli esseri viventi, sull’habitat e lo spazio naturale del territorio. Come nel 2012, non gli lasceremo fare: la resistenza sarà fisica e determinata. Vogliamo anche assicurarci di rimanere raggiungibili nella difesa dello spazio, di mantenere la possibilità di un ampio supporto e di non dare ragioni alla polizia per aumentare le repressioni su di noi. Una dentro l’altra, augureremo a tutti un’attenzione particolare a rispettare le diversità delle persone che vengono qui a difendere la zona, un largo bacino di pratiche e di modalità di lotta/azione possono coesistere fra di loro sul territorio. Nel 2012, è stata la giunzione fra barricate, bloccaggi umani o con trattori, sabotaggi, proiettili, canti ecc. Il tutto ha permesso di sbaragliare le loro “truppe”; è questa la forza che vogliamo rievocare.

-anche se tutto non può entrare, ameremo che le persone che vengoo a difendere la ZAD prendessero in considerazione le attenzioni che abbiamo per le maniere di resistere con le diverse persone e luoghi di qui: il desiderio per esempio, che i camion del latte continuino a passare per arrivare alle fattorie e che non ci siano foto o video presi da un altro posto…

Comunicato: le espulsioni sono cominciate, la ZAD resiste!

Scongiurato per anni dal movimento, un nuovo tentativo di espulsioni dalla ZAD di Notre Dame des Landes è cominciato. Dalle 3 del mattino, l’operazione si è manifestata in tutta la sua brutalità: interminabili file di furgoni blu, carri blindati, lacrimogeni, le prime cariche e i primi arresti. Le forze dell’ordine hanno annunciato che ai giornalisti è severamente vietato l’uso di “qualunque dispositivo” e hanno loro bloccato l’ingresso alla zona. Hanno affermato che scattare fotografie è proibito e che i media dovranno accontentarsi da quelle fornite dalla polizia.

Queste espulsioni confermano la pretesa del governo a ristabilire la legge, mentre di fatto la calpestano brutalmente. La prefettura non si è degnata di lasciare la possibilità agli abitanti della ZAD di avere accesso al minimo garantito dalla legge sul diritto all’abitare, in questo caso all’accesso a procedure nominative e al diritto di contestare l’espulsione. Eppure gli abitanti della maggior parte della ZAD avevano più volte rivendicato l’appartenenza al luogo a proprio nome negli anni passati.

Il doppio gioco della Prefettura è evidente oggi in tutta la sua ipocrisia: annunciare la ricerca di una risoluzione “pacifica e serena della situazione” proprio mentre invia 2500 agenti a distruggere le abitazioni. Ci viene proposta una possibile soluzione che opera secondo categorie che sono pura fiction, che non rispondono a null’altro che ai bisogni di uno story telling repressivo nel quale si è rinchiuso il governo: qui non ci sono dei radicali da una parte e contadini dall’altra, ma un’inisieme di pratiche e modalità che si intrecciano per condividere questo territorio. Contrariamente a ciò che afferma Gérard Collomb, nessuno si è ancora regolarizzato individualmente a scapito degli altri nelle ultime settimane. L’insieme del movimento ha proposto un quadro di accordo collettivo per la totalità degli abitanti e dei progetti.

Ma il governo non poteva semplicemente ammettere che il progetto dell’aeroporto era inutile, bisognava assolutamente che si vendicasse di chi l’aveva forzato all’abbandono. La terra muore, le strutture economiche più brutali atrofizzano le nostre vite, e ovunque degli individui aspirano a uscire da questo stato di cose. Erano 30000 il 10 febbraio a mettersi in gioco per sostenere il futuro della ZAD. Ma il messaggio politico del governo questa mattina è molto chiaro: non sarà lasciata nessuna possibilità agli spazi di sperimentazione.

La nostra rabbia è grande questa mattina di fronte al disastro rappresentato dalla distruzione in atto di case e spazi di vita che abbiamo costruito qui. La nostra inquietudine è grande all’idea che l’esperienza collettiva della ZAD sia messa in pericolo dall’ondata poliziesca.

Ma la ZAD non sparirà. Noi abitiamo qui, abbiamo messo radici in questo bosco, non ce ne andremo. Nel 2012, l’opprimente arroganza dello Stato gli si ritorce contro. In un contesto di aumento di scioperi, manifestazioni, occupazioni in tutto il paese, scommettiamo che le espulsioni di Notre Dame des Landes diventerà un nuovo motore della rivolta che si diffonde qui e ora. Questa operazione di distruzione si ritorcerà di nuovo contro i suoi artefici.

Chiediamo a chiunque possa unirsi a noi da subito o nei prossimi giorni di venire alla ZAD. Più di 80 punti di raduno sono già previsti in tutta la Francia stasera, tra le altre a Nantes e Rennes alle 18. La risposta a queste espulsioni si troverà anche col tempo. Ci sarà una manifestazione a Nantes questo sabato, e un incontro alla ZAD è stato organizzato per questo weekend.

fonte: zad.nadir.org

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