Germania – Contro i nazisti ed i loro monumenti

Wurzen, 6 aprile 2018

Wurzen  - Contro i nazisti e i loro ristorantiL’altra notte abbiamo attaccato e neutralizzato i ristoranti “La Grotta” e “St. Wenzel/First Diner” dei membri della direzione del „Neues Forum für Wurzen“ Michael Wolk e Mathias Schkuhr.

Da inizio febbraio a Wurzen si formava il “Neue Forum Wurzen”. Si rapportano vivamente con il gruppo “Zukunft Heimat – futuro patria” di Cottbus, del quale alcuni membri presenziarono anche alla prima manifestazione del forum del 26.03.2018 a Wurzen, dove facevano anche un discorso. Perlomeno uno partecipava anche all’attacco su Connewitz dell’11 gennaio 2016.
(…).
Il presidente del direttivo Christoph Mike Dietel diceva che il loro obiettivo da un lato era di partecipare alla decisione su quale sia il “significato di integrazione” e dall’altro lato la “salvezza della città patria di Wurzen”. È anche progettato uno spalleggiamento della AfD nelle imminenti elezioni comunali, per contrastare la “diffamazione della città”…

Il nome del forum si riferisce al movimento cittadino della città dell’autunno 1989. Negli anni seguenti la città era nota come “zona nazionalmente liberata”. Wurzen è da anni una roccaforte di movimenti razzisti e di strutture nazi organizzate, il che si dimostra nella continuità degli abusi razzisti delle settimane scorse e dei mesi e degli anni passati. Deve essere e sarà contrastato con determinazione un ulteriore passo nell’organizzazione delle forze di destra e reazionarie nella città.

Lotta al fascismo nelle teste e nella strada!
Per continuare a leggere (in tedesco):
irgendwoindeutschland.org/pressemitteilung-rechte-gewalt-in-wurzen-halt-an/
http://antifra.blog.rosalux.de/wurzen-again-das-problem-heisst-rassismus-antifa-kundgebung-im-braunen-herzen-des-muldentals/

Wurzen  - Contro i nazisti e i loro ristoranti Wurzen  - Contro i nazisti e i loro ristoranti Wurzen  - Contro i nazisti e i loro ristoranti

 

 

 

 

 

fonte: chronik.blackblogs.org

Schweringen, 29 marzo 2018

Germania - Contro i nazisti ed i loro monumenti(…) alla porta della cappella evangelico-luterana era appesa una rivendicazione.
(…) Settembre 2017 si veniva a sapere che nella torre della Kreuz-Kirche a Schweringen c’è una campana con incisa la croce uncinata e una iscrizione nazionalsocialista e la parrocchia metteva la campana temporaneamente fuori uso, suscitando discussioni fin oltre il luogo.
Il 14 marzo 2018 la dirigenza della parrocchia decide di rimettere in funzione la campana (…).
Il 16 marzo 2018 il pastore competente Jann-Axel Hellwege contesta la decisione dell’abolizione della messa fuori funzione come anche la decisione di non sostituire la campana (…). La messa fuori funzione della campana rimane dunque valida fino al chiarimento definitivo della contestazione.

fonte: chronik.blackblogs.org

 

Ratzeburg, 29 marzo 2018

Germania - Contro il monumento del nazista WandschneiderNiente commemorazione per gli assassini fascisti – Via con la pietra Wandschneider!
Nella notte al 29.03.2018 dex antifa visitarono il monumento per Gerhard Wandschneider che dal 1941-45 era i carica come presidente distrettuale. Nel bagaglio non avevano solo la vernice e strumenti di scasso ma anche una rivendicazione inviata al confinante museo circondariale e al giornale locale. Ecco lo scritto:

La notte passata, danneggiata la pietra commemorativa per Gerhard Wandschneider sul Ratzeburger Domhof. Questo fatto che figura come vandalismo insensato ha un retroscena serio. Da giugno 1941 fino alla fine della guerra Gerhard Wandschneider era presidente del distretto Wismar.1 In quel periodo la deportazione di quasi tuttx lx ebrex era già conclusa ma lo sfruttamento, la disumanizzazione e l’assassinio dex lavoratorix coattx nel distretto di Wismar ebbero i loro apici solo allora. Wandschneider, che nel 1937 aderiva alla NSDAP, vi investiva tutte le proprie forze. Detto da lui stesso negli interrogatori dopo la guerra, per lui era molto importante d’imporre in modo eccezionalmente severo i brutali ‚decreti polacchi‘ basati sull’ideologia razzista.  Lo dimostrava ostentando per es. la sua presenza all’assassinio pubblico di due lavoratori coatti polacchi nel 1943.2 La sua presenza è dimostrata per svariate esecuzioni. Per queste esecuzioni dex altrx lavoratorix coattx furono spesso costrettx alla partecipazione attiva.3 Lx lavoratorix coattx polacchx, nel linguaggio popolare spesso minimizzati come „Lavoratorix dell’Est“, dal 1939 in poi furono deportatx in massa dalle città e dai villaggi. Era pratica normale circondare semplicemente il  mercato e deportare la gente nel Reich.4 Mentre Wandschneider era dunque molto impegnato nel tagliare del tutto le rimanenti libertà minime dex polacchx, lx russx già non ne avevano più. Nell’ultimo gradino dell’ideologia di razza tedesca, erano impiegatx per i lavori più duri ed espostx ai maltrattamenti quotidiani dove lavoravano e nei loro alloggi simili ai Lager di concentramento. Ne è testimone il sepolcro nel cimitero di Wismar per 43 uomini, donne e bambinx assassinatx durante il lavoro coatto a Wismar. I presidenti distrettuali come Wandschneider avevano un ruolo centrale in questo sistema e rappresentavano una specie di pietra angolare nell’imposizione delle leggi.5 Ma Wandschneider non eseguiva soltanto gli ordini dall’alto, più volte chiedeva anche delle pene e delle leggi più dure.6 Una di queste richieste interessa una cd casa di cura per bambinx stranierx. Dietro questa definizione minimizzante si nasconde un istituto per ammazzare lx bambinx dex lavoratorix coattx dell’Europa dell’Est. Lx bebè non degnx di vivere secondo l’ideologia razzista furono trascuratx apposta oppure assassinatx con delle iniezioni di veleno, così che la mortalità in questi istituti era del 90%.7 Ma nel distretto di Wismar questa richiesta di Wandschneider per fortuna non fu esaudita.

Gerhard Wandschneider è responsabile per le crudeltà perpetrate contro circa 4000 lavoratorix coattx internatx in più di 34 lager Wismaresi.8 Secondo la nostra accezione di dignità umana commemorare una tale persona oppure di non contrastare una tal pietra commemorativa è inconciliabile con ogni sensibilità. Nulla potrebbe giustificare le sue malefatte e anche lui stesso non ha mai dimostrato nessun pentimento. L’ammirazione dei criminali NS nella RFT dimostra di come una „svolta nella politica di commemorazione a 180°“, come in parte richiesta, non è affatto necessaria.

Per noi resta chiaro: Niente perdono, nessun oblio! Atteggiamento chiaro e tondo contro l’ammirazione per degli assassini fascisti!

Fonti: 1) Florian Ostrop, Einheimische und Fremde. Zwangsarbeit in der mecklenburgischen Seestadt Wismar 1939-1945 (Rostock 2006) 227. — 2) Ib. — 3) Ib. 330. — 4) Ib. 245. – 5) Ib. 86. – 6) Ib. 334. — 7 Raimond Reiter,  Tötungsstätten für ausländische Kinder im Zweiten Weltkrieg (Hannover 1993) 78 (Luoghi d’uccisione di bambinx stranierx nella Seconda Guerra Mondiale). – 8) Ostrop 2006, 363.

fonte: chronik.blackblogs.org