Germania – Azioni contro i fascisti turchi ed i loro complici tedeschi

Lipsia (Leipzig), marzo 2018

Deutsche BankNelle settimane passate abbiamo rotto i vetri e colorato otto filiali di tre imprese: Deutsche Bank, Commerzbank e Allianz, tutte finanziano e profittano della guerra d’aggressione turca contro Efrîn, Siria del nord.
Gli obiettivi attaccati sono le filiali:
Deutsche Bank nella Könneritzstraße
Deutsche Bank nella Gorkistraße
Deutsche Bank al Lindenauer Markt
Commerzbank nel Ostplatz
Allianz nella Bornaischen Straße
Allianz nella Tarostraße
Allianz nella Lauchstädter Straße
Allianz a Markkleeberg

Deutsche Bank, Commerzbank e Allianz Deutsche Bank, Commerzbank e Allianz Deutsche Bank, Commerzbank e Allianz
Morte al fascismo, viva la rivoluzione!Dal 14 gennaio 2018 lo Stato turco conduce una campagna d’annientamento contro la gente nella regione curda Efrîn nella Siria del nord. Questa campagna militare fa parte di una lunga tradizione, più antica dello Stato turco stesso, d’oppressione sistematica del popolo curdo.Nel 1920, dopo la caduta del regno ottomano, nel contratto di Sèvres fu garantito il diritto all’autonomia alla gente del Kurdistan di allora. Dopo di che lx curdx avevano combattuto al fianco della Turchia contro l’occupazione britannica, alla fine della guerra seguiva il contratto di Losanna che suddivideva i territori dell’antico Kurdistan tra Turchia, Iran, Iraq e Siria. Alla metà della popolazione curda fu attribuita la cittadinanza turca, ma senza esser riconosciuta come minoranza etnica. Una serie di sollevamenti dex curdx contro la determinazione straniera turca fu repressa nel sangue dai militari. Durante dell’operazione Anfal nel 1988 i militari del regime Ba‘ath massacrarono 180.000 curdx, tantx di più furono deportatx e più di 4.000 villaggi curdi rasi al suolo. Oggi le persone che criticano apertamente il regime AKP o che rivendicano la propria identità curda sono arrestate. Fino alle trattative iniziate anni fa per l’adesione alla UE, l’uso o l’insegnamento della lingua curda in Turchia era vietata pena la prigione.Mentre a Rojava è in atto la rivoluzione, le persone vivono auto-organizzate e si liberano dalle coazioni della logica di sfruttamento capitalista, mentre la società si sforza di liberarsi dal patriarcato, mentre ad Efrin nel 2018 durante il giorno di lotta delle donne e in piena guerra migliaia di donne scendono nella strada per difendere le libertà conquistate dalle donne in Kurdistan, mentre le sorelle YPJ sul fronte combattono gli attaccanti fondamentalisti, dopo di che le unità d’autodifesa curde hanno messo in ginocchio l’IS, la Turchia resta fedele alla missione dell’annientamento del popolo curdo. Villaggi e istituzioni come ospedali e scuole sono bombardate dalla seconda armata NATO in ordine di grandezza e dall’inizio della campagna sono già state ammazzate centinaia di persone. Sono ridotte in cenere luoghi di cultura e templi con l’obiettivo di annientare l’identità curda e i testimoni della sua storia. L’esercito turco conduce la sua guerra contro la gente di Rojava fianco a fianco con la milizia islamica Al-Nusra e la cd libera armata siriana in parte composta da ex membri IS. Le milizie turche stanno perpetrando un’ulteriore genocidio. I segugi fascisti assetati di sangue di Erdoğan hanno fatto irruzione nella città di Efrîn mentre bombardavano la gente in fuga, uccidendo altre centinaia di persone. Saccheggiano le case abbandonate, chiudono le vie di fuga e abbattono dei monumenti. Se lx coraggiosx combattenti YPJ e YPG non riusciranno a fermare i fascisti, questi continueranno con la campagna d’annientamento finché il popolo curdo non sarà totalmente assimilato oppure annientato.Con le nostre azioni vogliamo esprimere la nostra solidarietà con YPJ, YPG e il PKK, con Rojava e la rivoluzione, con la resistenza intatta delle persone libere di Rojava contro le milizie fasciste di Erdoğan.
In questa guerra La RFT e l’Europa stanno dalla parte della Turchia. Questa guerra è condotta con fucili d’assalto G3 Heckler & Koch, i villaggi sono bombardati con i carrarmati tedeschi Leopard 2. Da decenni il regime turco è rifornito di armi tedesche. Solo dall’inizio dei combattimenti in gennaio furono esportati in Turchia armamenti per vari milioni, contro l’annuncio ipocrita di Gabriel di fermare le esportazioni.
Banche come la Deutsche Bank e la Commerzbank, assicuratori come Allianz sono azionari e investitori dell’industria tedesca delle armi. Profittano delle esportazioni d’armi tedesche e così anche direttamente delle operazioni militari turche.

Questa guerra è un campo d’affari dell’industria tedesca delle armi che non ha un interesse che i combattimenti finiscano presto. La guerra è nell’interesse del capitale tedesco. Questa guerra è condotta con il sostegno dell’industria tedesca degli armamenti e delle banche tedesche.

Con le nostre azioni vogliamo svelare la partecipazione tedesca a questa guerra d’annientamento e il tradizionale sostegno tedesco alla decennale oppressione sistematica turca dex curdx da parte della Turchia.
Mentre le persone a Rojava con la propria vita difendono la rivoluzione dal fascismo, la guerra si svolge anche in Germania e in Europa. Non per forza a livello armato ma piuttosto sul piano ideologico. Con i divieti del PKK sono criminalizzate anche tutte le altre organizzazioni curde. Le manifestazioni sono sciolte e vietate, fanno perquisizioni domiciliari da persone che si solidarizzano con lx curdx ad Efrîn. Mentre perlomeno si parlava ancora pubblicamente dei massacri di Est-Ghouta e di Aleppo, l’attacco ad Efrîn non esiste. Da parte borghese e parlamentare quasi non c’è critica. Degli attacchi contro dei rappresentanti del nazionalismo turco, la televisione di Stato tedesca nega ogni relazione con Efrîn e i „malfattori“ sono presentati come nemici dell’Islam malgrado le rivendicazioni inequivocabili. All’associazione islamica delle moschee DITIB, che è sottoposta direttamente al governo turco e che su ordine dell’AKP incita a pregare per la vittoria dei militari turchi ad Efrîn e che denuncia l’intero movimento di liberazione curdo come „terrorismo“, si offre invece ogni spazio per diffondere la sua sporca propaganda. Erdoğan e altri rappresentanti della dittatura turca sono corteggiati dalla RFT e il segretario generale della NATO sottolinea la legittimità dell’aggressione militare, e anche la Russia lascia fare Erdoğan ad Efrîn, il tutto con l’intento di non allontanare la Turchia come partner alleato e commerciale. Nel conflitto tra il fascismo turco e una delle società più progressiste nella storia umana, l’imperialismo globale è chiaramente dalla parte del fascismo e dimostra un altra volta la sua brutta faccia.

Con le nostre azioni vogliamo portare il conflitto tra lo Stato turco e la rivoluzione dal Rojava in Europa e in Germania e anche qui condurre la lotta per la libertà fino in fondo. Ci solidarizziamo con tutte le forze libertarie ed emancipatorie in Europa e nel mondo che non stanno a guardare la campagna del fascismo senza fare nulla. Senza il silenzio e senza il sostegno materiale e ideologico del mondo occidentale, questa guerra non si potrebbe fare! Non finiremo ad attaccare gli autori di questa guerra finché di Efrîn non avremo fatto il Vietnam di Erdoğan!

La guerra inizia qui!
In commemorazione a tuttx lx nostrx amicx cadutx nella guerra al  fascismo !
Şehîd Namirin!
Niente perdono, niente oblio!
Bijî Rojava!
Morte al fascismo!
Viva la rivoluzione!

fonte: chronik.blackblogs.org

Osnabrück, 26 marzo 2018

Nella notte a lunedì la cellula d’azione Anna Campbell ha commesso un attentato alla vernice contro il locale dei lupi grigi nella Meller Straße a Osnabrück.
Più che mai il fascismo turco va combattuto anche a livello internazionale; contrapporre qualcosa ai crimini contro le persone ad Afrin e in Kurdistan; esprimere la nostra solidarietà con la rivoluzione a Rojava.
Per la rivoluzione sociale! Ax fascistx neanche un millimetro; abbasso Erdogan e la dittatura AKP! Faşizme geçit yok!
In commemorazione ax combattenti cadutx.

fonte: chronik.blackblogs.org

Lipsia (Leipzig), 27 marzo 2018

Leipziger VolkszeitungLa sera del 27.3. incendiate e distrutte vetture della posta LVZ (Leipziger Volkszeitung). L’ulteriore collaborazione della LVZ con gli sbirri nella ricerca di compas è il motivo per questo fatto.
In solidarietà con la città di Afrin nel nord della Siria occupata dalla Turchia fascista avevano lanciato vernice e pietre alla moschea Ditib dei tirapiedi del dittatore Erdogan a Lipsia. Dopo di che il dittatore Erdogan si era espresso pubblicamente su questo evento e simili, la LVZ su ordine degli sbirri e del dittatore Erdogan pubblicava una foto di ricerca. La foto dovrebbe presumibilmente mostrare un compagno o una compagna che dovrebbero aver realizzato la bella azione. Uguale se la persona sulla foto ne è coinvolta o non: La pubblicazione di questa immagine e la cooperazione con gli sbirri e con il regime fascista e stragista in Turchia ha delle conseguenze.

Non è la prima volta che la LVZ partecipava alla caccia all’uomo d’oppositorix scatenata dagli sbirri del regime di destra a Dresda. Già una volta pubblicarono delle foto di compas che affrontarono coraggiosamente i nazi e gli sbirri durante la sfilata nazi del 12.12.2015. Come reazione a queste foto furono spaccati vari vetri della LVZ e su Indymedia abbiamo letto che sulle pareti c’era la scritta: „Voi ci cercate – noi veniamo da voi!“. La pratica imparata nella DDR di come si tratta l’opposizione non è cambiata. Sarebbe stato meglio pensarci meglio. Ora c’è questo nuovo stimolo alla riflessione.

Già l’affermazione che si tratterebbe di ricerca pubblica è insolente. Lo strumento della ricerca pubblica in passato era l’ultimo mezzo. Si applicava nei casi di omicidio, sequestro di persona e altri crimini gravissimi. Ora è impiegato per delle piccolezze come vetri rotti o vernice alle facciate. Chi in questo caso parla di ricerca intende gogna pubblica e denunziazione popolare. Così si approva lo Stato di polizia stile Turchia. Questa pazzia si poteva vedere l’ultima volta nella caccia ax compas dopo il vertice G20.
La società si smaschera da sola e mostra il brutto muso dello Stato di polizia. Noi lo combattiamo.
Perciò un saluto solidale ax compas in prigione e a tuttx che ad Afrin, a Rojava e dappertutto lottano per una vita in libertà e contro il fascismo.

P.S. E che la LVZ accoglie tuttora degli ordini provenienti istituzioni che la hanno registrata e spiata nel suo lavoro professionale, la dice lunga sulla posizione politica di questo giornale.
Oppositorix contro la guerra, contro la dittatura e i suoi tirapiedi, uguale da dove

fonte: chronik.blackblogs.org

Berlino (Berlin), 28 marzo 2018

commando vendetta Barbara KistlerNoi, il “commando vendetta Barbara Kistler“ siamo partitx nella notte da martedì a mercoledì 28.03 per attaccare delle strutture fasciste ed esprimere la nostra vicinanza con lx combattenti nei territori curdi.

Obiettivo del nostro attacco era una filiale della catena di vendita mobili Istikbal, affigliata della Boydak Holding. Abbiamo deposto un ordigno incendiario davanti alla filiale nella Sonnenallee a Berlino Neukölln che ha bruciato totalmente due camion della ditta e danneggiato un altro, e anche la facciata del magazzino è rotta.
Dopo la reazione di Erdogan al golpe Gülen 2016, Boydak Holding è dello Stato turco e da gruppo miliardario finanzia direttamente il regime fascista. Un regime che ogni giorno riempie le galere di centinaia di persone in più che osano alzare la voce contro il fascismo. Mentre è zittita ogni opposizione interna del paese, l’esercito turco, foraggiato d’armi tedesche e con la benedizione dei partner NATO e tutti gli Stati del mondo conduce una brutale guerra d’aggressione e in collaborazione con l’IS bombarda i territori curdi in Siria e nell’Iraq.
Noi non staremo zittx e non rimarremo inattivx. È necessario affrontare il fascismo qui ed ora.

Quel che differenzia la guerra nei territori curdi reclamati dalla Siria e dalla Turchia dalle altre guerre calde: Normalmente le guerre attuali non offrono alcuna possibilità di solidarizzarsi con uno schieramento del conflitto. Tutte le potenze in guerra perseguono degli obiettivi che non ci appartengono. La lotta YPG / YPJ e d’altri gruppi opposti ai despoti della regione ci costringe invece alla condivisione. Poiché con tutta la critica possibile al PKK e alle strutture sociali e militari  ispirate dal PKK – non è che la nostra rivoluzione sia più avanzata. Al contrario, noi abbiamo conseguito meno liberazione di quel che questa linea è riuscita a realizzare nelle proprie condizioni. Chi non sente alcun legame con questa lotta non sarà mai in grado di sentirlo.

Dall’attacco della Turchia contro Afrin, in Europa si susseguirono molti colpi rischiosi contro i responsabili. Abbiano eseguito questo attentato incendiario per rendere onore a loro e anche a tuttx che negli ultimi anni lottano in Kurdistan.

Sarà necessario propagare senza sosta il fuoco notturno nelle città europee finché non ci sarà una fase pacifica nella regione ora occupata dalla Turchia/NATO/Russia/Daesh. Poiché non si può limitare la guerra a una data regione. È pianificata, finanziata e sostenuta anche qui in Europa. Se qui ci incamminiamo, allora riportiamo la guerra nel cuore della bestia. Prendiamo come motivo l’attuale situazione per farla pagare alle strutture d’oppressione di tutte le persone amanti della libertà. Non limitiamoci solo al momento della difesa ma passiamo all’attacco quotidiano.

Vogliamo ringraziare le persone di Atene che il 2 febbraio hanno eseguito una simile azione contro Istikbal https://insurrectionnewsworldwide.com/2018/02/11/athens-greece-incendiary-attack-against-turkish-state-owned-company-istikbal-in-solidarity-with-the-defenders-of-afrin/ e che solo allora ci hanno portato sulle tracce di questa fonte finanziaria di Erdogan. Quel che brucia qui non porta più valuta alla sua guerra.

Commando di vendetta Barbara Kistler

fonte: chronik.blackblogs.org

Mainz, 29 marzo 2018

Azione del commando vendetta Sehid Arhat contro la SPD e associazione dei lupi grigi a Magonza
Come commando vendetta Sehit Arhat, nella notte del 29 marzo abbiamo eseguito un’azione contro la centrale SPD e la Eyüp Sultan Ülkü ocagi (associazione dei lupi grigi) a Magonza. Sulle finestre della centrale SPD Magonza fu scritto Afrin, YPG e YPJ e furono lanciate delle bombe alla vernice alle stesse. Tutte le finestre e pareti furono rese inutilizzabili.

Nella stessa notte abbiamo eseguito un’azione d’avviso con bombe acustiche contro la eyüp sultan ülkü ocagi. L’edificio non fu danneggiato ma il nostro obiettivo era di dare un segnale alle bande fasciste nell’edificio. Le nostre azioni si radicalizzeranno e si diffonderanno.

La vendetta d‘ Afrin non è ancora passata! Colpiremo finché l’occupazione non sarà smantellata!
La rivoluzione vincerà, il fascismo perderà!
Abbasso Erdogan e tutte le parti imperialiste della guerra!

fonte: chronik.blackblogs.org

Lipsia (Leipzig), 2 aprile 2018

Commerzbank complice del fascismo turcoNella notte passata, grazie all’ispirazione degli attentati della settimana scorsa (1), toccava alla Commerzbank nella Landsberger Straße. Abbiamo lavorato i vetri e lasciato della vernice alla facciata. In quanto a contesto vedi lo scritto dex compas (1).

Con tanto di rabbia accumulata attendiamo il fascista Erdogan per fare un disastro della sua imminente visita a Berlino.
Con speranza seguiamo la solidarietà internazionale con la rivoluzione a Rojava nella Siria del nord.

Ecco perché ci siamo aggregatx alle azioni variegate del più recente passato:

*Afrin?!*
Grandi parti della stampa non dicono nulla di Afrin e semmai manca ogni critica seria alla guerra d’aggressione turca.
In generale non menzionano l’attuale silenzio e neanche il sostegno al fascista Erdogan da parte del governo federale.
La nostra „Volkszeitung“ di Lipsia con le sue notizie relativizzanti oppure del tutto mancanti sulle proteste locali ancora una volta non si è coperta di troppa gloria…

*Erdogan viene – Giorno X*
Il despota turco ha annunciato la sua visita a Berlino giusto nell’occasione della formazione del governo tedesco.
Invitiamo tutte le persone di pensiero libertario di scendere nella strada in quest’occasione e dimostrare che non accettiamo la rotta tedesca cordiale con il regime omicida di Erdogan!
Vogliamo dichiarare il nostro amore per tuttx che lottano per una società liberata e autodeterminata.
La lotta di liberazione resta internazionale!
Forse anche alcunx rappresentanti dei media si fanno qualche pensiero critico sull’imminente visita di Erdogan (2).

*Rimanete informatx*
Notizie dal movimento: https://anfdeutsch.com
Retroscena sui responsabili e profittatori: https://fight4afrin.noblogs.org
Azioni in Germania: http://tatortkurdistan.blogsport.de/

Afrin è caduta – ma la rivoluzione vive!
Bijî Rojava!
Bijî YPJ/YPG!

(1) https://de.indymedia.org/node/19265 – „(LE) Angriffe gegen Deutsche Bank, Commerzbank und Allianz: fight4afrin“
(2) https://de.indymedia.org/node/19096 – „Berlino: Aufruf zum Tag X – des Besuchs von Erdogan“

fonte: chronik.blackblogs.org

Darmstadt, aprile 2018

fight4afrinFight4Afrin# (…) Come commando vendetta Sehid Legerin Ciya abbiamo eseguito una serie d’azioni a Darmstadt contro vari collaboratori del regime fascista AKP. Abbiamo attaccato un’agenzia di viaggi turca, un negozio kebab di un fascista turco e un’associazione dei lupi grigi. Quest’associazione ATIB è l’organizzazione lobbistica del partito fascista MHP ed ha la sua unica sede ufficiale a Darmstadt.
Ormai da tanto, la guerra ad Afrin va ben oltre i confini della stessa città. Mentre il regime fascista tenta di radere al suolo ogni luogo dove esiste anche solo un barlume di resistenza, la resistenza contro l’occupazione di Afrin si è diffusa in tutto il mondo. Esattamente come le forze YPG e YPJ sono passate alla guerra di guerriglia, anche noi colpiremo ovunque esista il regime fascista. La resistenza ad Afrin può vincere solo se gli occupanti sono attaccati non solo ad Afrin ma ovunque.
Ecco perché attaccheremo tutte le agenzie viaggi che offrono viaggi in Turchia e tutti gli esercizi che importano dalla Turchia. Chi oggi importa prodotti dalla Turchia oppure organizza dei viaggi in Turchia finanzia il regime AKP è complice del massacro. È ora di ricordargli questa responsabilità. Nel contempo puniremo tutte le istituzioni come ATIB o DITIB che fanno del lavoro lobbistico per il fascismo AKP-MHP.
Lunga vita al internazionalismo!
Lunga vita al PKK!
Morte al regime fascista AKP-MHP!
http://www.echo-online.de/lokales/darmstadt/pflasterstein-wuerfe-auf-moschee_18655786.htm

fonte: chronik.blackblogs.org