Araucania – Incendiati 16 camion della ditta Aridos Mardone in solidarietà a Celestino Cordova in sciopero della fame

Lunedì 16 aprile, alle prime ore dell’alba, un’azione di sabotaggio ha distrutto 16 camion appartenenti alla ditta ARIDOS Mardones che si occupa della locazione di escavatori e altre macchine pesanti per smuovere la terra.
L’azienda, con sede nella città di Vilcun, si trova nell’Araucania, regione cilena che in queste ultime settimane ha visto una crescente repressione da parte dei carabineros ai danni delle comunità Mapuche, sopratutto nella città di Temuco dove è attualmente detenuto Celestino Cordova in sciopero della fame dal 13 gennaio scorso: oltre 90 giorni.

Quella dello scorso 16 aprile, rivendicata dal CAM (Coordinadora Arauco Malleco), rientra nelle azioni che si susseguono da settimane in solidarietà e per la liberazione del Machi Celestino Cordova le cui condizioni di salute peggiorano di ora in ora.
Celestino Cordova si trova in carcere per il presunto omicidio, nel 2013, dei coniugi Luchsinger, rimasti uccisi nell’incendio che distrusse la loro casa durante le azioni di protesta per il quinto anniversario dell’omicidio di Matías Catrileo: studente Mapuche assassinato dal caporale Walter Ramirez il 3 gennaio 2008 (all’età di 23 anni) per aver partecipato all’occupazione del fondo terriero di Santa Margarita.
Si tratta delle radici del conflitto tra le comunità Mapuche dell’Araucania e i vari colonizzatori terrieri che da oltre 100 anni si avvicendano in Chile, tra cui la famiglia Luchsinger che nel 1909 si accaparra 1.200 ettari di terre ancestrali, tra cui i 275 che delimitano l’area di Santa Margarita.
Il CAM, recentemente rivitalizzato, è uno di quei gruppi composti da Mapuche e NonMapuche che si dedica alla rivendicazione e al recupero delle terre ancestrali, attraverso blocchi e occupazioni contro le multinazionali forestali in una regione cilena come quella Araucania colonizzata sin dal 1870.
Molt* componenti di questo gruppo sono stati negli anni giudicati sulla base delle leggi anti-terrorismo stipulate nel corso della dittatura di Pinochet, un’opera di criminalizzazione della resistenza che si è estesa sino ai giorni nostri come testimoniano i fatti recenti avvenuti a Temuco (sud del Chile).
Oltre ad essere la sede del carcere nel quale viene detenuto Celestino Cordova, che in questi giorni ha dichiarato di iniziare anche lo sciopero della sete se non gli saranno permesse 48 ore per svolgere il rehue (antico rito appartenente sopratutto alle comunità Lof e Lov che prevede l’unione tra la Terra e il cosmo attraverso un tronco d’albero che simboleggia i valori Mapuche), Temuco è diventato teatro di una violenta pulizia etnica.
Un’opera di repressione condotta dai carabineros cileni, armati anche dalla onnipresente multinazionale italiana Leonardo, ai danni delle comunità Mapuche i cui membri vengono strappati dalle strade e arrestati rei di vendere frutta e verdura per il loro sostentamento.
Quello che il popolo della Terra (significato della parola Mapuche) sta subendo in Chile come in Argentina, tra arresti, criminalizzazione, repressione, uccisioni e sparizioni, è la sublimazione dell’oppressione calata dal colonialismo prima e dal fenomeno del land-grabbing ora: strumenti di un capitalismo che punta a soffocare ogni scintilla di resistenza.

fonte: earthriot.altervista.org