Torino – Attacchi contro l’aggressione turca sul Cantone di Afrin

11 marzo.  Manifestazione in solidarietà ad Afrin e alla resistenza curda contro l’attacco turco. Durante il corteo sono state vergate alcune scritte sulla sede della Microtecnica s.r.l. di piazza Arturo Graf, responsabile della fabbricazione di componenti elettronici per gli elicotteri usati dal presidente Erdogan. Inoltre i vetri dell’ingresso dello satabile sono stati distrutti.

fonte: autistici.org/macerie


“Appena tornato da un mese al fronte. L’inferno non è niente. Sto a pezzi. Siamo stati attaccati dai Kobra . Un incubo. Dillo. Che elicotteri italiani uccidono civili e compagni . Che ho visto coi miei occhi jiadisti usare Katyusha A4, un’ arma della Nato .” Un combattente italiano delle YPG

 

fight4afrinDa più di 50 giorni la regione di Afrin, nella Siria del Nord, subisce l’attacco fascista della Turchia di Erdogan insieme alle bande jhiadiste di ISIS ed Al-Qaeda. Durante questa nuova campagna di genocidio, la Turchia sta deliberatamente bombardando centinaia di migliaia di civili mentre mercenari islamisti e soldati turchi lasciano una scia di devastazione, saccheggio, stupro e omicidio, praticando una pulizia etnica.
Ad oggi quasi 300 civili sono stati barbaramente uccisi (tra cui donne e bambini) mentre i feriti ammontano ad oltre 700 persone.
Contemporaneamente centinaia di donne e uomini curdi, gli stessi lodati ipocritamente dall’occidente a Kobane e Raqqa nella guerra di liberazione contro ISIS, combattono e muoiono strada per strada. Nonostante la grande resistenza messa in campo da YPG/YPJ, negli ultimi giorni soldati turchi e milizie jhiadiste sono arrivate alle porte della città di Afrin, cingendola di assedio e condannando al massacro le centinaia di migliaia di persone, abitanti e rifugiati, che si trovano in città.
Ciò è reso possibile dall’uso massiccio della moderna tecnologia NATO, come caccia da combattimento, l’artiglieria, i carri armati e i droni, e soprattutto dal silenzio complice dei governi europei, dalla Russia e dagli Stati Uniti.

Per questo, nella notte del 12.03.2018, alcuni solidali con la resistenza di Afrin, hanno dato alle fiamme l’aereo da guerra davanti alla fabbrica torinese di Leonardo-Finmecanica.
La Leonardo è l’azienda italiana con più interessi economici nell’apparato militare di difesa turco, collaborando con le milizie di Erdogan allo sviluppo di sistemi di sorveglianza delle coste e dei confini marittimi, degli armamenti, del settore elicotteristico, dei sistemi radar.
L’Italia ha quindi un ruolo da protagonista nel massacro che sta avendo luogo ad Afrin.
Gli elicotteri Augusta Westland AW-129 sono elicotteri d’attacco multiruolo leggeri, prodotti su licenza Leonardo, gli stessi filmati nelle settimane scorse sparare in modo indiscriminato sulle aree abitate da civili.
Non vogliamo rimanere in silenzio a guardare.
Non vogliamo essere complici di questo massacro.
Non lasceremo sola le gente delle Siria del Nord e la popolazione di Afrin.
I complici e responsabili di questa guerra sono (anche) in Europa, ricordiamogli che sono degli assassini e che non c’è pace per chi fa la guerra.

#Fight4Afrin

Viva la resistenza di Afrin
Ovunque Afrin, Ovunque Resistenza.

fonte:  fight4afrin.noblogs.org