Marsiglia 1963/1975 – L’hangar di Arenc, una delle prime prigione per migrant*

A Marsiglia, nel distretto di Arenc, il secondo piano di un capannone abbandonato è stato utilizzato come luogo di detenzione per i migranti fin dall’inizio degli anni sessanta. Le persone sono state tenute prigioniere e private del tutto del contatto con il mondo esterno. L’edificio apparteneva ai servizi della “Pubblica sicurezza” e la detenzione era imposta a discrezione della Direzione Generale della Polizia Nazionale e dell'”Immigrazione clandestina”, unico capo indiscusso a decidere della manutenzione, dell’espulsione o dell’incarcerazione di quelli ritenuti indesiderabili. Questa “misura” avrebbe colpito circa 50.000 persone dal 1963 al 1975.
Il caso è stato reso pubblico dopo l’incarcerazione di Mohamed Chérif, un marocchino che lavorava a Marsiglia, che era stato convocato alla stazione di polizia centrale a Marsiglia l’11 aprile 1975, in seguito ad un alterco al consolato marocchino. Mohamed Chérif era schedato come “agitatore” per il suo sostegno al movimento dei lavoratori arabi. Durante una visita al consolato per prelevare un estratto del casellario giudiziario, viene cacciato e picchiato e decide di fare una denuncia. Dopo il processo, riceve una convocazione alla stazione di polizia de l’Evéché (Stazione di polizia centrale di Marsiglia). Non vedendolo tornare, i suoi amici contattarono il suo avvocato, l’affare scoppiò in pieno giorno ; ne segue una conferenza stampa, una manifestazione e la denuncia di due ex detenuti (per sequestro di persona) per rivelare l’esistenza di quella che all’epoca era considerata una “prigione clandestina” (1).
Il prefetto e il ministro allora in carica, che in una prima fase avevano negato i fatti, dichiareranno che si trattava in realtà di un “luogo di accoglienza” per stranieri senza permesso di soggiorno. L’Assemblea nazionale alla fine farà uscire un disegno di legge per “legalizzare questo nuovo tipo di luogo di reclusione”. La denuncia della “prigione clandestina” di Arenc ha portato, attraverso la sua legalizzazione, e la volontà dello Stato di eliminare l’immigrazione “indesiderabile” alla progressiva banalizzazione della detenzione amministrativa attraverso le misure che conosciamo oggi. I centri di detenzione amministrativa saranno ufficialmente creati dalla legge del 29 ottobre 1981, sotto Mitterrand, che aprirà dodici nuovi centri. L’Hangar d’Arenc ha continuato le sue attività fino al 2006, data del suo trasferimento in seguito alla costruzione del CRA(CIE) di Canet (a pochi metri di distanza).

Nel contesto della fine della Guerra d’indipendenza algerina (1954-1962), l’attività di questo centro era rivolta principalmente alla popolazione algerina. Gli accordi di Evian del marzo 1962 prevedevano un regime di “libera circolazione” tra i due paesi. Questo centro è stato creato allo scopo di contener il movimento migratorio algerino, prima attraverso l’introduzione di misure obbligatorie come i “controlli sanitari” all’ingresso del paese. Molte persone sarebbero state trovate “non idonee a rimanere sul territorio”, o con permessi di lavoro con clausola di rimpatrio (se il migrante non trovava un lavoro entro due mesi dall’arrivo nel territorio francese, un’indagine della polizia avrebbe potuto anche portare alla sua “rimozione”), allo stesso tempo il passaggio della detenzione dalla prigione alla polizia permetteva l’immediato imbarco subito dopo la loro scarcerazione. Nel 1964, il centro di Arenc prenderà in carico anche le persone sotto misura di espulsione in seguito a una decisione prefettizia (della prefettura) dell’intera metropoli. Le misure e i controlli sempre più restrittivi sui lasciapassare per “turisti” avranno anche un impatto su persone provenienti dal Marocco, dalla Tunisia, dal Mali e dal Senegal.
Nel 1965, il prefetto concede di utilizzare l’aereo per il rimpatrio dei bambini al di sotto dei 5 anni (donne e bambini erano alloggiati in un dormitorio) con il pretesto di condizioni materiali inadeguate di alloggio. Nel 1969, in seguito a un tentativo di sciopero della fame, alcuni individui considerati “leader” si trovarono imbarcati su una barca. Ci sono anche segnalazioni di celle di isolamento destinate a “calmare” gli ‘”eccitat*”. Nel 1965, 1571 persone furono detenute ad Arenc (874 algerini saranno rimpatriati in seguito alla decisione della prefettura). Circa il 90% delle persone registrate al centro saranno espulse, principalmente in barca … (2)

Che siano “legali” o “illegali”, le carceri, gli sfratti e le misure contro i migrant* e contro tutte le persone indesiderabili, distruggono la nostra vita, allora distruggiamole! Libertà per tutt*! Distruggiamo stati e confini, il loro arsenale e collaboratori!

Bibliografia (in francese):
(1) Alex PANZANI, una prigione clandestina della polizia francese: Arenc, Paris, Maspéro, 1975
(2) Arenc: il primo centro di detenzione era clandestino – Ed Naylor * L’unica legge in quel periodo che consente il mantenimento e la reclusione nei campi è la legge del 1938, questa fu poi estesa, durante la guerra, con la detenzione di tutti gli altri indesiderabili francese/i e stranieri con documenti, in particolare per la deportazione in Germania.

fonte: article13.noblogs.org