Lecce – Contro il TAP sabotati parchimetri

I giornali hanno scritto tre, il direttore della ditta che li gestisce ha parlato di una decina sparsi per la città. Ma la contabilità ha poca importanza riguardo al numero esatto di parchimetri che sono stati bloccati un paio di giorni fa per le vie di Lecce. La cosa rilevante è il messaggio lasciato su qualcuno di quei parchimetri: «contro Tap bloccare tutto».

Dai vertici dell’azienda che gestisce i succitati parchimetri hanno fatto sapere di non avere nessun collegamento con Tap e la realizzazione del gasdotto nel Salento. Buon per loro. Ma a parte il fatto che sabotare il meccanismo di estorsione legale che viene richiesto per lasciare la propria auto in sosta sarebbe cosa sacrosanta già di per sé (i parcheggiatori abusivi vengono perseguiti, ed hanno prezzi decisamente più economici…), ciò che sembra importante è il messaggio: bloccare tutto, appunto.

È un messaggio già emerso in più riprese: coi blocchi degli espianti degli ulivi, coi blocchi stradali in città, col blocco della zona commerciale prima delle festività natalizie… sembra quasi che per naturale movimento, o per cause di forza maggiore, la lotta contro Tap stia subendo uno spostamento dal centro alla periferia. In effetti potrebbe essere un buon suggerimento: se non riusciamo a bloccare i lavori al cantiere, possiamo provare a paralizzare tutto il mondo attorno ad esso.

fonte: tiltap.noblogs.org


Nick Mano Fredda tagliava la testa ai parchimetri capitalisti reazionari. Da tempo la vita non gli dava più buone carte da giocare, e a dirla tutta aveva l’impressione che la mano fosse stata organizzata in maniera che non potesse mai vincere. In galera o in libertà, sempre la solita solfa: leggi, regolamenti, padroni.
Le cose non vanno mai come dovrebbero? E allora un essere umano deve seguire la propria strada! Che poi, c’è più gusto a vincere quando si ha nulla. Anche se non si è mai progettato niente nella propria vita, si può comunque avere nel sangue l’istinto della ribellione. Non è che ci sentisse poco, il nostro Nick, è che sentiva quello che vale la pena sentire. Inutile proporgli richiami all’ordine. E come non dargli ragione: il guaio, qui, è la mancanza di comunicatività.
Chissà se tutti questi pensieri, presi direttamente dal film interpretato da Paul Newman nel 1967, sono turbinati nella testa di coloro che ieri hanno sigillato alcuni parchimetri a Lecce, invitando a bloccare tutto per opporsi a Tap. Già, chissà. Di certo troveranno anche loro, come i profanatori del decoro urbano, qualche persona dabbene che auspicherà una punizione esemplare (due anni di lavori forzati in un penitenziario?) per non essersi inseriti nella vita normale, nella vita civile, nella vita operosa – insomma, nella vita scodinzolante. Qualcuno che, proprio come il secondino del film o l’operaio di Tap, spiegherà: mi dispiace, ma non faccio altro che il mio dovere, spero lo capirai.
«No, chiamarlo tuo dovere non serve a giustificarlo».