Claviere – Chez Jesus

Da giovedì 22 marzo i locali sottostanti la chiesa di Claviere, proprio prima della frontiera del Monginevro, sono occupati da decine di migranti e solidali. L’invito, per chi può, è di salire a dare il proprio contributo. Qui sotto qualche racconto.
Ci si può tenere aggiornati tramite: facebook.com/briserlesfeontieres
Contro ogni frontiera!

Claviere - Chez Jesus

Da giovedì 22 marzo abbiamo occupato alcuni spazi pertinenti alla chiesa di Claviere.
Alla frontiera la situazione in queste ultime settimane si è complicata. Il flusso di persone che arriva al confine è sempre più forte e le pratiche di solidarietà diretta messe in atto in questi mesi non sono più sufficienti. Per questo sentiamo sempre di più la volontà di sollevare il vero problema, che è la frontiera.
Abbiamo occupato i locali sottostanti la chiesa anche perché si è resa sempre più evidente la necessità di avere tempi e spazi per organizzarci e parlare con le persone che a decine ormai ogni giorno cercano di attraversare questo confine.
Al tempo stesso questa occupazione non vuole invocare un intervento da parte delle istituzioni che potrebbero darci una risposta con la solita impalcatura dell’accoglienza dalla quale fugge la maggior parte delle persone con cui ci stiamo confrontando.
Preferiamo organizzarci in modo autogestito. Noi non vogliamo “gestire” delle persone; al contrario del sistema di accoglienza che conosciamo, che non fa altro che legittimare il dispositivo frontiera, vogliamo cercare complicità con chi si batte in prima persona per la propria libertà di movimento.

BOLLETTINO di CHEZ JESUS – Domenica 25 marzo 2018
Oggi, domenica delle Palme, la popolazione di Clavière all’uscita della messa ha trovato un nutrito gruppo di migranti e solidali sulla piazza della chiesa. La giornata di Chez Jesus, la neonata occupazione nei locali sottostanti la chiesa, è iniziata con una assolata colazione all’aperto. Le persone sono state invitate a condividere un tè caldo per raccontare le motivazioni che hanno spinto il gruppo ad occupare questo spazio, e confrontarsi sugli effetti dispositivo frontiera, che ormai da troppo tempo blocca i percorsi di vita di centinaia di migranti.
Nel corso della mattinata sono arrivate/i numerose/i solidali da entrambi i lati del confine portando cibo, coperte, materassi e tutto il necessario alla vita dello spazio. Ulteriore sopresa per la domenica sciistica, il pranzo preparato da tutta CHEZ JESUS e condiviso in piazza: tre lunghe tavolate conviviali di fronte a uno striscione con su scritto LA FRONTIERA È PECCATO: LAISSEZ-NOUS PASSER! Non c’è stato neanche il tempo per un caffè (e la moka non c’è) che ci si è subito lanciati in una selvaggia partita di calcio in strada, sotto gli sguardi noiosi di digos e celere, parcheggiati sul marciapiede da ieri. Questi rappresentano l’emanazione più evidente del dispositivo frontiera: ripetuti fermi notturni, intimidazioni, inseguimenti sulle piste a bordo di motoslitte e respingimenti siglati dai réfuses d’entrée sul territorio francese.
A seguito del pranzo gli occupanti si sono confrontati in una lunga assemblea, che ha ribadito la necessità di fare di questo spazio un punto di partenza per percorsi di lotta organizzati e condivisi con chi la frontiera la affronta ogni giorno.
La volontà delle persone che passano da Chez Jesus di attraversare i confini per poter seguire i propri progetti di vita è forte e i movimenti aumenteranno nelle prossime settimane: per questo è necessaria l’energia di ogni persona solidale che vorrà dare qui il proprio contributo.
Ps. Abbiamo ricevuto notizia che qualche schifos* di fratelli d’italia abbia fatto un “blitz” oggi a Clavière. Sempre pront* a farsi pubblicità sulla pelle degli altri sfruttando l’ onda mediatica, si facessero vedere davanti alla porta…
CHEZ JESUS PER LA LIBERTA’ DI MOVIMENTO DI TUTT*

Negli scorsi mesi su queste montagne siamo stati in grado di portare pratiche di solidarietà che hanno evitato che le persone morissero di freddo nella neve, nel tentativo di passare il confine.
In montagna la neve d’inverno non è un’ emergenza.
Le temperature sotto zero non sono un’emergenza.
Lo scioglimento delle nevi in primavera non è un’ emergenza.
L’emergenza è creata da una linea immaginaria chiamata frontiera che decide dove la libertà delle persone inizia e finisce, e da coloro che la legittimano e difendono.
È venuto il momento di smettere di nascondere il vero problema: ci siamo presi alcuni spazi pertinenti alla chiesa di Claviere, non solo per dare rifugio alle persone che in numero sempre maggiore arrivano a ridosso del confine, ma soprattutto per provare ad organizzarci insieme a chi le frontiere le subisce sulla propria pelle.
Invitiamo tutt* i/le solidali a passare da Claviere (servono cibo, giacche,scarponi, guanti e cappelli).
Non esiste frontiera che regga di fronte alla solidarietà.
Briser les frontieres