Aggiornamenti su Cello – Rigettata richiesta domiciliari

Aggiornamenti su Cello:
La richiesta per i domiciliari a Saronno, è stata rigettata dal gip. Quindi Cello rimane in carcere alle Vallette. Nelle prossime settimane si presenterà una nuova istanza per i domiciliari in un’altra città. Inoltre pare che verrà chiesto per Cello l’immediato cautelare cioè il processo inizierà in tempi più brevi e separato dagli altri cinque. Per ora ancora non c’è una data.
Cello fa sapere che sta bene, si trova da pochi giorni in una nuova cella, sempre da solo, con vista sulle montagne, sempre nel blocco B. Ha l’aria sia mattino che pomeriggio e la socialità la sera; può andare in palestra e al campetto da calcio. I colloqui con i suoi famigliari proseguono regolarmente.
Ringrazia tutti e tutte per la posta che riceve (telegrammi, libri, lettere, cartoline). Sta leggendo molto quindi invitiamo a mandargli libri e riviste tramite il piego di libri.
La nostra forza e la nostra grinta sono anche le sue, il morale è alto!

Ricordiamo l’indirizzo per scrivergli e le coordinate per chi volesse contribuire alle spese:
IBAN: IT53I0760105138235962935972
Postepay: 5333 1710 4692 8160

Di seguito pubblichiamo il testo letto durante la TAZ per il 9° compleanno del TeLOS:

Ciao a tutti, rubiamo pochi attimi ai festeggiamenti perchè, ormai da un mese, manca uno di noi. Nella notte fra l’8 e il 9 febbraio Cello è stato arrestato con le accuse di resistenza e lesioni aggravate per i fatti accaduti il 31 dicembre scorso a Torino: quella sera un bel gruppo di persone, come accade da anni, è andato a salutare i detenuti sotto al carcere delle Vallette. Cori e fuochi d’artificio hanno spezzato la monotonia della vita in carcere. Quella sera, durante momenti di scontro con la polizia, una sbirra viene colpita in faccia da una bottiglia.
Oltre all’arresto di Cello, vengono dati firme e divieto di dimora da Torino a 5 compagni.
Ogni cazzo di giorno, questo mondo di merda ci inonda di violenza: la violenza della polizia, del carcere, dei fascisti che provano ad alzare la testa, del controllo sempre più capillare in ogni strada di ogni città, delle frontiere che ogni giorno spezzano la vita di centinaia di persone, quella dei padroni e dei ricchi che distruggono i nostri territori per il loro profitto, la violenza del lavoro, degli affitti e delle bollette, della scuola ma anche la violenza del sessismo e dei rapporti grigi e vuoti tra persone sempre più isolate e distanti l’una dall’altra.
Siamo contenti quando un po’ di questa violenza torna al mittente, che sia una bottiglia in faccia ad una sbirra, un fascista di merda legato e riempito di botte nella pubblica piazza, un celerino picchiato con il suo stesso scudo, un picchetto di lavoratori che blocca le merci, una rivolta dentro a un CPR, una casa difesa dallo sfratto, un sabotaggio ad un cantiere o ad un qualunque ingranaggio di questo mondo, le vetrine sfasciate delle città che lasciano sempre più spazio solo al consumo e al denaro.
Poco importa che ci dividano reprimendoci, se la tensione che ci unisce ogni giorno, ed ogni notte, è molto più forte delle sbarre che a volte ci dividono.
Crediamo che la migliore difesa sia l’attacco e la migliore solidarietà sia la lotta, perciò porteremo avanti con ancora più amore e rabbia tutte le lotte che ci hanno uniti in questi anni e che ci uniranno ancora; per Cello, per Greg, per Ghespe, per chi non c’è più e per tutti e tutte quelle che sono rinchiuse nelle galere per essersi scagliate contro questo mondo. Perchè liberare tutti significa lottare ancora.
“La rivoluzione è l’unica forma di guerra in cui la vittoria finale può essere preparata solo attraverso una serie di sconfitte”. (Rosa Luxemburg)
Libertà per tutti e tutte!
Fuoco alle galere e sulle guardie!