Lecco contro casapound

Sabato 27 gennaio i fascisti di Casapound avrebbero voluto presentarsi in piazza a Lecco per la loro raccolta firme in vista delle elezioni. Una sessantina di compagni invece ha deciso di prendersi la piazza per non concederla ai fascisti del terzo millennio, tantomeno nel giorno in cui cade la celebrazione del “Giorno della Memoria”. Poco ci importa delle commemorazioni dettate dal potere, ma nella ricorrenza della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz non si potevano lasciare i nipotini del Duce liberamente in piazza. Come d’altronde non si dovrebbe mai fare.

Da oltre un mese queste merde si presentano nei bar, nelle strade e nelle piazze, sempre difesi da sbirri in borghese o in divisa, le cosiddette forze della democrazia, per proporre la loro ideologia assassina. Se due settimane fa i fogli delle firme da loro raccolte sono stati interamente prelevati da alcuni loro nemici all’interno di un bar della zona, sabato avremmo voluto fargli capire meglio cosa significa sparire. Purtroppo non si sono presentati pubblicamente, qualcuno girava qua e là cercando di non farsi riconoscere e abbassando la testa di fronte ad ogni persona. In seguito, dopo oltre tre ore passate ad aspettare il loro banchetto, si è deciso di fare un breve corteo in giro per la città, urlando slogan e accendendo torce, per far capire a lor signori che, come il fascismo non è morto, non è sepolto neanche quello spirito che porta a combatterlo, sempre e comunque.

Come si sono palesati i limiti del nostro agire, così il risultato ottenuto è senz’altro parziale, ma l’aver impedito loro di presentarsi in piazza ci dona comunque un po’ di buonumore.

Alla prossima andrà ancora meglio!

Morte al fascismo, di ieri di oggi.

Anarchici e anarchiche lecchesi.

 Lecco contro casapound