Rivendicazione per la bomba alla Corte d’appello di Atene

Rivendicazione per la bomba alla Corte d’appello di Atene

La giustizia borghese, un’arma nelle mani del capitale

“La giustizia è come un serpente. Morde solo chi va a piedi nudi.”

Negli anni del memorandum, il capitale ha trovato nella “giustizia” borghese un sostegno con un ruolo speciale e la partecipazione attiva nella costante e barbara aggressione antisociale che stiamo vivendo. Naturalmente questo non accade per caso, invece deriva dalla sua propria natura istituzionale e di classe.

Dobbiamo rimuovere dalla “giustizia” borghese l’alone di “neutralità” e di “interesse comune di tutta la società” che gli è stato dato dall’ideologia dominante e vedere il suo ruolo nella vita reale. Questo non per scopi filologici, ma perché sappiamo bene che nella guerra di classe che infuria costantemente la battaglia di idee è una battaglia materiale. Il rovesciamento dell’ideologia borghese è ancora un compito rivoluzionario.

L’ideologia dominante identifica la volontà e gli interessi di un pugno di plutocrati con la volontà generale di tutta la società. Ma in realtà la giustizia borghese è uno dei componenti della modalità di sfruttamento e produzione capitalistica ed è pieno possesso dei proprietari dei mezzi di produzione. Gli sfruttatori, gli industriali, gli armatori, i plutocrati ed i cani da guardia sono protetti dalla “giustizia” in tutta la sua generosità. In quanto speciale meccanismo burocratico coercitivo, il suo principale obiettivo è quello di imporre il potere di classe della borghesia, proteggere e salvaguardare i suoi interessi collettivi e consolidare la sua dittatura (ammantata da democrazia parlamentare). In breve, la “giustizia” non è cieca, ma indossa occhiali di classe.

D’altro canto, vi sono alcuni aspetti che possono creare confusione circa la natura di classe della “giustizia” borghese e oscurare il suo ruolo reale presentandola come un arbitro neutrale. Le contraddizioni interne del dominante blocco borghese (es.: il governo è in conflitto con il sistema giudiziario a proposito del suo stipendio o altri problemi) può portare a l’illusione che un partito “Mani Pulite”, come con Di Pietro, di “onesti giudici” porterà la salvezza dal personale civile corrotto. O, a un più a livello strutturale, il riflesso nella legge stessa (e nella sua applicazione pratica) della correlazione di potere tra le classi e dell’incorporazione in essa di alcune conquiste delle classi subordinate possono diffondere l’illusione e la falsa speranza per grandi parti della società che alcuni onesti Tertsetis [un “onesto giudice’ dell’inizio dello stato greco] siano abbastanza per salvare il popolo, rimuovendo i memorandum attraverso la corte. È chiaro che non dobbiamo sottovalutare qualsiasi conquista degli oppressi, anche quando si verifica in un già minato e strutturalmente ostile costrutto giuridico, poiché ogni vittoria (anche piccola) nel campo del diritto è una cristallizzazione nella forma giuridica dell’incessante lotta di classe. Dobbiamo salvaguardare ogni conquista e non sottovalutarle, perché stiamo giocando lontano da casa sul campo del nemico. D’altro canto, il feticismo della legalità che sommerge le masse con il suo veleno è un ostacolo allo sviluppo del movimento di classe e deve essere risolutamente trattato come un nemico. Non solo perché si muove entro la prevalente ideologia borghese ma anche perché sabota nella pratica i nostri interessi di classe, diffondendo in primo luogo illusioni pacifiste e speranze spaventose ed infine la delusione e la rassegnazione. Gli sfruttati possono rispondere alla brutale violenza che ricevono solo con la violenza popolare e la disobbedienza collettiva. Solo l’organizzazione di classe e l’effettiva messa in discussione del monopolio della violenza da parte dello stato può presentarsi come una vera e propria barriera contro il furioso attacco dei memorandum. Qualsiasi speranza di delegazione è disorientante e ostile e deve essere colpita in modo ideologico e politico. La giustizia borghese non solo non è in grado di stare accanto alle persone giudicate, ma per la sua natura istituzionale, in periodi di crisi capitalistica come questo, aumenta ulteriormente il suo ruolo reazionario, anti-lavoratori e antisociale. A dispetto di qualsiasi (rara) decisione pro-popolare presa dai livelli inferiori della magistratura, sia il quadro generale della giustizia borghese che la direzione centrale della sua applicazione sono direttamente definite dagli interesse di classe dei capitali come espressione giuridica e realizzazione di rapporti di sfruttamento. Allo stesso tempo la dipendenza gerarchica dei livelli più elevati del potere giudiziario dallo stretto nucleo dell’apparato statale (potere esecutivo) limita la sua autonomia relativa, cosa che per l’ideologia borghese è una “separazione dei poteri”. I livelli più elevati, come ad esempio l’Areios Pagos [Alta Corte] ed il Consiglio di Stato, che formano la giurisprudenza e il quadro più ampio di politica giuridica ai vari livelli esistenti, sono nominati direttamente dal governo. Così, nonostante i lamenti delle istituzioni del potere giudiziario, come l’Unione dei Giudici e dei Pubblici Ministeri, che lo scorso anno ha avuto l’audacia di emettere un ipocrita annuncio contro i continui memorandum e la legge anti-sociale sulle assicurazioni approvata dalla coalizione SYRIZA / ANEL, la stessa posizione di classe dei giudici, la predeterminata natura borghese della giustizia che applicano e la loro dipendenza gerarchica dal loro potere esecutivo li mette contro il proletariato.

Questo è il motivo per cui il Consiglio di Stato, in nome della protezione dell’interesse pubblico, ha legittimato i memorandum ed il sanguinamento della maggioranza sociale al fine di proteggere gli interessi dei rispettati banditi dell’usura. Dipendenza imperialista, povertà generalizzata e la decimazione della società, il saccheggio di beni di proprietà pubblica ed il furto di ricchezza sociale da parte degli avvoltoi internazionali e del capitale nazionale, non sono nulla di più che la “protezione dell’interesse pubblico” per il Consiglio di Stato. Lo stesso Consiglio di Stato ha giudicato legittimi e costituzionali i tagli a salario e per pensioni per motivi di regolazione fiscale, dimostrando ancora una volta che il sistema giudiziario nel suo complesso (e in particolare i livelli più alti) è stato pienamente trasformato nel guardiano delle politiche dei memorandum.

Il capitalismo è la criminalità organizzata e la giustizia borghese è la sua macchina di riciclaggio

L’intensificarsi dell’autoritarismo di stato negli anni della crisi capitalistica, al fine di disciplinare le sezioni popolari e di implementare le politiche neo-liberali di austerità, ha il sistema giudiziario come suo partner principale. Mentre l’arbitrarietà e l’impunità dei datori di lavoro si consolidano in nome della crisi, ogni sciopero è considerato abusivo e illegale. Mentre i crimini dei datori di lavoro restano impuniti, i lavoratori sono condannati per la loro azione sindacale o semplicemente perché stanno propagandando degli scioperi. Mentre gli scioperanti di Halyvourgia sono stati condannati a pene detentive, adducendo il motivo che il “diritto d’impresa” è sacro e compensa costituzionalmente il diritto di sciopero, non sono mai stati accusati i criminali come [gli oligarchi] Latsis o Vgenopoulos, che hanno sacrificato i lavoratori sull’altare della redditività. Mentre il giro di vite sui manifestanti e la brutale repressione politica della polizia vengono legalizzati dai procuratori, è stata costruita una rete di protezione intorno al capitalismo mafioso. Intanto che migliaia di prigionieri socialmente impoveriti sono ammassati in condizioni disumane in carceri/magazzini e i prigionieri politici stanno vivendo un regime speciale di eccezione, i colletti bianchi criminali sono praticamente immuni. Anche quando ci sono poche eccezioni (riguardanti pulizie all’interno del sistema e riorganizzazioni entro il blocco di potere o, in alcuni casi, derivanti dalla pressione sociale), la borghesia ha un trattamento privilegiato, come abbiamo visto in casi come quello di Martine, Papageorgopoulos, il caso Georgiou contro ELSTAT, gli imputati nel caso di Energa e molti altri.

Non possiamo dimenticare i crimini della borghesia e il loro occultamento dalla loro “giustizia” di classe.

Noi non dimentichiamo la criminalità a Ricomex il 7 settembre 1999, quando hanno assassinato 39 fratelli di classe con il crollo della fabbrica. I proprietari dello stabile ed i gestori non si sono mai stati perseguiti dalla “giustizia indipendente” per questo massacro.

Non possiamo dimenticare il naufragio del Samina quando 80 persone sono state sacrificate sull’altare del profitto capitalista. Il rappresentante della società marittima è scampato accusato di un paio di delitti minori, e pochi anni più tardi l’Areios Pagos ha cessato le azioni penali con trucchi giuridici.

Non possiamo dimenticare i quattro lavoratori morti all’Hellenic Petroleum, quando il capo assassino Latsis ha goduto non solo dell’immunità giudiziaria ma anche della copertura politica della coalizione SYRIZA / ANEL e dell’allora Ministro per lo Sviluppo P. Lafazanis [attuale leader del partito antiausterity LAE].

Noi non dimentichiamo l’impunità di cui godono i cani da guardia del capitale, gli sbirri, che stanno picchiando i manifestanti, annegando la mobilitazione popolare in gas lacrimogeni e uccidendo giovani come Isidoropoulos, Koumis, Kanellopoulos, Kaltezas, Grigoropoulos. Non dimentichiamo che il torturatore dello studente cipriota non è mai stato punito nel caso “zardiniera” a Salonicco. I fascisti del gruppo Delta che hanno colpito e ferito D. Koutsoubou non sono mai stati perseguiti. E noi sappiamo molto bene che gli sbirri responsabili per il ferimento grave del quindicenne Kosta B. ne usciranno con un’ammonizione. Questi incidenti sono citati solo a titolo di esempio, poiché potremmo scrivere interi volumi sulla copertura di cui gode la barbarie della polizia da parte della giustizia borghese.

Non dimentichiamo l’assoluzione dei proprietari terrieri che hanno sparato ai braccianti pakistani nei campi di fragole di Manolada. è stato un altro crimine razzista e di classe rimasto impunito, per non parlare delle centinaia nella lunga catena di una continua guerra sotterranea dei boss contro la classe operaia.

Non dimentichiamo l’assoluzione del grande contrabbandiere Kountouri, a cui è stata data la possibilità di continuare la sua azione antisociale e causare il disastro ecologico del golfo Saronico con la saga di Agia Zoni II.

Non dimentichiamo il trattamento preferenziale del proprietario del Noor1 Marinakis, che rimane intoccato nonostante la raffica di “misteriosi” omicidi, anche in carcere, degli imputati nel caso.

Lasciateci ricordare i più conosciuti tra tutti gli scandali della borghesia e dei suoi rappresentanti politici: Vatopaidi, le obbligazioni strutturate, lo scandalo koubarous, lo scandalo MEVGAL, il coinvolgimento di Mantoubalos nel circuito preliminare. Ricordiamo come nel caso di alterazione della lista Lagarde da parte del Ministro delle finanze Papaconstantinou G., la Corte ha ammesso che il suo unico scopo era quello di preservare la sua immagine di politico ma ha detto che non vi è stato alcun danno allo stato!

Anche quando la “giustizia” ha condannato un degno schiavo della borghesia, Diotis, ha fatto in modo di dargli una pena sospesa, dandogli una sculacciata amichevole e spianando la strada per il suo rilascio nel processo d’appello.

Ricordiamo anche lo scandalo della borsa quando la Corte Suprema ha ratificato i consigli delle corti di giustizia, che ha chiuso le indagini per frode e i grandi capitalisti e i broker sono stati assolti anche dal reato di manipolazione di azioni.

Tuttavia, la vicenda SIEMENS porta la corona degli scandali, in quanto dimostra nel modo più chiaro ed enfatico l’aderenza tra attività capitalista legale e illegale, il complesso di corruzione tra i poteri: business, sistema giudiziario, politico e giornalistico, ma anche il modo in cui l’imperialismo tedesco funziona effettivamente, coprendo la sua rapacità e lo sciacallaggio dietro una feroce morale. Sotto il capitalismo la legittimità della corruzione, la moralità con l’amoralità sono uniti come fratelli siamesi. I fondi neri della Siemens dal 1990 al 2006 hanno finanziato politici e dirigenti di organizzazioni statali in tutto il mondo, dall’Europa e dall’America fino all’Africa e all’Asia, al fine di facilitare le attività della società e di garantire i contratti per un importo di 1,3 miliardi di euro. Nel contesto di questa campagna globale, la società ha proceduto in modo intensivo alla corruzione dei politici greci per “coltivare il panorama politico in Grecia”, come il CEO di Siemens Grecia Christoforos ha dichiarato.

In tutto, almeno 130 milioni di marchi è stato dato ai politici greci, mentre i danni ai fondi pubblici ammontano a 2 miliardi di euro. Secondo i giudici tedeschi, Siemens ha dato il 10% del suo fatturato per tangenti, di cui una gran parte è stata indirizzata verso i fondi di Nea Democratia e PASOK.

Th. Tsakatos, stretto collaboratore di K. Simitis [ex primo ministro] ha ricevuto un milione di marchi nel 1999 per finanziare PASOK, mentre T. Mantelis ha ricevuto un totale di 500.000 marchi.

SIEMENS ha mantenuto rapporti privilegiati con i politici greci come la famiglia Mitsotakis e con i giornalisti come Pavlos Tsimas e Olga Tremi, servendo contemporaneamente anche decine di dirigenti aziendali quali OTE, Vodafone e Forthnet. Questo ha creato un’enorme rete di protezione e promozione dei suoi interessi commerciali. Una rete che entrò in funzione quando la società è entrata in difficoltà. Il 15 dicembre 2007 Christoforos (tra i responsabili chiave, insieme a Prodromos Mavridis, del denaro che attraverso società offshore ha ingrassato i politici) è scappato dalla Germania in condizioni “misteriose”, così come il presidente di Siemens Grecia, Folker Jung. La Germania, per parte sua, pur vendendo la sua rigida morale ai “pigri e corrotti greci”, diede a Christoforos uno speciale stato di immunità, respingendo tutte le richieste di estradizione e rifiutando di fornire le prove delle attività illegali del capitale tedesco in Grecia (Siemens, Volkswagen, FERROSTAAL, ecc.).

Infine, Christoforos è stato condannato in Germania per corruzione, mentre in Grecia il procuratore Stelios Kostarelos ha chiesto la rimozione del perseguimento penale contro di lui con frivole scuse. Infine, dopo che tutte le parti coinvolte nello scandalo, da Siemens e i suoi dirigenti ai partiti, a politici e giornalisti corrotti dai “fondi neri” della società, in un compromesso neocolonialista extra-giudiziale, responsabilità dell’allora ministro delle Finanze e attuale governatore della Banca di Grecia, Giannis Stournaras, a Siemens è stato chiesto di pagare solo 90 milioni di euro!

Ricordiamo tutti questi esempi, non perché la sequenza degli scandali ci tocca, ma solo per evidenziare la combinazione di capitalismo legale e illegale e l’ipocrita ruolo di classe della “giustizia” borghese. Una “giustizia”, che non ha esitato a rinchiudere un padre disoccupato in prigione, Strato Daskarolis, per aver rifiutato di pagare i predatori di stato e di impresa di grandi dimensioni eseguire i pedaggi. Una “giustizia” che ha legittimato, per la decisione della Corte Suprema di Cassazione, l’arbitrarietà di scelta del datore di lavoro per quanto riguarda il cambiamento di luogo, tempo e modo di lavoro in qualsiasi momento. Chi, quindi, può avere dubbi circa la sua natura di classe?

Solidarietà ai Prigionieri Politici e Sociali

Oltre al ruolo centrale della “giustizia” borghese nella riproduzione di un sistema ingiusto e di sfruttamento, dovremmo parlare anche del suo ruolo speciale in un altro crimine ancora. Parliamo, ad esempio, della soverchiante macchina che è stata costruita sulle spalle dei deboli, dei dannati, dei poveri. Ma anche del suo ruolo nel sopprimere coloro che coscientemente scatenano la loro rabbia contro l’ingiustizia e l’umiliazione con tutti i mezzi possibili .

Dobbiamo dire qualche parola a proposito dei prigionieri sociali e politici che marciscono nei magazzini di anime che vengono eufemisticamente chiamati “istituti penitenziari”.

Noi, provenienti dalle lotte del più ampio movimento antagonista, percepiamo i prigionieri politici incarcerati come compagni e compagne nella spietata battaglia tra sfruttati e sfruttatori che è in continua evoluzione. Allo stesso tempo riteniamo che il generale la popolazione carceraria sia un dispendioso potenziale produttivo che il sistema cannibale ha emarginato. I pochissimi casi estremi confermano la regola. Uomini, donne e bambini di migliaia di famiglie sono sotto la morsa della “giustizia” borghese con l’aspetto delle “fondazioni di correzione”. Nei magazzini delle anime in cemento e ferro, in gran parte riempiti con i poveri di questa società, questi stanno vivendo una condizione di brutale e degradante detenzione. La “moderna” la democrazia afferma che la privazione di libertà, le condizioni di vita disumane e superate nelle prigioni all’interno e al di fuori dell’ambiente urbano siano in grado di proteggere i cittadini di questo paese dalle azioni criminali e antisociali e renderanno i prigionieri prudenti e onesti, docili aspiranti lavoratori. Con la stessa logica, essa si occupa anche dei suoi avversari politici, anarchici e comunisti che hanno contestato in qualsiasi modo l’onnipotenza di potere e di capitale. Condizioni di detenzione speciali, sentenze violente, la ricerca di dichiarazioni di pentimento, la criminalizzazione di relazioni di amicizia e familiari, faldoni spudorati e sovraccarichi che si riferiscono a custodie a lungo termine e decine di anni di detenzione sono alcuni dei mezzi utilizzati dalla “giustizia” borghese per abbattere il morale dei combattenti, in piena armonia con l’imperativo di mantenere il sistema di sfruttamento.

Le macine giudiziaria sono costituite da feccia dura e vendicativa, che non rende conto a nessuno, consacrata dall’ingiustizia, lo sfruttamento e la riproduzione della criminalità. I giudici, gli investigatori ed i procuratori di questo paese, a parte alcune eccezioni, sono i moderni schernitori di qualsiasi combattente o proletario emarginato che si muove al di fuori del diritto civile. Hanno creato un’enorme fabbrica di detenzioni inutili, rendendo la Grecia un campione dell’arresto temporaneo (detenzione senza processo) all’interno dell’UE. E quando si tratta di eufemizzare la “giustizia”, le sentenze pongono un fardello scandalosamente sproporzionato su tutti i poveri che non possono reclutare grandi avvocati con le conoscenze giuste, soprattutto sugli immigrati che vengono gettati in prigione da procedure accelerate. Inoltre, all’interno del carcere, il potere giudiziario è espresso attraverso l’azione penale del veto al Consiglio di prigione, privando i prigionieri di diritti fondamentali.

Non vi è lo stesso trattamento nei rari casi in cui la concorrenza intrasistemica conduce un grande pesce nella rete della legge. Coloro che appartengono all’élite politica ed economica affronteranno quasi sempre gestioni discretamente più favorevoli da parte dei robot giudiziari e altrettanto accadrà nelle carceri. Nessuno di loro ha sperimentato la disperazione di migliaia di altri prigionieri. Una disperazione che ha portato centinaia di suicidi, decessi causati da un eccessivo uso di sostanze stupefacenti o altro spreco di energie.

Non possono non valere niente questi trenta anni di dure e sanguinose lotte all’interno delle mura da parte di prigionieri sociali e politici. In memoria di tutte queste lotte, di chi le ha motivate o ispirate. Per il sangue e il dolore che è stato versato nell’inferno delle carceri, diamo un piccolo omaggio con la nostra azione.

Nel momento in cui questo testo viene scritto, un’altra battaglia si svolge tra i prigionieri. Una lotta per il miglioramento di un codice carcerario obsoleto e contro le modifiche proposte in molti articoli dal Ministero della Giustizia, che si muove verso un quadro autocratico. Esprimiamo la nostra solidarietà con questa lotta, e anche il nostro desiderio che i detenuti conquistino la possibilità di essere loro a guardia dei loro sogni.

Sul nuovo ciclo di attacchi anti-sociali

“Ci sono ora re senza corone. Essi sono i monopoli, veri maestri di interi paesi. ” – Ernesto Che Guevara

Ciò che abbiamo detto finora porta a una conclusione inevitabile: nessuna fiducia può essere data dagli oppressi alla magistratura, poiché si tratta di una casta burocratica di servi del capitale. Soltanto le istituzioni di giustizia popolare che la gente armata può costruirsi da sé possono dare la vera giustizia. E questa Giustizia sarà nuovamente Giustizia di classe. Con la differenza che il corso della violenza sarà invertito e che coloro che si sono arricchiti con il nostro sforzo, coloro che depredano, che rubano la ricchezza sociale dovranno pagare.

In questo testo, pertanto, non poteva mancare un pezzo apparentemente distinto dai suoi temi fondamentali. Dobbiamo parlare di come il violento assalto antisociale sta fiorendo nel momento presente.

La coalizione SYRIZA / ANEL ha dimostrato di essere il più competente e fedele servo dei creditori imperialisti. Questo è il motivo per cui i burocrati di Bruxelles hanno dato lo smalto alla “storia di successo” di Tsipras. Anche attraverso le pagine di Kathimerini, Dijsselbloem ha parlato di un impressionante miglioramento fiscale e ha descritto Tsipras come “un politico di successo capace di guidare il paese sulla strada della stabilità”. Tsipras, che ha promesso di rimuovere i memorandum con un unico articolo ed una legge prima del suo arrivo a primo ministro, che i mercati avrebbero dovuto ballare, e che tutto questo sarebbe successo immediatamente. Tsipras, che nel giugno 2015, un mese prima della firma di un nuovo protocollo, ha detto: “Questo governo e questo Parlamento non voteranno a favore di un nuovo memorandum”. Le lodi di oggi, pertanto, si presentano come una ricompensa per l’attiva partecipazione di SYRIZA ai disastri della UE.

Ma che cos’è “l’impressionante miglioramento fiscale” e il “percorso di stabilità” di cui parlano i capi dell’Eurogruppo? Non è niente di più che il massacro costante del mondo del lavoro, l’amputazione dei suoi diritti, il sanguinamento di classe che ha vissuto, sta vivendo e vivrà a causa della politica dei memorandum. Così, con la terza valutazione, ci aspettiamo di veder aprire ancora un altro ciclo di assalto barbarico contro i lavoratori e gli strati sociali poveri. Il mito del ‘ritorno’ greco gocciola sangue e sudore proletario da tutti i suoi pori. Le eccedenze sanguinarie che costruiscono l’immagine di recupero sono una duratura macchina omicida nelle mani degli sfruttatori delle nostre vite. Tali eccedenze, di cui il governo tanto si vanta, sono date da un’ascia sulla spesa sociale, l’aumento delle imposte, l’intensificazione dello sfruttamento e la riduzione dei diritti del lavoro.

Il bilancio per il 2018, che integra ed estende i memorandum degli anni precedenti, predice un surplus di 6,67 miliardi di euro. L’impennata nel surplus sull’anno scorso raggiungerà i 2,7 miliardi di euro! I “vantaggi sociali” (pensioni, EKAS, indennità, ecc.) questo anno saranno di 900 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno, mentre la massa delle entrate statali aumenterà di 1,2 miliardi di euro. Le imposte indirette da sole, che hanno un carattere orizzontale, aumenteranno di 550 milioni di euro, dando un altro pesante colpo alla maggioranza sociale ed al consumo popolare. La sanità pubblica sarà abbandonata ancora una volta, siccome i costi saranno ridotti di 350 milioni di euro. Allo stesso tempo, l’imprenditorialità delle statali sarà rafforzata, così come come i gruppi d’impresa collezioneranno 6,75 miliardi di euro (di cui 1 miliardo proviene dal bilancio dello stato e il resto da fondi UE). Non vi è motivo di procedere ad una più dettagliata analisi giornalistica delle misure previste dal bilancio statale per il 2018 come parte del quadro finanziario di strategia a medio termine 2018-2021, poiché è auto-evidente che essa porta avanti e amplia le attuali politiche anti-popolari nel quadro della colossale ridistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto.

Lo stesso si vede nella chiusura della terza valutazione, che include una serie di misure necessarie in una chiara direzione anti-popolare, come ad esempio la soppressione di EKAS nel 2019, i tagli della spesa per le pensioni (1,9 miliardi di euro), la riduzione della soglia fiscale, disposizioni anti-lavoro e anti-sciopero, privatizzazioni (Hellenic, Hellenic International, porti, ecc.), ristrutturazioni energetiche (il deposito di lignite PPC e la liberalizzazione del mercato del gas) la gestione dei prestiti inesigibili ecc.

Inoltre, l’introduzione delle aste elettroniche nonostante la mobilitazione popolare crea un quadro per servire il capitale bancario e minaccia direttamente la prima casa di famiglie popolari, specialmente dopo la fine della legge Katseli [2011] all’inizio del 2018. La tendenza autocratica discendente del governo ha raggiunto il punto di criminalizzare la resistenza popolare contro le aste, solo per proteggere gli interessi delle banche e di altri avvoltoi del capitale!

Per questa politica, le gang del capitale si strofinano le mani, come la SEV [Federazione degli industriali greci], la quale a sua volta, accoglie con favore i memorandum, dicendo che la diffusione del lavoro a part-time e la riduzione del salario minimo hanno contribuito a frenare la recessione e la disoccupazione!

Ovviamente, pensano di affrontare dei lobotomizzati e non persone con carne, ossa e anime che vivono sulla loro pelle la disoccupazione e le condizioni medioevali! I datori di lavoro hanno molti motivi per rallegrarsi: salari ridotti, rapporti di lavoro flessibili, marginalizzazione dei contratti settoriali e collettivi di lavoro e generalizzazione dei contratti individuali ed aziendali, privazione dei diritti sindacali, delle barriere sindacali e altri ostacoli supplementari istituzionalizzati contro il diritto di sciopero e molte altre misure dei memorandum servono gli interessi di classe del capitale.

Se non resistiamo al saccheggio delle nostre vite, il Memorandum rimarrà un incubo costante, poiché alla fine del programma nel mese di agosto 2018 la stretta politica di bilancio di surplus elevati (3,5% del PIL entro il 2022 e 2% dal 2023 al 2060) rimarrà, mentre Bruxelles sta preparando un memorandum “segreto” attraverso la “clausola di riforma”. A parte le misure supplementari che saranno imposte in questo caso, questa clausola prevede anche l’impegno dei successivi governi a non ritirare il Memorandum d’intesa. E questo è ben noto al sig. Fortsakis, vice capo delle finanze di Nea Democratia, che, con il suo cinismo, ammette che “la fine dei memorandum è un falso”. Dopo tutto, i corpi speciali di vigilanza, questi strumenti sofisticati di neo-colonialismo, rimarranno fino al rimborso del 75% dei prestiti concessi. Un fatto che significa che il memorandum è qui per rimanere per sempre se la gente non lo distrugge!

Ma anche se il governo e i suoi capi cercano di mostrarci un’immagine magica di “recupero”, la realtà stessa nega le loro affermazioni. Non solo perché lo sviluppo capitalista è alimentato dalla carne dei poveri ma anche perché ancora una volta sta inciampando nelle intrinseche e insormontabili contraddizioni del modo di produzione capitalistico. Il loro recupero ha le gambe corte ed una nuova crisi capitalista globale è a portata di mano. I miliardi che sono stati dati alle banche possono aver dato un temporaneo soffio di vita al capitalismo, ma non l’hanno salvato. Ancora una volta si è solo spostato il punto di esplosione delle sue contraddizioni accumulate. Al giorno d’oggi, il debito globale è più di tre volte superiore al totale del PIL mondiale, la crescita capitalista è inadeguata e sta decelerando e continuerà a farlo in modo costante negli anni a venire e un blocco capitalista non può tirare l’economia fuori della palude della stagnazione.

Si tratta quindi di una questione di tempo fino allo scoppio della prossima crisi capitalistica globale e stavolta dobbiamo essere preparati. Si tratta di una questione di sopravvivenza per la nostra classe saperci organizzare, resistere e combattere. O saremo schiacciati sotto l’ombra della paura e dell’obbedienza, o alzeremo una torre ribelle contro di loro.

NON ABBIAMO ALCUN MOTIVO DI TEMERE

HANNO TUTTE LE RAGIONI PER TEMERCI

Ο. Λ. Α. -GRUPPO DI COMBATTENTI POPOLARI

P.S: SYRIZA / ANEL, proprio come i suoi predecessori, sono una banda di devoti servi dell’imperialismo e della borghesia locale e non esitano a dare terra e acqua al loro padrone transatlantico mettendo il paese nell’occhio del ciclone. Questo è stato il caso, ancora una volta, in occasione della riunione del Primo Ministro Alexis Tsipras con il padrone globale Donald Trump in ottobre. I truffatori politici del “governo di sinistra” sono anche pronti a portare nel paese armi nucleari, trasformando la Grecia in un terreno privilegiato per l’espansione degli stivali americani nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. E hanno il coraggio dei venduti per richiamare i sacrifici dei comunisti e di sollevare i loro pugni a Makronisos [isola prigione di 1940s]. Hanno il coraggio di dichiarare che essi sono i discendenti politici degli eroi che sono stati colpiti dal napalm americano sul monte Grammos [1946-49]. Ma che cosa ci si può aspettare da un partito in cui un membro del Parlamento europeo si è espresso sulla vendita del terreno per 99 anni attraverso il super-fondo dicendo: “99 anni non ci devono spaventare perché i turchi sono stati in Grecia per 400 anni…”

P.S. 2: Ancora una volta, inviamo la nostra solidarietà al popolo palestinese che sta ricevendo il furioso attacco dell’imperialismo americano e del sionismo, dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte di Trump. In questo contesto, è nostro imperativo compito internazionale sabotare con qualsiasi mezzo l’asse reazionario di Grecia – Cipro – Israele – Egitto, come pure tutti i tipi di cooperazione della Grecia con regimi reazionari come quello dell’Arabia Saudita. Le armi delle organizzazioni di resistenza palestinese e l’Intifada, pietre, coltelli e molotov, vinceranno!

fonte: insurrectionnews