Nùgoro, Sardegna – Saluto ai prigionieri di Badu e Carros

Nella serata di ieri 30 gennaio un gruppo di quindici compagni, si è presentato fuori dalla galera di badu e carros per portare un saluto ai prigionieri che dal 22 gennaio portano avanti lo sciopero del carrello (rifiutano il vitto del carcere) e tre battiture gionaliere.

Il gruppo di compagni si è posizionato su un lato della recinzione, qualche botto, qualche torcia da stadio e qualche fuoco per essere più visibili, anche se data la distanza risulta sempre difficile la comunicazione con i prigionieri. Nonostante questo qualche grido e qualche fischio si è riusciti a sentirlo.

Dopo circa un ora l’ultimo gruppo di compagni che anadava via è stato fermato, prima da due secondini che sbraitavano (come fanno di solito quelli che non contano un cazzo), in seguito sono sopraggiunte due volanti di polizia e qualche agente della DIGOS. Il fermo è durato diverse ore, in cui ci sono state accuse per delle scritte contro le galere e le guardie comparse lungo le mura della struttura, identificazioni, perquisizioni a persone e veicoli, verbali, inviti in questura.

Nonostante queste situazioni, riteniamo sia importante farsi sentire fuori dalle galere e non solo, in situazioni come questa che si è creata negli ultimi giorni nella galera nuorese.

Rassegnarsi passivamente a tutto ciò, significherebbe accettare l’inaccettabile.

Se nelle galere avvengono pestaggi e omicidi all’ordine del giorno, è perchè ci sono le squadrette di di guardie che gli attuano; se il sistema carcere esiste e funziona, è perchè qualcuno lo tiene in piedi.

E questo qualcuno ha nome e indirizzo…

fonte: sardegnaanarchica.wordpress.com