Voina – Manipolazione, messa in scena, danneggiamento

Riportiamo un comunicato a proposito del processo contro 10 compagnx a Basilea, a cui va tutta la nostra solidarietà. Pensiamo sia importante che chiunque frequenti spazi occupati legga quanto segue, al fine di evitare di dare al collettivo “Voina” altre occasioni di fomentare attacchi repressivi da parte dello Stato.

Ci siamo: 10 amic*, vicin* e coinquilin* all’interno dello stesso progetto abitativo in Wasserstrasse si trovano questa settimana (dal 20 al 24 novembre 2017) davanti ad un giudice nelle vesti di accusatx. Le accuse, anche pesanti, sono tra l’altro: violazione di domicilio, furto, aggressione, sequestro, tentate lesioni aggravate.

Di seguito il comunicato di alcun* abitanti di Wasserstrasse implicat* nel processo „Voina“.

(Questo testo non vuole parlare per l’insieme del progetto Wasserstrasse.)

Un video girato di nascosto viene pubblicato in internet, e ripreso con gratitudine dai media. È il culmine, al momento, di una lunga storia. Ci teniamo a chiarire qui alcuni punti, in solidarietà con gli accusati ma anche in quanto tra gli/le abitanti di questo progetto autogestito. Non possiamo tacere rispetto al processo né alla rappresentazione mediatica di quanto accaduto, dal momento che sono attacchi contro il progetto nel suo insieme.

Gli antefatti: nel aprile 2015 arriva in Wasserstrasse la richiesta urgente di ospitalità temporanea per due artistx russx con i/le loro bambinx. I due appartengono al gruppo di artisti e artiste „Voina“, diventato famoso in Russia per le sue azioni spettacolari e costrettx a scappare in seguito alla repressione. In Svizzera non avevano nessun permesso di soggiorno e temevano in quel momento una ricerca attraverso l’Interpol. La famiglia viene accolta senza indugi e le viene messo a disposizione una stanza comune.
Nel giro di poco tempo divenne però chiara l’estrema difficoltà di convivenza tra gli/le abitanti di casa e la famiglia. Rubavano agli ospiti, il marito, Oleg Vorotnikov, ha ripetutamente offeso le abitanti nella peggiore maniera sessista e gli accordi presi venivano ignorati. Il sostegno offerto, nella ricerca di un altro posto in cui stare, andava a scontrarsi con un palese disinteresse – loro volevano semplicemente stare lì. Nei loro calcoli, in un progetto come Wasserstrasse, non sarebbere mai stata messa alla porta una famiglia senza permessi di soggiorno, né sarebbe mai stata consegnata alla polizia.

Com’è che all’interno di un progetto che si fonda sull’autogestione e il rispetto reciproco possano delle persone imporre i propri esclusivi interessi sfruttando in modo manipolatorio e senza scrupoli esattamente queste sue caratteristiche?

Ad Oleg Vorotnikov e Natalja Sokol viene richiesto di andarsene. L’ultimatum scade. Nel momento in cui aggrediscono un’abitante e la sua reazione viene filmata e diffusa in internet, viene a cadere del tutto ogni condizione basilare per una convivenza. Su come successivamente si è sviluppata la situazione non ne parliamo qui nei dettagli, in quanto oggetto del processo.

La coppia „Voina“ ha filmato il conflitto e strumentalizzato i/le proprx figlx per la messa in scena – un modello già adottato in passato (si può vedere ad esempio nel film Tomorrow di Andrey Gryazev). In ultimo hanno denunciato alla polizia diverse persone: mirano consapevolmente a rovinare il progetto Wasserstrasse. Sui motivi di ciò possiamo solo speculare, anche se una cosa la sappiamo: storie simili con qualche variazione sono già avvenute in altri progetti autogestiti in Europa. Oleg Vorotnikov e Natalja Sokol hanno già utilizzato l’ospitalità di altri posti, disprezzando profondamente chiunque vi vivesse ed inscenandosi come vittime di un conflitto che loro stessi hanno introdotto. Nonostante ovunque si siano dichiaratx come anarchicx, non temono di ricorrere all’utilizzo della repressione statale, così come alla gogna dei “social media”, come mezzo per fare la loro messa in scena egomaniaca e cinica. Con il conflitto a Basilea hanno pure raggiunto la televisione di stato russa (youtube.com/watch?v=CLrjcRicbOs). Questx “anarco-artistx“ hanno nel frattempo iniziato a sostenere Putin (https://en.wikipedia.org/wiki/Voina) intonando canzoni nazionaliste.

Anche i media svizzeri hanno ripreso la storia. Molti articoli puntavano alla delegittimazione dei contenuti politici propri a Wasserstrasse. La drammaturgia di Vorotnikov e Sokol ha consegnato a giornali quali il „Basellandschaftliche Zeitung“ o il „Blick“ il materiale perfetto per una facile propaganda. Questa storia noi la inquadriamo anche nel contesto degli scorsi mesi in cui i media svizzeri hanno inasprito l’odio nei confronti degli ambienti resistenti.

La procura, nuovamente, coglie la palla al volo per portare alla sbarra il progetto di vita collettiva. Gli e le abitanti della fila di case non sono un blocco omogeneo e quindi dev’essere chiaro: il progetto è il frutto di una storia di lotta e dunque, come sempre è stato, vi abitano tante persone che lottano per una vita autodeterminata – in un quartiere plasmato dalla gentrificazione, in una città plasmata dagli interessi delle lobby industriali, in un mondo pieno di razzismo e frontiere.

La misura delle accuse ci dimostra che si tratta di un processo politico, che punta a danneggiare le nostre strutture e ad allontanare le persone dal coinvolgimento politico. Siamo convinitx che se un conflitto simile si fosse creato in un luogo non politico, la procura non avrebbe affatto avuto questo interesse a perseguire le persone coinvolte con assurde accuse di “sequestro”.

Indipendentemente dalla questione giuridica di colpevolezza o innocenza, vogliamo ribadire in chiusura:

  • •.L’escalation è stata condotta in modo chiaro e ricercato dai „Voina“.
  • •.Chi costruisce strutture solidali, dovrebbe difendere anche questa situazione.
  • •.Mettiamo in guardia tutti gli ambienti autogestiti di artisti e di artiste da O. Vorotnikov e N. Sokol.
  • •.Il nostro dispiacere va ax bambinx che anche in altri casi sono statx messx in mezzo a situazioni di conflitto invece che esserne tenutx fuori.
  • •.Solidarizziamo con gli/le accusatx e invitiamo al supporto!

fonte: frecciaspezzata.noblogs.org