Saragozza, Spagna – Aggiornamenti dai familiari dell’antifascista Rodrigo Lanza

Per tutte le persone che ci stanno chiamando per sapere come stiamo e supportarci.
Questo sabato sono andata a trovare Rodrigo in carcere.
Ho spauto che sta in isolamento. Isolamento preventivo, senza processo legale perché il processo mediatico è stato immediato e a causa dell'”allarme sociale” lo hanno messo in primo grado. Che significa? Che stará in una cella dove appena entra il letto. Una cella vuota. Solo. Potrá uscire durante 2 ore in un cortile quadrato, piccolo come una stanza piccola dove non si vede il cielo. E solo.
Dicono che lo vogliono proteggere. Peró il Protocollo di Istambul stabilisce che l’isolamento penitenziario puó essere un metodo di tortura e organismi internazionali stabiliscono l’isolamento solo come sanzione e per un massimo di 14 giorni, perché puó causare danni psicologici irreversibili. Vogliono tenere lí Rodrigo per un minimo di 6 mesi.
Quando sono entrata a vederlo lo hanno portato ammanettato, con due funzionari davanti e due dietro. L’ho visto attraverso un vetro. Nella misura del possibile in una situazione cosí difficile, sta bene.
Ci siamo guardati a lungo e abbiamo parlato di quello che tutto questo significa. Mi ha raccontato quello che era successo e gli ho raccontato la distorsione mediatica che si sta creando. Questa è una cosa seria, perché nonostante quello che potranno investigare è difficile che cambi qualcosa perché ci sará molta pressione sociale. La giudice, nell’attestato [?] si basa su quello che hanno scritto i media e non prende in assoluto in considerazione le dichiarazioni dei testimoni che si sono presentati.
Il boom mediatico che c’è stato, non sarebbe esistito se lui non fosse stato Rodrigo e non sarebbe stato cosí grande se fossimo stati in un altro contesto politico. La stampa non solo ha condannato con accanimento Rodrigo prima di leggere le versioni dei testimoni e la sua, ma ci ha condannato anche ad un attacco di nazisti che ci obbliga a vivere nascosti.
Abbiamo ricevuto un’infinitá di minacce per Rodrigo e per me sulle nostre pagine FB, twitter, etc. Adesso non posso uscire per strada per paura di essere riconosciuta e attaccata. Hanno pubblicato il mio indirizzo e hanno pubblicato nelle reti sociali immagini della mia famiglia. Adesso temiamo per le nostre vite perché io so che a Rodrigo lo attaccarono con un coltello e so che queste persone che minacciano sono pericolose. Non smetto di pensare che mio figlio potrebbe essere morto, ma si è difeso ed è vivo.
Ringrazio tanto a quelle molte, molte persone che ci hanno mostrato appoggio e affetto, a quelle che ci hanno difeso.
La veritá prima o poi viene a galla e sono sicura che succederá.
Un abbraccio enorme,
Mariana

fonte: desmontaje4f.org