Modena- Sulla calata della feccia nazifascista del prossimo 15 dicembre

Venerdì 15 dicembre diverse frange della feccia nazista (Veneto Fronte Skinhead, Terra dei padri, Forza Nuova) si riuniranno sotto la sigla Difendi Modena in quello che definiscono un “grande corteo”  contro lo IUS SOLI.
Fingendosi paladini del cittadino afflitto da paranoia securitaria, fomentano una guerra tra poveri e diffondono l’odio razziale al soldo dei padroni.
Padroni che provvedono “ad aiutare i migranti a casa loro”, finanziando milizie armate per bloccare chi parte verso l’Italia, rinchiudendo in campi di concentramento in Libia centinaia di migliaia di persone che tentano di fuggire dalle guerre, cooperando nel gestire la rovina di interi territori per il profitto dei signori della guerra e delle multinazionali del petrolio, come Finmeccanica e Eni.
Siamo convinti che sia becero e codardo litigarsi con gli altri naufraghi di questo mondo alla deriva le briciole concesse per sopravvivere in un presente precario, piuttosto che puntare a strappare tutta la pagnotta ai padroni.
Lottare contro chi ogni giorno ci tiene in catene significa anche indebolire e annullare chi difende i loro interessi, e chi fa il loro lavoro sporco, in questo caso i fascisti.
A Modena e nei dintorni la presenza di questi loschi figuri è stata più volte contrastata negli anni attraverso la resistenza attiva di chi ha deciso di non limitarsi all’antifascismo di facciata, e di passare all’azione.  Solo per citare alcuni esempi: dal contrasto diretto in strada contro banchetti e presenze fasciste, all’incendio delle auto private di Ugo Bertaglia, segretario provinciale di Forza Nuova, fino al più recente incendio che ha procurato seri danni alla sede dei fascisti di Terra dei Padri.
Basta un minimo di memoria storica, fino ai fatti più recenti, per constatare che a Modena la feccia nazi-fascista e il suo seguito di xenofobi non ha mai avuto agibilità.
E nemmeno questa volta verranno lasciati sfilare indisturbati.
Di un mondo di sfruttatori, guerrafondai, e servi non abbiamo nulla da difendere, ma tanto da inceppare.
Alcuni anarchici e anarchiche modenesi