Lecce – Miracolo di Natale

«L’angelo custode esiste, non è una dottrina fantasiosa, ma un compagno che Dio ci ha posto accanto nel cammino della nostra vita… Tutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce… Essere sicuri che lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci… Perché la ribellione, la voglia di essere indipendente, è una cosa che tutti noi abbiamo; è la superbia, quella che ha avuto il nostro padre Adamo nel Paradiso terrestre: la stessa. Non ribellarti: segui i suoi consigli».
 Papa Francesco
È stato un miracolo, un vero miracolo, quello che è accaduto oggi verso l’una di notte nei pressi di Lecce. Eravamo miscredenti, ma ora, dopo un simile evento, non possiamo che redimerci, ammettere la nostra cecità passata, fare atto di contrizione. Oggi, anche noi crediamo. Sì, ci crediamo. Nella sua infinita misericordia e conoscendo la costante debolezza dell’essere umano, l’Autorità (Dio o lo Stato, che differenza fa?) non ha voluto lasciarci soli e senza protezione; perciò ha destinato a ciascuno dei suoi figli-cittadini fin dalla nascita un angelo, quello che comunemente viene chiamato Angelo Custode.
Questo angelo ha una missione estremamente importante, che è quella di condurci all’Eternità con l’Autorità. Certo, noi già sappiamo che ciascuno di noi nasce per l’eternità – ma sarà la nostra vita e l’Autorità a rivelare se sarà un’eternità con l’Autorità o un’eternità senza di Essa! Ad ogni modo, il nostro Angelo Custode è sempre al nostro fianco, capace, attento, potente, esperto delle cose di Dio e dei misteri divini, delle leggi dello Stato e degli interessi dell’alto uffizio. Anche se passa molto tempo con noi, malgrado i nostri sforzi non riusciamo a vederlo ed abbiamo una certa difficoltà a percepirlo. Ma la fede nella sua presenza attorno a noi ci conferisce già quello stato di soggezione che ci dà sicurezza. In altre parole, non siamo mai soli, neanche nei momenti più difficili.
Infatti per noi questi ultimi mesi sono stati piuttosto difficili, ma l’angelo custode ci ha fornito svariati segnali della sua presenza. Reduci da un lungo e faticoso trasloco, in una casa ancora vuota in via di sistemazione, ecco che un bel giorno troviamo una porta forzata! L’angelo custode era entrato, aveva guardato dovunque, si era sincerato dell’idoneità dei locali. Altre volte, se qualcuno ci faceva visita, si premuniva di conoscerne le generalità. Il nostro angelo custode è sempre con noi, pronto a controllarci e ad infonderci sicurezza.
Ma come fare ad entrare in contatto con lui? Come esprimere i nostri desideri e ascoltarne i preziosi consigli? Se gli esseri umani e gli angeli vivono su due universi paralleli, com’è possibile stabilire un dialogo? San Giovanni della Croce insegnava che «gli angeli sono i nostri pastori. Non solo portano a Dio i nostri messaggi, ma ci portano anche quelli di Dio. Nutrono la nostra anima con dolci ispirazioni e comunicazioni divine. Dio si avvale di loro per comunicare con noi. Come buoni pastori, ci proteggono e ci difendono contro i lupi, ovvero i demoni».
Ciò spiega perché da qualche tempo abbiamo noie con l’automobile. La comunicazione con l’Autorità ha provocato una tale dispersione di energia da costringerci a cambiare batteria. Era successo un mese fa, è successo di nuovo ieri mattina. Serrature automatiche fuori suo, quadro comandi spento, motore fermo. Una batteria nuova nuova, già completamente scarica. Sono cose che capitano, quando si ha a che fare con gli angeli custodi. Devono pur ascoltarci per conoscere i nostri problemi! Come facciano, lo abbiamo scoperto meglio in queste ultime ore.
Dunque, ieri mattina ci siamo messi a smontare il pannello per arrivare alla scatola dei fusibili ed ecco che subito troviamo la prima presenza dell’angelo custode. Qui la dimostrazione inconfutabile (allegato 1).
Comunicare con l’angelo custode significa stabilire un dialogo, ascoltare un consiglio, trovare le risposte o essere ispirato. Niente di male può capitare allorquando una richiesta o un problema sono presentati all’angelo, diventando oggetti della sua affettuosa attenzione. Noi, ad esempio, ci siamo lamentati ad alta voce della scarsa qualità delle batterie comprate nel mondo virtuale, auspicando l’intervento di un elettrauto per far ripartire la macchina. E sapete cosa è successo?
Il miracolo, è stato un miracolo. Ieri sera stavamo quasi per andare a dormire quando d’un tratto ci è venuta voglia di fare una passeggiata. Era l’una di notte, appunto. Usciti dal portone, ci siamo diretti verso la macchina in panne. Abbiamo fatto pochi passi quando ecco un nuovo segnale della sua presenza: accanto all’auto, una borsa scura. Stupiti, sorpresi, ci sono bastati solo altri due passi e… e… lo abbiamo visto! Sì, Lui! Era lì, davanti ai nostri occhi! Gli Angeli Custodi esistono! Esistono, davvero, e sono anche un po’ scontrosi! Il nostro si era nascosto dietro la nostra auto, nella speranza che usciti di casa prendessimo un’altra direzione. Ma ora che eravamo a pochi metri da Lui, ha dovuto alzarsi, imbarazzato, con due occhietti impauriti sotto la coppola scura. «E allora, cosa stai facendo lì?» gli abbiamo urlato. Lui, intimidito, si è voltato e senza proferir parola si è allontanato come un razzo. Camminava, ma sembrava che volasse da tanto era veloce (nel mentre telefonava all’Autorità per fare rapporto).
La vergogna per essere stato visto da comuni mortali è stata tale che nella fretta ha dimenticato la valigetta coi ferri del mestiere, quelli più innocui. Peggio, ha lasciato le sue piume incastrate nella portiera della nostra macchina. Infatti appena ci siamo avvicinati all’altro lato del veicolo, ecco cosa abbiamo visto (allegato 2).
Non date ascolto a chi dirà che è un cuscinetto gonfiabile per divaricare le porte, assieme all’asticella che serve per sollevare il pomello di sicurezza: piume, sono vere piume d’angelo. Anche aprire la valigia dell’angelo è stato emozionante, quante belle cose all’interno, tutte di prima qualità! Non ci credete? Ecco, guardatene qualcuna (allegato 3).
Che peccato che gli angeli siano così ritrosi e muti! Altrimenti al nostro avremmo chiesto se è al servizio dei cherubini azzurri dell’arcangelo Gabrielli o dei serafini neri il cui comandante da pochi mesi è – non ridete, miscredenti – Angelosanto.
Ma prima o poi, ne siamo certi, un nuovo segno ce lo rivelerà.
Microspie
Miracolo n. 1
Microspie
Miracolo n. 2
Microspie
Miracolo n. 3

fonte: finimondo.org