Franco Cantù – Controindagine (minima) di un malato sul “Male incurabile”

Franco Cantù: Controindagine (minima) di un malato sul “Male incurabile”.

Della patogenesi sociale e dell’eziologia politica del demone-cancro.

Franco Cantù - Controindagine (minima) di un malato sul “Male incurabile”

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La resistenza non è solo quella bella, dannata, un po’ romantica, che si esercita in armi contro gli oppressori, come quella dei guerriglieri kurdi o dei partigiani contro tutti i fascismi.
E’ una cosa a cui ogni essere pensante è chiamato quotidianamente.
L’arroganza del potere si presenta con aspetti molteplici e multiformi, talvolta con insospettabili sorrisi suadenti, talvolta più esplicitamente con la divisa del poliziotto o col camice bianco del medico. Opporsi, stroncare le menzogne, acuire il pensiero critico, prendere autonomamente grandi decisioni sulla propria vita e sulla propria morte è un modo per resistere, per affermare dignità e libertà di fronte ad ogni sopruso.
Anche se si è malati, debilitati, anche se tutto sembra perduto.

Il cancro per molti aspetti è una malattia più politica che clinica, un formidabile strumento di oppressione e controllo, che sottostà ad una ideologia e ad una concezione della vita e del mondo che è necessario contrastare con lucida e determinata volontà di resistenza.