Bologna – Ciao Mauri

E’ stato un percorso lungo, il nostro, insieme.
Per qualcuno di più, per altri meno, ma comunque contraddistinto da quell’intensità e profondità che il fatto di essere compagne e compagni porta in sè.
Abbiamo condiviso lotte, spazi, emozioni intense negli anni, nei mesi e nei giorni.
Abbiamo tenuto botta insieme all’infame repressione che nel 2011 ha messo in carcere compagne e compagni del Fuoriluogo e sequestrato lo spazio e abbiamo deciso di rimanere e puntare i piedi.
Abbiamo fatto vivere per anni il circolo Iqbal, dove tra lotte, confronti, dibattiti, birrette e concerti abbiamo affinato rapporti autentici e legami complici.
Abbiamo respirato insieme a pieni polmoni l’ansia di una vita più libera e della ricerca della giusta angolatura da cui colpire oppressori e servi del potere.
Abbiamo calpestato le stesse strade, gli stessi sentieri di giorno e di notte, abbiamo lottato contro le stesse sbarre, fossero esse di un C.I.E. o di un carcere.
Ci siamo battuti insieme per condividere spazi e rapporti di lotta e di amicizia profonda in una città sempre più pacificata, addormentata e ripiegata sul vuoto.
Infine, ci siamo fatti forza a vicenda in ogni passaggio di questi lunghi mesi della tua malattia e grazie Mauri, perchè questa forza l’abbiamo vista innanzitutto in te.

Vederti soffrire così tanto è stato il dolore più grande e non poterti togliere quel dolore ci ha spesso fatti sentire piccoli e impotenti. Siamo stati una famiglia, così come ci piace pensarla e il vuoto che ora ci lasci sarà pungente e molto intenso.
Ovunque tu sia, ti porteremo con noi.

La libertà è tutto, Mauri. E ti terremo con noi ogni giorno, continuando a scalare il cielo per raggiungerla.
Ti vogliamo bene e ci manchi.

Compagne e compagni di Mauri