Lecce – Oggi blocchiamo noi!

volantino distribuito durante un corteo spontaneo e blocco del traffico a Lecce il 19 novembre

Con una ordinanza in vigore dalla mezzanotte di domenica 13 novembre, il Prefetto ha stabilito la creazione di una cintura di sicurezza in zona “San Basilio”, in agro di Melendugno. Si tratta di una “zona rossa”, ovvero una vasta area di interdizione nel cui perimetro hanno accesso solo gli operai che lavorano alla realizzazione del gasdotto Tap, protetti da un ingentissimo schieramento di forze dell’ordine. I pochi residenti nella zona e i contadini che si recano a lavorare, possono accedere solo previo pass concesso da Questore e Prefetto. Qualcuno, davanti ad una tale  situazione, ha affermato che sembra di essere a Baghdad…
In un certo senso, in una simile affermazione, c’è del vero, per due motivi: il primo è che lo Stato italiano ha dichiarato guerra a una parte dei suoi cittadini, militarizzando un territorio per imporre un’opera che gran parte di essi non vorrebbero. L’altro è che ormai le differenze tra una zona di guerra e una di pace sono sempre più sfumate, e attraversare veri e propri check-point per spostarsi da un posto all’altro sta diventando normalità. Basti pensare a cosa è accaduto col recente Decreto Minniti. Adottato dopo un morto e diversi feriti causati durante la visione di una partita di calcio in una piazza di Torino – evento peraltro organizzato dal Comune… –  è stato il pretesto per imporre misure di sicurezza in ogni evento pubblico. Dalla scorsa estate, per andare in una qualunque sagra, bisogna attraversare check-point, barriere antisfondamento e spesso tornelli conta-persone ed essere perquisiti, fino all’estremo di vedersi sequestrare l’accendino! Di questo percorso di accettazione psicologica del controllo a cui ci stanno abituando, la “zona rossa” del cantiere Tap è solo l’aspetto più brutale.
Ma se Prefetti e forze di polizia possono impedirci di entrare in una zona ben definita per contrastare un’opera nociva, non potranno certo impedirci di essere ovunque per contestarla. Se non potremo recarci in un punto ben preciso, potremo sempre andare dappertutto. Alla loro zona rossa definita sulle mappe catastali, risponderemo con gli innumerevoli blocchi pensati dal nostro immaginario.
Alla vigilia delle festività natalizie, molte buone occasioni si aprono per noi… Chi prova disturbo per tutto ciò, può sempre protestare col Prefetto, che preferisce tutelare una multinazionale energetica piuttosto che la libera circolazione dei cittadini.