Parla come mangi, suona come scrivi, leggi come balli!

riceviamo e pubblichiamo:

Abbiamo notato che alcuni vocaboli, definizioni e concetti passano di bocca in bocca, tra i boccali di birra nei bar dei centri sociali, nei corridoi delle scuole, negli squat e sull’asfalto delle strade di questa città, usati spesso a sproposito questi termini confondono più che chiarire ciò che invece accade da 2 anni a questa parte durante alcuni week-end nelle fabbriche dismesse di Milano.

BOLLA – FESTA – SQUAT PARTY – TAZ – BENEFIT – FREE PARTY – RAVE – ILLEGAL – PIRATI – BRANCALEONE – SCATENIAMOLI – si rischia di non capirci più un cazzo e sarebbe un peccato perchè la nostra lotta non è contro la nostra mente ma con la nostra mente!

Cogliamo dunque l’occasione del secondo compleanno de “La Bolla” per fare un po’ di chiarezza sulle motivazioni e finalità di questo progetto.

La Bolla è un progetto di feste (dunque è una situazione e non un luogo) nato inizialmente dalla sinergia venutasi a creare tra i collettivi di due squat milanesi: Proprietà Pirata e Casa Brancaleone.

Dopo pochissimo tempo dalla sua nascita la procura di Milano ordina gli arresti di 4 compagni, 3 dei quali appartenenti al collettivo dei Pirati, per gli scontri del 1 Maggio No EXPO 2015.

L’accusa è gravissima: devastazione e saccheggio art. 419 c.p., dagli 8 ai 15 anni di reclusione.

Il progetto Bolla decide quindi di supportare al massimo la campagna Scateniamoli in solidarietà agli imputati.

Finalmente, dopo oltre un anno e 2 gradi di giudizio, la corte d’appello assolve tutti e 4 dal pesantissimo capo di accusa. Finita dunque questa situazione emergenziale, La Bolla può dunque impegnarsi su nuovi obiettivi, ma con una novità: la partecipazione e le sinergie venutesi a creare durante quest’anno di esperienze fanno sì che da progetto duale si trasformi in un collettivo permanente, in cui sono confluiti sia individualità libertarie, sia compagni facenti parte di svariate realtà del nord Italia.

Veniamo a noi dunque, il progetto Bolla consiste nell’organizzazione di feste di un certo tipo, quelle che piacciono a noi: rave party illegali basati sul concetto di T.A.Z.:

Temporary Autonomous Zone – Zona Temporaneamente Autonoma

Le TAZ sono esperienze sociali fuorilegge (“utopie pirata”) che si collocano in posizione di illegalità rispetto al potere istituzionale egemone nelle varie epoche e situazioni geografiche in cui esse vengono a crearsi. Luoghi liberati temporaneamente che eludono le normali strutture di controllo sociale, dove la verticalità del potere viene sostituita spontaneamente con reti orizzontali di rapporti. Le TAZ sono esperienze in grado di sparire se la pressione repressiva diviene troppo forte, per riformarsi in un altro posto e in epoche differenti, cambiando nome e identità; sono sia uno spazio mentale che fisico (una situazione dunque), dove fuggire, allontanarsi dalle necessità indotte e dai condizionamenti, spiazzando così il nemico, sparendogli davanti e riapparendo a fianco, dietro o mai. Un tratto distintivo delle TAZ, intese come spazio fisico, è la loro dimensione: comunità piccole e circoscritte territorialmente.

I nostri rave sono dunque delle T.A.Z. perchè hanno luogo in uno spazio occupato illegalmente e temporaneamente, riempito di contenuti e poi lasciato (si spera e si prova) meglio di come lo si aveva trovato.

Il nostro obiettivo comunque non è un ritorno al passato del movimento raver. La storia, si sa, quando si ripete è farsa!

Il nostro intento è diverso: nel momento presente riteniamo che il miglior modo di implementare il concetto di T.A.Z. sia creare feste cariche di contenuti, i cui ricavati non vadano a finire nelle tasche degli organizzatori ma in benefit politici… e per politici chiaramente non ci riferiamo alla politica istituzionale dei partiti che se fosse per noi non esisterebbero, ma un supporto a chi come noi lotta contro questo sistema infame.

Cerchiamo inoltre di implementare la carica conflittuale di queste TAZ occupando sempre nell’area urbana milanese e difendiamo le nostre occupazioni anche dopo l’arrivo della beneamata polizia, con la quale riteniamo che non sia mai possibile nessuna forma di dialogo (è già successo più volte di trovarsi barricati su un tetto per difendere l’occupazione, pratica nobile e valorosa ma che spesso ha conseguenze penali).

Insomma ci teniamo a far capire a tutti coloro che consumano suole di scarpe ballando sotto le nostre casse perchè i nostri non possono essere dei free party ma dobbiamo chiedere del vile denaro all’ingresso.

Partecipando alle nostre feste voi avete supportato progetti di svariata natura, tra cui:

-La tipografia anarchica “Stampa Clandestina” che risponde a una delle esigenze più comuni di chi si organizza in maniera autogestita: la stampa, circolazione e reperibilità di materiale di controcultura. Dotandoci di conoscenze sulle macchine e sulle tecniche di stampa artigianali e digitali, raccogliamo e sistematizziamo scritti che ci aiutano a comprendere le lotte, le tensioni e la realtà per trasformarla.

– Creazione e implementazione del laboratorio di visual e videomapping in Proprietà Pirata che, oltre a offrire la possibilità a chiunque sia interessato a partecipare di imparare o perfezionare le proprie conoscenze nell’ambito delle proiezioni visuali, è stato anche lo strumento che ci ha permesso di creare tutti gli effetti scenici che vedete alle nostre feste.

-Creazione e mantenimento di una cassa di resistenza antirepressiva con la quale fare fronte alle spese legali che inevitabilmente si trova a dover affontare chi lotta contro l’ordine costituito.

– “Jungle Party Project” in collaborazione con Proprieta’ Pirata – Oktobus Travelz – NoBorder e con le comunità autoctone e meticce di San Juan de Synchicuy e Nuova Peru (Iquitos, Peru), del deserto della Guajira (Colombia) e quelle situate sulle sponde del Rio Putumayo (Equador, Colombia, Peru). Il progetto ha reso possibile la costruzione della maloca, ovvero la capanna utilizzata per le assemblee pubbliche e per le cerimonie tradizionali; la costruzione di biblioteca con l’acquisto di circa 100 libri: letteratura per bambini, educativi (atlanti e libri di storia) e di cultura locale (amazzonica, andina e leggende locali); l’acquisto di medicinali basici, di utili scolastici e di benzina per i generatori della collettivita’.

– Partecipazione alla street-parade antiproibizionista di Torino del 29 Aprile 2017 con l’allestimento del carro allegorico “QUESTA LA NOSTRA ECONOMIA, INVESTIAMO SULLA POLIZIA!”

I soldi servono anche per portare alle nostre feste un contenuto artistico più vario e migliore possibile; cerchiamo infatti di offrire sempre delle line up di qualità, invitando DJ e producer che hanno contribuito a scrivere la storia del movimento raver, e diamo loro la possibilità di suonare attraverso impianti audio altamente performanti in modo che il risultato sonoro finale sia impeccabile.

Dato che anche l’occhio (e non solo l’orecchio) vuole la sua parte, investiamo soldi tempo ed energie per creare:

-un’offerta artistica di visual, video mapping, fire show e performances varie,

-una presenza costante delle aree chill-out e delle postazioni di riduzione del danno,

-una presenza costante di bancarelle di autoproduzioni che chiunque può chiederci di allestire contribuendo a riempire le nostre feste di colori, profumi e sapori slegati dalle logiche di mercato.

Insomma curiamo l’organizzazione dei nostri eventi creando delle bolle spazio\temporali che provino a rispecchiare in maniera olistica il tipo di mondo che vorremmo, discostandosi, anche solo per un paio di giorni, dallo squallore dell’esistente, per non doverlo passivamente subire ma poterlo cambiare.

SUPPORT YOUR LOCAL SQUAT & TAZ,

NON PARLARE MAI CON LA POLIZIA E NON AIUTARLI CON LE TUE FOTO,

GODITI QUESTA BOLLA DI LIBERTÀ IN UN MARE DI MERDA SENZA FARNE ALTRA