Lettera di Lisa, condannata a 7 anni e mezzo per l’esproprio alla Pax-Bank di Aachen

Riportiamo una lettera inviata al collettivo Fuera Del Orden dalla compagnia prigioniera in Germania, dove è stato accusata e condannata a sette anni e mezzo per la rapina di una banca. La lettera è stata pubblicata nel fanzine anticarcelario Desde Dentro nº 4 .


Ciao!

(…) La mia situazione attuale: sono nella stessa prigione provvisoria di Colonia, poiché la mia sentenza è in revisione, ovvero sono in custodia di investigazione. Sono in un centro di detenzione normale, lì posso “muoversi” come tutti gli altri, partecipare alle attività, visitare altri detenuti nella loro cella, lavorare, ecc. Ma ho alcune restrizioni extra, come non posso partecipare alle attività di altri moduli (giustificati dal mio “pericolo”, in base al mio caso). Inoltre, ho ancora la posta controllata, perché stanno ancora cercando un altro “complice”. (Normalmente quasi nessuno ha la posta controllata al momento della revisione). Pertanto, mi negano le chiamate e le visite lunghe, tranne che per le chiamate con mia madre, poiché è gravemente ammalata. Però perfino queste chiamate sono anche strettamente monitorate.

Per il resto abbiamo una terapia di lavoro con il computer (“AT-PC”), dove stiamo occupati col computer e ci pagano anche. Tuttavia, spesso non c’è terapia.

Ho una TV, un lettore CD, un lettore DVD e un bollitore elettrico nella mia cella e, naturalmente, alcuni libri, un sacco di posta, riviste, ecc. Ogni giorno ottengo il “Junge Welt” e ogni due settimane “La Directa” di Barcellona.

C’è un’ora libera ogni giorno, tre ore per visitare altri prigionieri nella sua cella (che ho sempre usato dal primo giorno senza eccezioni), di tanto in tanto lo sport (faccio anche sport ogni giorno nel cortile e nella cella) e per il momento partecipo ad un interessante gruppo settimanale (“Gruppo Antirazzista”, diretto dall’associazione di Colonia contro il razzismo). Possiamo fare la doccia solo due volte alla settimana (!!!) tranne quando lavoriamo, in quel caso ogni giorno.

Qualche mese fa, la situazione con gli altri compagni di prigione era migliore e più solidale. Ora siamo meno, ma ancora con alcuni stiamo uniti e ci appoggiamo. La maggior parte sono “lumpen” che non hanno nulla o nessuno, la maggior parte di loro si droga e si preoccupano solo di se stessi. Ci sono molti Sinti, Rom e persone del’Europa orientale, la maggioranza è dentro per banalità, alcune sono di delle bande organizzate.

Saluti solidali e combattivi.

Lisa


Per scrivere alla compagna:
Lisa – Buchnr .: 2893/16/7

JVA-Koeln (Frauen)

Rochusstrasse 350

50827 Koeln

Deutschland

Lisa parla spagnolo, tedesco, inglese e italiano e sarà contenta di ricevere le vostre lettere.

fonte: tokata.info