Basilea – Abbattere Bässlergut!

5 settembre, Basilea: bruciata macchina edile di Implenia

“05/09/2017

L’altra notte abbiamo bruciato una macchina edile Implenia alla stazione di Weil am Rhein provocando danni per varie centinaia di migliaia di Euro. Lo consideriamo un contributo alla lotta contro l’ampliamento della prigione Bässlergut vicino alla dogana Otterbach a Basilea. Implenia ne ha assunto la direzione. I lavori d’ampliamento della prigione esistente dureranno dal mese di marzo del 2017 fino al 2020. La nuova costruzione avrà 78 posti, trasformando così la prigione attuale in una prigione esclusivamente per le espulsioni. La contrastiamo perché non la consideriamo un aumento bensì una perdita della sicurezza per le persone. La costruzione di prigioni è parte di una logica che parte dall’assunto che altra gente deve decidere sulle nostre vite per mantenere un mondo basato sullo sfruttamento e sull’oppressione.

Le prigioni nello Stato nazionale

La nostra lotta contro l’ampliamento della prigione Bässlergut è parte da una critica fondamentale dell’istituzione di carcerazione e d’esclusione che è la prigione e degli sviluppi repressivi connessi. Vogliamo un mondo dove rinchiudere le persone non sarà più una pratica (e nemmeno più “necessario”). Non intendiamo solo le prigioni, ma anche la forma più blanda di tutti gli altri lager che isolano e concentrano determinati gruppi sociali. Lager del genere esistono in tutto il mondo, come se non avessero affatto una storia e funzione altamente problematica.

La nostra critica è anzitutto anarchica. Ci socializzano in una società dove lo Stato è accettato senza discussione come amministratore legittimo delle vite di tuttx noi. Il compito dell’istituzione carcere è di garantire la sicurezza di ogni membro della società tentando di rinchiudere e di disciplinare le persone cosiddette “criminali”. Che storicamente la prigione non era affatto la panacea di tutti i mali, è dimostrato nella sua storia che dura più di 200 anni, durante i quali ha decisamente favorito invece di diminuire la delinquenza. Tuttora, le persone possono entrare da piccolx criminali e uscire di nuovo da delinquenti organizzatx pienx di contatti nuovi e nuove strategie, tecniche e idee.

Le funzioni delle prigioni

Ma non si tratta di questo. Poiché lo Stato nazionale liberale non è altro che un attore neutrale che non fa altro che mantenere l’ordine sociale nell’interesse della società, riducendo la libertà dex singolx (anche se noi stessx dovremmo respingere quest’idea poiché parte dall’assunto che le persone necessitano un potere superiore per riuscire a convivere pacificamente).

È ancora peggio, ma tanto: lo Stato mantiene con la violenza il suo ordine sociale fondato sull’oppressione e lo sfruttamento, di cui approfitta lui stesso e lx sux rappresentanti. Pensiamo che gli Stati sono un rapporto di potere che serve agli interessi dei ricchi e potenti.

In questo contesto, la prigione assume vari compiti. Da un lato soddisfa i richiami che pretendono più “sicurezza“ rinchiudendo le persone che trasgrediscono le leggi vigenti, dando un senso di sicurezza ax “non-criminali”. Così la prigione valeva a lungo come una specie di panacea per tutti i mali. Tante differenti forme di pene sono state abolite in favore alle prigioni. Indipendentemente dalle cause del delitto si chiede di rinchiudere lx delinquente e cosi aumenta l’illusione della sicurezza appena queste persone sono dietro le sbarre.

Dall’altra parte serve come deterrente. Le persone non dovrebbero trasgredire, disobbedire e neanche violare coscientemente la legge poiché alla fine di una sfilza di misure disciplinari e repressive c’è la galera. Che è un luogo dove le persone sono rinchiuse e spossessate della loro vita passata, delle loro relazioni e d’ogni autonomia; è un luogo dove gli si toglie tutto.

Guerra sociale contro lx poverx

Inoltre, la prigione è l’espressione della tensione permanente tra i ricchi e potenti da un lato e la gente povera ed emarginata del mondo dall’altro. Questo viene dimostrato per esempio attualmente negli sviluppi molto specifici nell’ambito svizzero dell’asilo e del diritto. Come conseguenza della ristrutturazione dell’ambito dell’asilo che dura fino al 2019, si centralizzano i procedimenti e nei cosiddetti “centri federali” si svolgeranno tutte le fasi procedurali. Entro 140 giorni al massimo verrà deciso se ci sarà una decisione positiva o negativa per l’asilo.

Persone che non corrispondono alle richieste per ottenere l’asilo, per esempio per essere entrate da un altro paese di Dublino, avranno una decisione negativa già nei centri federali e saranno trasferiti in detenzione d’espulsione. La vigilanza e il controllo di richiedenti l’asilo saranno ancora rafforzati con i centri e chi li gestisce nei relativi ministeri crede di potere impedire così che la gente “sparisca dalla circolazione”. Questa revisione restringe ulteriormente la libertà di movimento dex migranti e inoltre sostiene la lagerizzazione di così tante altre vite.

Con la realizzazione della revisione della legge sull’asilo aumenta il bisogno di posti per la detenzione amministrativa, dove le persone sono rinchiuse senza condanna penale in attesa d’espulsione. Per cui i cantoni fino alla fine del 2018 dovrebbero creare 700 nuovi posti. Anche l’ampliamento del Bässlergut fa parte di questo sviluppo. Con la costruzione nuova, tutta la prigione attuale è prevista per la detenzione amministrativa e con ciò con celle per l’espulsione.

La nuova costruzione per dex “normali detenutx penali” è direttamente connessa al forte aumento delle pene detentive brevi. Il cantone stesso sottolinea in uno scritto al gran consiglio che le pene da 1-6 mesi sono quadruplicate e quelle dai 6-12 mesi raddoppiate. Le ragioni sono diverse: sempre di più la gente sconta le proprie multe che non riesce a pagare. Riguarda per esempio i delitti contro il patrimonio o la violazione contro le regole per gli/le stranierx come il cosiddetto “soggiorno illegale”.

Le prigioni si riempiono di poverx e migranti che vogliono muoversi liberamente, vivere qui o godere degli stessi privilegi. La prigione come anche l’autorità di giustizia e di polizia deve dunque intendersi, con alcune eccezioni, come parte della guerra dello Stato (e con ciò dei ricchi e dei potenti) contro la gente povera ed emarginata. Le prigioni sono piene di persone che per le loro origini sociali o “scivolano” nella cosiddetta “criminalità” oppure a buon diritto tentano di prendersi qualcosa di cui sono private. Spesso entrambe le cose sono vere.

Resistenza e suicidio

La resistenza contro le prigioni moderne esiste a partire dalla loro nascita e in varie forme anche contro le guardie e l’istituzione. Può andare dall’evitare un contatto visivo con le guardie fino alla negazione, allo sciopero della fame e all’incendio della cella. Gran parte degli atti di resistenza sono invisibili per la maggioranza della popolazione e tali rimarranno: rinchiusi dietro le mura e il filo spinato NATO. Ci consideriamo parte di questa resistenza che secondo la situazione realizziamo da dentro o da fuori.
Stare in prigione ed essere rapinatx d’ogni autodeterminazione è un peso psicologico enorme, per cui il suicidio è molto frequente. Nella nuova prigione modello di Muttenz, poco tempo fa si sono toltx la vita varx prigionierx. Non sarà ancora successo nel Bässlergut poiché la direzione reagisce con durezza ad ogni avvisaglia di suicidio: se si “coglie” unx prigionierx nel tentativo di suicidio, è spesso trasferito nudo in isolamento nel cosiddetto “Bunker”: un piccolo spazio vuoto senza finestre e senza contatto con altre persone salvo con quelle che lx hanno rinchiusx. Per mantenere lx prigionierx in vita ed in forma sufficiente per l’espulsione, lo psichiatra della prigione è molto magnanime nella distribuzione di calmanti e psicofarmaci. Non è sorprendente che lx altrx prigionierx spesso non dicano nulla se ci sono dei tentativi di suicidio: vogliono risparmiare la tortura ax loro amicx. Spesso ci vorrebbe poco per risolvere i problemi psichici: in ogni caso, aprire subito le porte sarebbe il minimo.

La favola della sicurezza

La cosidetta “sicurezza” è possibile solo in una società giusta e solidale che rinuncia ai meccanismi di dominio e d’emarginazione che caratterizzano il mondo d’oggi. Ecco perché riteniamo le prigioni e anzitutto Bässlergut un pericolo e nemico della sicurezza. Anche perché la nostra lotta per la libertà e contro i meccanismi dello sfruttamento minacciano la nostra stessa sicurezza. Come così tantx resistenti prima di noi, anche noi un giorno finiremo in prigione, o magari scriviamo già questo testo da dentro.

Perché allora ora attacchiamo le ditte che hanno assunto dei lavori e partecipano alla costruzione della prigione? Sicuramente ci sono altre possibilità per contrastare una tale prigione. Ognunx è liberx di scegliere altri mezzi. Ma per noi queste imprese sono esemplari per un mondo dove si parla troppo poco di strutture come i lager o le prigioni e si costruiscono tali edifici senza alcuna resistenza. Le ditte coinvolte nella costruzione del Bässlergut lucrano sull’oppressione delle persone e di conseguenza sono corresponsabili per il mantenimento delle stesse strutture. Coscientemente hanno deciso di eseguire questi lavori e perciò sono diventati un obiettivo da attaccare. Rimane il fatto che tutte le imprese possono ritirarsi in ogni momento, e non sarebbero più nel mirino. Aumenterebbe anche la loro sicurezza.

Speriamo che questo atto di sabotaggio susciti anche un dibattito sul modo in cui è organizzata la nostra società. In fondo si parla troppo poco del mondo in cui in effetti viviamo e di quello in cui vorremmo vivere. Le strutture d’oppressione e di sfruttamento si possono rendere visibili ed attaccare in vari modi. Quest’azione è uno di questi modi e ci permette di trasporre nella pratica la nostra critica e nel contempo di condurre un dibattito sulle questioni menzionate.

Non vogliamo una prigione più umana, non chiediamo condizioni di detenzione migliori. Non vogliamo dei giudici più equi o una giustizia più affidabile. Lottiamo per un mondo libero e giusto senza giudici, capoccia e guardie. Un tale mondo è per noi pensabile solo eliminando le prigioni, la giustizia e lo Stato.

Siamo parte della resistenza contro la carcerazione e chi decide sulle altrx persone. Ci dichiariamo solidali con tutte le lotte carcerarie nel mondo, che siano lx profughx in rivolta a Moria su Lesbos, lx prigionierx del G20 di Amburgo o chi fa lo sciopero della fame nelle galere turche.

In ogni momento e luogo per un mondo senza galere e palazzi.

Abbattere Bässlergut!”

Visto che nella resistenza contro l’ampliamento della prigione Bässlergut è già successo tanto, abbiamo iniziato un riassunto per offrire una panoramica (in tedesco) di questa lotta: https://barrikade.info/Zivilauto-der-Basler-Polizei-angezundet-368?lang=de

Attorno all’ampliamento

  • Lista delle ditte coinvolte nell’ampliamento Bässlergut
  • Mail aperta alle ditte coinvolte nell’ampliamento Bässlergut

Manifestazioni e proteste di strada

  • Manifestazione: Abbattere il Bässlergut e non ampliarlo
  • Sulla demo “Abbattere e non ampliare il Bässlergut”
  • Passeggiata fino alla galera per le espulsioni

Azioni dirette

  • Sabotaggio a due auto Implenia a Basilea
  • Vetri rotti a auto Implenia a Basilea
  • Attacco a Basilea alla EAGB (Azienda Elettrica Sa) che sostiene l’ampliamento
  • A fuoco furgone Implenia a Basilea
  • Attacco incendiario a auto ufficiale del direttore del dipartimento di giustizia di Basilea
  • Visita al profittatore delle galere Peter Berger a Basilea
  • Attacco incendiario a furgone Implenia a Zurigo
  • A Basilea fuoco alle auto di servizio della ROSEMUND Sa
  • Incendiata ruspa Implenia a Zurigo
  • Incendiata auto civetta della polizia di Basilea

fonte: frecciaspezzata.noblogs.org