Barcellona – Alcune considerazioni sulla situazione attuale in Catalogna e sull’azione degli anarchici

Alcune considerazioni sulla situazione attuale in Catalogna e sull’azione degli anarchici.

17 ottobre 2017

referendum_catalogna

– Ancora una volta, molti – troppi – anarchici si sono lasciati trascinare, sopraffatti da eventi che non si aspettavano e non hanno saputo (o voluto) determinare con le proprie parole e azioni. Molti anarchici sono facilmente sedotti da tutto ciò che ha un carattere “di massa”, senza fermarsi a pensare un po’ cos’è realmente ciò che stanno appoggiando e senza sapere, potere o volere partecipare con un loro discorso, vogliono solo andare dove c’è la gente e vedere cosa succede dopo.

 

– sulla “volontà popolare” e sulla “legittimità delle masse”:

 

Molti anarchici sono stati in piazza nei giorni scorsi, partecipando alle proteste insieme a molti altri, ma qual è il vero obiettivo di queste proteste? Chi sono questi “altri” che partecipano a queste mobilizzazioni? Anche se è vero che parte dei manifestanti viene dalla sinistra dell’indipendenza o di altre formazioni di sinistra non necessariamente nazionaliste ma che appoggiano o hanno voluto portare solidarietà alla causa dell’indipendenza catalana dal momento, dato che alcuni anarchici possono trovare alcune affinità con questo tipo di manifestanti, la stragrande maggioranza di coloro che sono stati in piazza sono i bravi cittadini, gli amanti di ordine, senso civico e buone maniere, molti elettori della destra conservatrice catalana, composta da CIU, ANC … ecc.

Le richieste dei manifestanti, così come le loro azioni, sono alla vista di tutti. Gli stessi che esprimono il loro rifiuto e la loro ostilità alla Guardia Civil o alla Policía Nacional, danno fiori ai Mossos e li applaudono come se fossero eroi. Sembra che questi anarchici siano obbligati ad appoggiare senza discussioni ciò che è stato catalogato come “volontà popolare”, anche se questa volontà popolare sarà quella di creare un proprio stato con una politica marcatamente di destra, con i suoi confini, con la sua propria polizia, con le sue istituzioni, carceri, leggi, capitalismo e miseria, ma con una bandiera diversa e una nuova immagine di liberazione.

Sembra che, per alcuni, il patriottismo catalano sia più accettabile che il patriottismo spagnolo, nascondendosi dietro mille scuse per giustificarsi, però alla fine il nazionalismo è il nazionalismo, tutte le patrie sono oppressori delle popolazioni che vivono nei loro domini, e quelle che non lo sono, è perché non hanno ancora avuto l’opportunità. E per chi non lo sa, il fascista catalano è così repulsivo, conservatore e rancido come il fascista spagnola o quello di qualsiasi altra parte. E tuttavia, gli anarchici sono scesi in piazza con tutte queste persone, adottando il discorso di queste persone, partecipando alle chiamate di queste persone … lasciandosi portare via da quell’immagine di “ribellione”. Se, immaginiamo, la volontà della maggioranza delle persone fosse uno stato catalano del tipo nazista e fascista, gli anarchici dovrebbero sostenere la gente anche in questo caso? Dal nostro punto di vista, una caratteristica essenziale dell’anarchia, indipendentemente dalla corrente o dal posizionamento, è il mettere in discussione e saper guardare le cose in modo critico, specialmente prima di tuffarsi di testa in una piscina, che si è rivelata essere un pantano.

 

– La repressione della Policía Nacional e della Guardia Civil ha incendiato gli animi di molti, dando l’impressione che realmente stava avvenendo una specie di rivolta o una situazione di ribellione, nulla è più lontano dalla realtà, questo è stato un stratagemma ben pianificato fin dall’inizio dal Govern (catalano). Fin dall’inizio, ha cercato esattamente che ciò è accaduto, ha cercato la foto della polizia (spagnola) che carica indiscriminatamente i cittadini pacifici catalani, è stato specificamente menzionato che nessuno ha cercato di resistere attivamente e sono stati messi a tacere i pochi atti di resistenza attiva e di lotta contro la polizia, mentre le immagini della brutalità della polizia sono state diffuse in tutto il mondo. Qui gli anarchici (e il resto di coloro che hanno partecipato questa farsa) sono stati poco più che gli utili idioti che hanno servito come esca per prendere le bastonate nella foto, il tutto come si è visto in seguito è stata una manovra politica del Govern ( catalano) per cercare di legittimarsi e attirare l’attenzione del mondo, in quanto fino allora non vi era stata né la dichiarazione di indipendenza né rotture reali con lo stato spagnolo, se non proposte di dialogo e negoziazione. E così è accaduto che abbiamo visto anarchici che hanno votato o hanno fatto la campagna per il voto, come se fosse qualcosa di “ribelle” partecipare ad un evento organizzato e diretto dall’alto, con la sola utilità di legittimare le istituzioni esistenti e future.

 

– E che dire del “sciopero generale” concordato, controllato e organizzato dalle istituzioni e dai datori di lavoro? Uno sciopero è stato una sfilata patriottica di bandiere, pacificata a forza di insinuazioni, voci e minacce, anche da parte dagli anarchici e dalla sinistra “radicale”, invitando a vigilare contro “infiltrati e provocatori” e espellere dalle mobilizzazioni a chiunque sia a volto coperto o che non abbia un atteggiamento “appropriato”. Così abbiamo visto i buoni cittadini urlare “siamo gente di pace” e acclamare la polizia catalana, da bravi pecoroni, e nel mentre insultare, cacciare dai cortei, e addirittura aggredire chi non rientrava nel dogma del buon manifestante.

La parola d’ordine era chiaro: nessuna violenza, nessun volto coperto né blocchi neri, nessuna provocazione né risposte alla polizia né alle bande di fascisti “spagnolisti” che compivano aggressioni in tutta Barcellona. Niente altro che non sia una sfilata sotto il suono dell’inno nazionale e bandiere stellate ( bandiere del governo catalano), simboli della “liberazione” di un popolo senza paura. Niente che si allontani da quando pianificato. E se c’è violenza, bisogna lasciarsi picchiare perché tutto il mondo veda il giorno seguente nelle prime pagine dei giornali e nei tg di mezzogiorno chi sono i buoni democratici pacifici e qui sono i cattivi repressori fascisti, costi quel che costi bisogna adeguarsi alle linee del Govern.

– Conclusioni: Alcuni sono arrivati a definire tutto ciò come una rivoluzione, ma se ciò è davvero una rivoluzione, è senza dubbio una rivoluzione cittadinista liberal-democratica. Anche se alcuni si fanno illusioni o tentano di raggirarci dicendo che l’indipendenza è l’unica soluzione o il rimedio definitivo a tutti i mali, che nessuno tenga aspettative di una vera emancipazione o liberazione o di cambiar nient’altro che il colore dello straccio che sventola. In ogni caso, a nostro avviso, queste manifestazioni hanno una data di scadenza, dopo aver raggiunto lo “zenith” i primi giorni di ottobre, ora viene una discesa insieme con l’arretramento del Govern. Non vogliamo dire che tutto torna alla normalità perché la normalità non è mai cessata, l’ordine in vigore non è stato rotto, di fatto è stato rafforzato. Ecco i veri vincitori di questa farsa: lo Stato e le istituzioni. Può essere che ci sbagliamo e che si avrà veramente un escalation che non possiamo prevedere. Ma se ciò accade, gli anarchici dovrebbero scendere nelle piazze con discorso proprio con forza, senza paura di attaccare e mostrare i denti a chiunque ci si opponga, evitando di cadere nella trappola e diventare pupazzi nelle mani di interessi statali o e nazionalistici, evitando di fare gioco di un patriottismo ributtante, anche se si presenta come “ribelle” o “anticapitalista”. Cerchiamo di imparare dagli errori e dalle lezioni che la storia lontana e vicina ci hanno lasciato e stiamo attenti quando agli amici che ci scegliamo. Il vantaggio di tutto ciò sarebbe la possibilità di far crollare la situazione e di creare le condizioni necessarie per arrivare ad un nuovo livello di tensioni di conflitto, non solo contro lo stato spagnolo o il governo catalano, ma contro il mondo che crea e necessita di stati e nazioni.

 

Contro tutti gli stati, tutte le patrie, tutte le nazioni!

Rompere la pace sociale!

Alcuni anarchici di Barcellona

fonte: contramadriz.espivblogs.net