Appello per il processo per la macchina degli sbirri incendiata a Valmy

riceviamo e diffondiamo:

DELL’OLIO SUL FUOCO!
A proposito di macchina di sbirri bruciata, di processo e di solidarietà.

Dal 19 al 22 settembre 2017, nove persone andranno a processo con l’accusa di aver attaccato una macchina degli sbirri nei pressi di Quai de Valmy, a Parigi, il 18 maggio 2016. Due aspettano ancora in cella, una delle quali ormai da più di un anno, mentre altre sei sono sottoposte a misure cautelari e l’ultima è ancora ricercata.
In quella giornata, in piena mobilitazione contro la “loi travail”, dei poliziotti si concentrano in Place de la République per piagnucolare contro l’«odio anti-sbirri». Una vera provocazione dopo due mesi di manifestazioni represse a colpi di lacrimogeni, granate, manganelli e arresti. Una contro-manifestazione viene convocata e subito proibita, ma si lancia malgrado tutto per le vie di Parigi, incontrando sul suo percorso una volante con due sbirri a bordo, che viene attaccata e poi bruciata.
A molti questo gesto ha dato respiro, come dà respiro quando la rabbia esplode a Beaumont dopo l’assassinio di Adama Traoré, a Aulnay dopo lo stupro di Théo, o quando una macchina della polizia brucia a sua volta davanti al commissariato della 19° circoscrizione di Parigi la sera dell’omicidio di Shaoyo Liu, o ancora quando le strade di Amburgo si incendiano durante il G20. Come dà respiro ogni volta che un po’ di umiliazione e brutalità sono restituite agli sbirri che le infliggono quotidianamente.

La giustizia dei tribunali colpisce spesso duramente quando i suoi servi vestiti di blu sono attaccati. Questo perché la giustizia e la polizia sono entrambe al servizio dello Stato e dei potenti di questo mondo, per perpetuare un ordine delle cose basato sullo sfruttamento, il razzismo, il sessismo, l’omofobia… e non bisogna lasciar intendere a qualcuno di poter cambiare le cose.
Bisogna quindi sottoporre a controllo con la minaccia della prigione quelli e quelle che, per scelta o per necessità, escono dal cammino segnato dal lavoro, dal consumo e dalla sottomissione al potere.
I mezzi a loro disposizione sono sempre più numerosi. Che si tratti dell’annuncio della costruzione di decine di nuove prigioni per rinchiudere sempre di più, della legalizzazione in corso dello stato d’emergenza permanente o ancora della nuova legge sulla legittima difesa degli sbirri. Tutto ciò a colpi di “è per la vostra sicurezza”, nell’accettazione generale o quasi.

In questo contesto dovrà svolgersi  il processo , certamente sotto una forte pressione mediatica per farne un processo “esemplare” al movimento contro la “loi travail” e più in generale ad un’ostilità diffusa verso la polizia particolarmente palpabile in questi ultimi tempi.
Di fronte tutto questo, sta a noi non farci mettere la museruola.
Esprimiamo la nostra solidarietà a quelle e quelli che subiscono la repressione per delle azioni che condividiamo. Non lasciamo l’aula di tribunale ai giornalisti e alle parti civili, tra le quali Alliance, sindacato di polizia che ha convocato la manifestazione del 18 maggio 2016, sempre pronto a esporsi sui media per delle campagne razziste e
securitarie.
Facciamo vivere la nostra solidarietà nelle strade. Qui e altrove, non lasciamo i tribunali condannare nell’indifferenza, sabotiamo la catena del controllo e dell’incarcerazione, opponiamoci alla sorveglianza delle
nostre vite e alle diverse misure che mirano a renderla totale e permanente.

Libertà per gli/le accusati/e per la macchina degli sbirri bruciata il
18 maggio 2016!

Libertà per tutti e tutte!

https://paris-luttes.info/proces-a-venir-pour-l-incendie-de-8574?lang=fr